CARTA DEL PERCORSO - GALLERIA DI IMMAGINI - ESCURSIONI A TEGLIO - CAMPANE DELLA VICINA CHIESA DI S. EUFEMIA A TEGLIO


La torre de li beli miri

Ben visibile dal fondovalle, la torre "De li beli miri" (nota anche come "El castèl") si staglia sulla sommità di uno sperone roccioso che nasconde l'amena conca di Teglio, il comune che, sul confine fra gli storici terziere di mezzo e terziere superiore di Valtellina, ha dato il nome alla valle medesima. La torre ne rappresenta la più nota icona. Visto da Teglio, il dosso che la ospita assume un aspetto più dolce. Oggi è sede di un parco di abeti, faggi, pini, platani e larici. Presso la torre, che si trova a ridosso del salto roccioso verso sud, un'amena radura ospita l'antica chiesetta di Santo Stefano.


Teglio e la torre de li beli miri

La posizione panoramica della torre, da cui si dominano il fondovalle e l'intera sezione centro-orientale della catena orobica, spiega la sua denominazione, anche se la sua origine non ha nulla a che vedere con gli scorci panoramici, ma con la necessità militare di cosituire una rete di fortificazioni con funzione non solo di difesa, ma anche di segnalazione, che utilizzava il fuoco e gli specchi solari. Necessità sentita fin dal Medioevo, quando, dal 1335, della valle divennero signori di Visconti di Milano, che subito avvertirono il pericolo, concretizzatosi poi nel tardo Quattrocento, di incursioni da nord, cioè dalle Tre Leghe Grigie che cominciavano a prendere coscienza di una peculiare vocazione militare cui si dovette la fama dei fanti svizzeri nell'età moderna. Dobbiamo però risalire assai più indietro nel tempo per indovinare i primordi dell'utilizzazione di questo dosso a fini difensivi. La strada di valle, meglio nota come via Valeriana, di origine romana, saliva fino alla conca di Teglio dal fondovalle presso Chiuro. Non si fa fatica a pensare, quindi, che questo luogo assunse già dall'epoca della conquista romana (campagna iniziata nel 16 a. C.) una valenza strategica e fosse quindi fortificato.


Torre de li beli miri vista da nord

Nel medioevo vi sorse un castello, di cui la torre era parte integrante, e dipendeva dall'arcivescovo di Milano. La vicina chiesetta di Santo Stefano, dalla semplice facciata a capanna, anch'essa di origine alto-medievale, ne costituiva la cappella, per cui lo spazio fra le due strutture era interno alla fortificazione e fungeva da piazza d'armi. Al suo interno vi era probabilmente un pozzo e la struttura comunicava con l'esterno anche grazie ad un sistema di cunicoli. Le mura erano rafforzate da bastioni quadrangolari. Accanto alla torre principale ne sorgeva una seconda, minore e cilindrica.


Torre de li beli miri vista da sud

Il castello non ebbe vita tranquilla. Nel 1264 fu Filippo Torriani, capo della fazione guelfa, lo assediò e lo danneggiò perché era diventato roccaforte dei fuoriusciti comaschi e milanesi di parte ghibellina, raccolti attorno alla famiglia dei Vitani. Nel 1430 le parti si rovesciarono e fu il ghibellino di Ponte Stefano Quadrio, al servizio dei Visconti di Milano, a danneggiarlo gravemente, strappandolo alla famiglia dei Lazzaroni. La prima incursione dei Grigioni in valtellina, nel 1487, portò al suo terzo grave danneggiamento. La sua sorte fu segnata definitivamente dalla decisione delle Tre Leghe Grigie, signore, dal 1512, di Valtellina e Valchiavenna, di smantellarvi tutte le fortificazioni, nell'impossibilità di presidiare permanentemente le valli con corpi di armati. Nel 1526 il castello di Teglio venne dunque distrutto.


Castello di Teglio sullo sfondo della crocifissione di Fermo Stella

Qualcosa dovette però sopravvivere anche a questo diroccamento, se nel 1534 il castello fu acquistato da Azzo II della famiglia Besta, fra le più illustri di Teglio, che fece poi costruire una serie di unicoli che lo univano al celebre e non lontano palazzo Besta. Nella vicina chiesetta di San Lorenzo si può ancora vedere, in un dipinto di Fermo Stella, come appariva la fortificazione nel 1528: il pittore lo pone, infatti, sullo sfondo di una crocifissione. Quello che non fecero di Grigioni, lo fece l'impietosa ingiuria del tempo, per cui della fortificazione rimase la sola torre, restaurata nel 1894, nel 1927 e nel 2002. L'ultimo restauro, su progetto dell'architetto Mauro De Giovanni e dell'ingegnere Virginio Scalco, si è avvalso dei fondi della cosiddetta "Legge Valtellina" e l'ha riconsegnata all'antico splendore.


Chiesetta di Santo Stefano

Si tratta di una struttura a base quadrata (con lato di otto metri), ed ha un'altezza di trenta metri. La pareti sono costituite da massi ben squadrati, lavorati agli angoli a bugnato rustico, che diminuiscono di dimensione man mano che si sale. Feritoie e finestrelle trilitiche ne contrappuntano il profilo. L'antico ingresso era sopraelevato. L'attuale ingresso è posto sul lato est (quello originario era invece su quello sud) ed all'interno è stata collocata una scala in metallo e legno che permette di raggiungerne la sommità, che, prima della distruzione operata da Stefano Quadrio nel 1430, presentava una serie di merlature. Luogo del cuore del FAI, la struttura oggi costituisce una delle attrattive di Teglio (m. 900), che si raggiunge staccandosi a sinistra (per chi proviene da Milano) dalla ss 38 dello Stelvio all'altezza di San Giacono di Teglio o di Tresenda.
Per maggiori informazioni, anche sulla possibilità di una visita all'interno della torre, si può chiamare l'Ufficio Turistico Teglio (tel. +39 0342 782000) o scrivere a info@teglioturismo.it


Torre de li beli miri
LEGGENDE ED SCURSIONI A TEGLIO


Teglio dal colle della torre

CARTE DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

 

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