Carta del percorso
Google Map 1, 2


Panorama dai Prati di Bioggio

Da Bioggio ai prati di Bioggio, cioè dal maggengo di mezza montagna all’alpeggio: un’escursione classica alla scoperta delle antiche vie attraverso le quali si articolava la vita contadina, con i suoi ritmi lenti e continui, le sue fatiche, le sue pause. Vie antiche alle quali, per la verità, si sono in buona misura sovrapposte le vie moderne percorse da veicoli a due e quattro ruote.
Come portarci, innanzitutto, a Bioggio? È possibile arrivarci con l’automobile partendo dalla parte alta di Cercino (paese che si raggiunge salendo da Piussogno, sulla provinciale Valeriana Occidentale) e percorrendo 2 km su una carrozzabile in terra battuta (quest'ultimo tratto è però percorribile solo previo acquisto di pass giornaliero), oppure partendo da Mello, seguendo la carrozzabile per
S. Giovanni di Bioggio, dove, se siamo sprovvisti di pass giornaliero, dobbiamo parcheggiare, per poi imboccare la pista per i prati Aragno e lasciandola, sulla sinistra, al secondo tornante destrorso). È possibile, ovviamente, anche arrivarci a piedi, in tre quarti d’ora, da Pianezzo (frazione alta di Traona, raggiunta da una strada asfaltata), seguendo l’antica mulattiera che parte al termine della carrozzabile che attraversa Pianezzo.


Apri qui una fotomappa della Costiera dei Cech

DA BIOGGIO (O DA SAN GIOVANNI DI BIOGGIO) AI PRATI DI BIOGGIO PER LA PISTA STERRATA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Bioggio-Pista sterrata-Prati di Bioggio
2 h
480
E

Una volta a Bioggio (m. 771), la salita ai prati di Bioggio può seguire, sulla carta, due vie: l’antico sentiero che sale sul versante ad occidente del borgo, oppure quello che sale sul versante ad oriente. Il secondo è, però, l’unico praticamente fruibile in sicurezza, in quanto il primo, che quasi nessuno più percorre, presenta alcuni punti problematici per l’orientamento. Nessuno dei due, comunque, è segnalato con segnavia.
Partiamo, dunque, dalla soluzione sicura. Dalle baite più alte di Bioggio, dove troviamo anche un bel lavatoio, ristrutturato nel 2005, imbocchiamo il sentiero che prende a destra. Dopo una salita di circa un quarto d’ora, raggiungiamo il limite occidentale di un bel prato, con una abitazione. Il sentiero ne percorre il limite, restando alla sua sinistra, per poi salire, dopo pochi metri, alla pista sterrata S. Giovanni di Bioggio-Prati Aragno, appena sotto il terzo tornante destrorso.
Dobbiamo, ora, seguire la pista che, a monte dei Prati Aragno (m. 1146), dopo un tornante sx, conduce ad uno slargo e prosegue fino ad intercettare la pista tagliafuoco Alpe Piazza-Prati di Bioggio. Se scegliamo di seguirla, nel punto in cui confluisce con la pista tagliafuoco prendiamo a destra, seguendo quest'ultima fino ai Prati di Bioggio. Allo slargo, però, possiamo lasciare la pista per imboccare un sentiero che parte in corrispondenza di un cippo che commemora un giovane morto prematuramente e che, con una diagonale verso ovest, sale alla parte bassa dei prati di Bioggio (m. 1258). Prima di raggiungerla, si biforca: dobbiamo seguire il ramo di sinistra, perché quello di destra sale alla parte alta dei prati. Ad una seconda biforcazione, possiamo seguire indifferentemente l’uno o l’altro ramo.


I prati di Aragno

Possiamo salire ai prati anche da S. Giovanni di Bioggio, sfruttando un sentiero per lo strascico del legname (che sale, quindi, diritto in un bel bosco di castagni): lo troviamo alle spalle della chiesa, sul versante a monte (prestiamo attenzione, però, a non seguire il sentiero che prende a destra, in direzione del cuore del Vallone, ma quello che sale, ripido e diritto, nel bosco). Questo sentiero taglia per tre volte la pista sterrata, in corrispondenza di altrettanti tornanti sinistrorsi. Poi, però, non lo troviamo più, e ci tocca seguire la pista fino ai prati Aragno.
Segnaliamo infine che, previo acquisto di pass giornaliero a Mello o Cercino, da S. Giovanni di Bioggio possiamo salire in automobile fino alla pista tagliafuoco.


Il Piazzo della Nave visto dai Prati di Bioggio

DA BIOGGIO (O DA SAN GIOVANNI DI BIOGGIO) AI PRATI DI BIOGGIO PER L'ANTICA MULATTIERA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Bioggio-Antica mulattiera-Prati di Bioggio
1 h e 30 min
480
E

Vediamo, ora, il sentiero più difficile. Anche questo parte dalle ultime baite di Bioggio, ma si dirige a sinistra. Inizialmente la traccia non è chiarissima, ma poi il bosco si infittisce ed il sentiero si fa più chiaro (non è un paradosso: qui di false tracce non ce ne sono, si cammina quasi assediati dalla vegetazione), anche se, in alcuni punti, è un po’ sporco. Non ci sono tornanti: per un bel tratto si sale, in diagonale, verso nord-ovest, fino ad una quota approssimativa di 1030 metri.


I Prati di Bioggio

Poi lo scenario muta: il bosco si dirada ed il sentiero raggiunge una fascia di rocce affioranti, sulle quali, con un passaggio un po’ esposto, passa. Superate le rocce, si giunge ad un punto critico, nel senso che non è facile trovare la ripartenza del sentiero. Ci si trova in una sorta di piccola radura; a sinistra una labile traccia prosegue, con andamento pianeggiante, supera altre roccette e raggiunge un punto dal quale si apre uno scorcio panoramico su Cino, per poi perdersi. In alto, a destra, pare di intuire un’altra traccia, ma è solo un falso indizio. Il vero sentiero riprende nella parte alta della radura, e prosegue salendo nel bosco, assumendo, gradualmente, la direzione nord-est. La traccia torna a farsi discreta, ma si deve procedere con molta attenzione, perché in alcuni punti si rischia di prendere false tracce. Dopo un buon tratto di salita, si raggiunge un’ampia radura panoramica, dalla quale si scorge una buona parte della bassa Valtellina. Poco sopra intercettiamo la pista sterrata che sale da San Giovanni di Bioggio. Cerchiamo sul lato opposto della pista la ripartenza del sentiero e, dopo un ultimo tratto di salita, si raggiunge il limite sud-occidentale dei Prati di Bioggio, in corrispondenza dell’ultima baita, a 1250 metri circa. Ma, ripeto, si tratta di un sentiero che richiede molto fiuto e senso dell’orientamento; è del tutto sconsigliabile, poi, percorrerlo in discesa.
La baita raggiunta riporta, sulla facciata, una sorta di storia per disegni e brevi commenti, anzi, due storie: quella del partigiano Mario Copes, che fu catturato dai tedeschi il 28 ottobre 1944 e che subì la rottura dell’orecchio destro per il colpo del calcio di un fucile, per poi scomparire; quella di Schignano, piccolo borgo in Val d’Intelvi, con le cascine come una volta, dove la gente, nel 1940, viveva con una mucca e due capre o pecore, facendo le calze. Fa riflettere quest’idea di consegnare alle pareti delle baite frammenti della storia passata. In una cornice che favorisce la riflessione.

ANELLO PRATI DI BIOGGIO-PRATI DELLA BRUSADA

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Prati di Bioggio-Brusada-Prati di Bioggio
2 h e 30 min.
340
E

I prati di Bioggio possono essere punto di partenza della classicissima escursione che sale all'Oratorio dei Sette Fratelli passando per il Piazzo della Nave (ampio poggio a quota 1637, che vediamo bene, sulla verticale dei prati di Bioggio), o anche di un elegante anello dei Sette Fratelli.
Meno nota è la possibilità di salire ai Prati della Brusada per un duplice sentiero, e quindi chiudere un anello di sicuro interesse. Il sentiero più noto è quello più alto, che nel primo tratto coincide con il sentiero per l'Oratorio dei Sette Fratelli. Per trovarlo procediamo per un tratto lungo la pista tagliafuoco che giunge fin qui dall’alpe Piazza, ad ovest, sul limite della Costiera dei Cech. Giunti quasi sulla verticale del limite orientale dei prati, noteremo sulla sinistra la partenza di un sentiero che per breve tratto sale diritto, poi volge a destra ed effettua una diagonale, passando a sinistra del recinto di una baita, e porta alla parte alta dei prati di Bioggio, cioè al terrazzo delle baite di quota 1348. Qui troviamo un cartello che indica la direzione per l’Oratorio dei Sette Fratelli, e che indirizza ad un marcato sentiero il quale con svolte regolari risale un ripido prato in direzione della baita più alta, sul limite del bosco. Passiamo a destra della baita e ci immettiamo in un secondo sentiero che sale da destra. Prendiamo ora a sinistra, passando sulla verticale della baita più alta, di quota 1440 metri.
Poco oltre la baita, troviamo un bivio segnalato sopra un casello dell'acqua, presso una fontanella: il sentiero per l’Oratorio dei Sette Fratelli prosegue salendo in diagonale sulla destra, mentre sulla sinistra un sentiero, (cartello che indica "Brusada") inizia una lunga diagonale, in direzione ovest-nord-ovest, tagliando un corpo franoso ed un selvaggio vallone (il sentiero è qui esposto, ma abbastanza largo per procedere in sicurezza). Poco oltre ad un bivio prendiamo a destra e, dopo breve salita, usciamo dal bosco in corrispondenza del nuovo rifugio del Consorzio dei Prati della Brusada (bandiera italiana, m. 1608).
Il rifugio è aperto a tutti (bisogna però telefonare
a Ivano - 3484036511 -, Alfio - 3397722028 - o Franco 3398258953 - per farsi comunicare la combinazione necessaria per aprire il lucchetto della nicchia nella quale è riposta la chiave). Proseguiamo diritti sul sentiero che, su terreno aperto, sale gradualmente fino al vallone che ci separa dai Prati della Brusada. Superato facilmente il vallone (si tratta della parte alta della valle di Siro), in breve siamo alle baite più alte sul lato orientale dei Prati della Brusada.

Raccontiamo la seconda possibilità, interessante, anche se poco nota. Torniamo ai Prati di Bioggio. Una volta raggiunta la pista tagliafuoco, salendo dalle baite occidentali della parte bassa dei prati, non procediamo verso destra, ma cerchiamo il sentierino che parte quasi sulla verticale delle baite più occidentali, tagliando una fascia di prati a monte della pista, raggiungendo una grande cisterna in plastica per la raccolta dell’acqua. Questa è collocata nei pressi di una sorgente, a valle di una fascia occupata da materiale franoso. A sinistra della sorgente il sentiero prosegue (inizialmente segnalato da una serie di nastri di plastica), con traccia ben visibile, iniziando una lunga diagonale verso nord-ovest e salendo con pendenza graduale. Si tratta davvero di un buon sentiero, che tuttavia non è segnato su alcuna carta. Dopo aver oltrepassato il rudere di due baite isolate in una radura, il sentiero conduce al limite sud-orientale dei prati Brusada, in territorio del comune di Cino.
Per la verità non possiamo salire subito ai prati, perché incontriamo un cartello che ci ammonisce che il sentiero che vi accede è privato. È un cartello che celebra anche un misterioso San Rastelé, rappresentato con tanto di rastrello in mano e celebrato il 3 gennaio. Parrebbe, nella sostanza, un gioco di parole, visto che un altro cartello ammonisce a starsene lontani (Rastelé = rasté lé, cioè state lì?); probabilmente è il nome delle baite più basse dei prati. Comunque noi proseguiamo sul sentiero di destra, che non raggiunge i prati, ma sale, nella selva, sul loro lato orientale; più in alto li raggiunge e li risale, in diagonale, piegando leggermente a sinistra, e poi a destra, fino alla baita più alta dei Prati della Brusada (m. 1584).
Il panorama, da qui, è davvero ampio, abbraccia tutte le Orobie centrali ed occidentali e raggiunge l’alto lago di Como.


Prati della Brusada

Abbiamo, ora, due possibilità per tornare ai prati di Bioggio. La prima sfrutta il sentiero alto che porta al bivio sopra la parte alta dei prati di Bioggio, la seconda la pista tagliafuoco.
Nel primo caso percorriamo a rovescio l'itinerario sopra descritto: raggiunta la baita più alta sul lato destro dei prati, dobbiamo prendere a destra, imboccando il sentiero che varca l’alta valle di Siro e, oltrepassato il rifugio del Consorzio Prati della Brusada, inizia una lunga diagonale in graduale discesa, che ci riporta al bivio sopra citato (casello dell'acqua e fontanella): qui prendendo a sinistra procediamo verso il piazzo della Nave e l'Oratorio dei Sette Fratelli, mentre continuando a scendere e piegano quasi subito a destra, ci ritroviamo, alla fine, alla parte alta dei Prati di Bioggio.

Se vogliamo, invece, sfruttare la pista tagliafuoco dobbiamo scendere, dalla baita più alta dei prati Brusada, in diagonale verso destra (ovest), sfruttando un sentiero dapprima poco evidente, seminascosto dalla sterpaglia, poi più chiaro. Esso raggiunge la fascia medio-bassa di destra (per noi) dei prati, poco a monte di alcuni ruderi e delle baite più basse del Resteléé (ma sul lato opposto), prende a destra ed inizia una discesa nel bosco, superando un vallone. La traccia è sempre ben visibile, anche se in alcuni tratti poco marcata, per cui prestando attenzione non ci sono problemi a seguirla.


Panorama dal sentiero Prati di Bioggio-Piazzo della Nave

Attraversato un valloncello, raggiungiamo la baita isolata di Cuper di sopra (Coper volt), dove un cartello ci informa di una curiosa storia di altri tempi: il Bernardìn, padrone della Ca’ d’Ambrusìn, l’aveva fatta intonacare per renderla riconoscibile rispetto alle altre baite; qui dovevano, infatti, un venditore di Rogolo doveva portargli un caprone per il quale aveva già pagato la caparra. Oggi questo venditore farebbe davvero fatica a trovare la baita, quasi soffocata dalla vegetazione. Proseguiamo la discesa fino ad un bivio, al quale prendiamo a sinistra. Dopo l’ultimo tratto della discesa, sempre verso sinistra, nel quale superiamo un piccolo corso d’acqua, il sentiero vplge bruscamente a destra e dopo un tratto quasi in piano scende ad intercettare la pista tagliafuoco, ad est dei prati Nestrelli. Percorrendo la pista verso sinistra, cioè verso est, alla fine torniamo ai prati di Bioggio.
Qualche indicazioni sui tempi. La salita da Bioggio ai prati di Bioggio comporta il superamento di un dislivello di 480 metri, ed avviene in un’ora e mezza circa (quasi 2 ore se seguiamo la pista sterrata). L’anello Bioggio-Brusada, a sua volta, comporta un dislivello di 340 metri, e richiede 2 ore di cammino.


Panorana dal sentiero Prati di Bioggio-Piazzo della Nave

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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