Nei pressi della piazza S. Antonio di Morbegno parte la strada per Albaredo ed il passo di san Marco. Poco dopo il tempietto degli alpini si trova la deviazione per Bema, strada aperta solo nelle fasce orarie 7.00-8.30, 12.00-14.30 e 18-19. Nel primo tratto il tracciato corre quasi abbarbicato sulla parte più bassa e scoscesa fianco orientale della valle del Bitto di Albaredo, mentre in alto i paesi di Valle ed Albaredo riposano su poggi più tranquilli. Poi la strada attraversa il torrente che scende dalla valle e si porta, con alcuni tornanti, al paese di Bema,
dal quale sono ben visibili Sacco, sul lato occidentale della val Gerola, Morbegno, la costiera dei Cech e parte della testata della Val Masino. Ad ovest ecco apparire i paesi di Rasura e Pedesina, sul versante occidentale della val Gerola.
Entrati in paese, si nota questo bel dipinto sul muro di una casa e si sale alla via Panoramica, dove si può lasciare l’automobile in un parcheggio (800 metri circa),
per proseguire su una bella mulattiera
che risale decisa il dosso sul quale è posto il paese. Si tratta del lungo dosso che separa la val Gerola dalla valle del Bitto di Albaredo.
Dopo un breve tratto si incontra questa grande croce,
posta a ricordo del Convegno Eucaristico Diocesano del 1997. Si sale ancora incontrando diverse baite.
Salendo, possiamo, per un breve tratto, raggiungere, con lo sguardo, la testata della Val Gerola, che occhieggia, con l'inconfondibile pizzo di Tronella, alla nostra destra.
Alle nostre spalle, verso nord-est, è ben visibile la parte orientale del gruppo del Masino, che culmina nel monte Disgrazia.
Verso nord, possiamo osservare l'intera Costiera dei Cech,
mentre in direzione sud-est appare il versante orientale della Valle del Bitto di Albaredo,



con i monti Lago, Pedena ed Azzarini.





Nella salita







oltrepassiamo










alcune baite, prima di












ricongiungerci alla strada asfaltata che sale dal paese.














Proseguendo, giungiamo al rifugio Ronchi, a 1200 metri circa.
A questo punto, per salire al pizzo Berro, si dovrebbe seguire il più facile sentiero che parte più avanti; scelgo però il sentiero della costa, ben segnalato da molti cartellini gialli sui tronchi degli alberi. Dopo una lunga diagonale in una bella pineta,
il sentiero
conduce
alla località Pozzalle, a circa 1500 metri.
Qui si trovano un tavolino, un'altalena ed un'amaca,
l'ideale
per una sosta ristoratrice.
Da Pozzalle sono ben visibili il pizzo Alto ed i monti Rosetta e Combana, sul versante occidentale della val Gerola.
Il sentiero riprende,
più ripido ed un po' esposto,
verso la località Curt.
Da questo piccolo e panoramico poggio è ben visibile la bocchetta di Stavello, in alta val di Pai.
Da qui parte il sentiero Lino, che però nel primo tratto presenta un passo (con due corde fisse) un po' ostico,






soprattutto








in presenza di neve.











Sono quindi costretto ad aggirare l’ostacolo portandomi di nuovo sul crinale, qualche decina di metri a sinistra, e superando una fascia di roccette, per poi intercettare il sentiero più in alto.













La salita è faticosissima, dato che ci sono 60-80 centimetri di neve.













Per fortuna qualcuno è passato prima di me,
lasciando una traccia
che mi permette di risparmiare qualche energia. Manca ormai pochissimo alla sudatissima vetta: ho impiegato 4 ore e tre quarti per un'escursione che avevo già fatto, in estate, in due ore e mezza.
Questi sono gli ultimi metri prima della vetta (m. 1847 metri),














sulla quale è posta una grande
croce in ricordo di Paolo Buzzetti.
Lo spettacolo dal pizzo è veramente ampio e suggestivo: ad ovest lo sguardo raggiunge le Alpi Lepontine,
mentre a nord ovest domina la costiera dei Cech.
A nord, ecco, a destra della cima del Desenigo, buona parte della testata della val Masino: si scorgono i pizzi Badile e Cengalo, sono ben visibili i pizzi del Ferro, la cima di Zocca e di Castello, la punta Rasica ed i pizzi Torrone.
Chiude la testata l'imponente monte Disgrazia. Mancano all'appello le cime più alte della Valmalenco, ma è ben visibile il pizzo Scalino.
Ad est, ecco il monte Lago e, alla sua destra,
i monti Pedena ed Azzarini, fra i quali si trova il passo di Pedena, che unisce la val Budria alla valle del Bitto di Albaredo.
A destra del passo di Pedena
si vede il più famoso passo di san Marco. A sud si può osservare il lungo crinale che, partendo proprio dal pizzo Berro, separa la valle del Bitto di Albaredo dalla val Gerola. Il sentiero della costa prosegue percorrendolo (attenzione nel primo punto), per cui, se si ha tempo, si può raggiungere l’alpe di Vedenda alta.

 A sud ovest, poi, si vede la testata della val Gerola, nella quale spicca il pizzo di Trona e, a destra, la bocchetta omonima. Verso ovest, infine, si vedono le cime del versante occidentale della val Gerola, a partire dal pizzo dei Galli e dal pizzo Olano.

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