Tre giorni per visitare con un trekking ad anello i più bei laghi e laghetti della Valle Spluga orientale, dal Bergseeli al lago Azzurro, dal lago Ghiacciato ai laghetti di Val Niemet, dal lago di Emet al lago Nero dello Spadolazzo: ecco un'idea che non può non raccogliere interesse fra gli amanti degli scenari di alta montagna, caratterizzati da una bellezza che rapisce. Con base al passo dello Spluga, possiamo esplorare questo angolo estremo della Rezia occidentale sfruttando i punti di appoggio del bivacco Suretta e del rifugio Bertacchi. Un'esplorazione che non propone particolari difficoltà tecniche (anche se i ramponi per alcuni passaggi su nevaio possono essere utili), ma sicuramente esperienza escursionistica, buone condizioni di visibilità e di terreno, soprattutto nella salita dal passo dello Spluga al bivacco Suretta nella prima giornata.


Il lago Azzurro (clicca qui per ingrandire l'immagine)

L'ANELLO DEI LAGHI DELLA VALLE SPLUGA ORIENTALE - PRIMA GIORNATA: PASSO DELLO SPLUGA-BIVACCO SURETTA
Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Passo dello Spluga-Lago Berseeli-Lago Azzurro-Bivacco Suretta
2h e so min.
680
EE
SINTESI. Parcheggiata l'automobile al passo dello Spluga (m. 2115), ci portiamo sul lato orientale del passo dove parte, in corrispondenza del confine, un marcato sentiero che ne risale il versante, in territorio elvetico,verso est. Il sentiero, bel segnalato e marcato, porta ad un ripiano, poi riprende la salita più ripido, con diversi tornanti, infilandosi infine nel corridodio che porta al ripiano del lago Berseeli (m. 2312). Restando a destra del lago proseguiamo piegando gradualmente a destra, in direzione del selvaggio vallone che chiude il pianoro a sud. Seguendo i segnavia bianco-rosso-bianchi, saliamo faticosamente fra grandi blocchi e nevaietti, stando sul lato destro del vallone. L'ultima parte della salita è la più ostica, perché ci muoviamo fra roccette talora un po' esposte ed anche bagnate. Un traverso a sinistra su una modesta cornice un po' esposta e bagnata ci porta al limite di un nevaietto che risaliamo diritti per pochi metri, prima di toccare finalmente la soglia del ripiano del lago Azzurro (m. 2429). Ci accoglie un grande masso con un ometto e l'indicazione di un bivio. Va a destra il sentiero C15, che contorna la riva destra (occidentale) del lago e scende a Montespluga. Andando a sinistra, invece, seguiamo il percorso per il bivacco Suretta. Procediamo dunque a sinistra. Ora dobbiamo procedere prestando la massima attenzione ai segnavia (bandierine rosso-bianco-rosse e bianco-rosse, bolli rossi) ed agli ometti, perché la traversata al bivacco Suretta avviene su percorso senza traccia di sentiero (in caso di scarsa visibilità questo può costituite un problema). Il percorso non si avvicina alla riva sinistra del lago, ma attacca il versante a nord dello stesso, costituito da placche e blocchi. Procediamo verso est, salendo verso una specie di selletta a destra di un cocuzzolo di rocce scure, facilmente riconoscibile. Saliamo verso est, lungo una sorta di largo canalone, appena accennato, stando dapprima sul lato sinistro, poi zigzagando fra blocchi e nevaietti. La salita ci porta ad un ripiano, a quota 2580, dove in una conca vediamo il laghetto che sulle carte non ha nome. Pieghiamo ora a destra e passiamo oltre il laghetto, procedendo verso sud-est, in direzione della crestina sud-occidentale della Hinner Schwarzhorn. E' questa la parte più delicata della traversata, perché tagliamo un diagonale un ripido versante roccioso, con l'ausilio di qualche corda fissa e scala metallica. Procediamo in leggera salita e, raggiunte le roccette della crestina in corrispondenza di un ometto (m. 2640 circa), le superiamo con l'ausilio di corde fisse. Ci affacciamo così all'ampio bacino morenico che si apre a sud delle cime centrali del gruppo del Suretta, in vista del ghiacciaio del Suretta. Piegando a sinistra scendiamo leggermente verso est, portandoci al centro di una specie di conca-corridoio morenico, occupata parzialmente da un nevaietto. Lo percorriamo interamente per poi piegare a destra e salire su un piccolo cordolo morenico, oltre il quale traversiamo diritti, su nevaio, in direzione dell'ampia cupola morenica in cima alla quale ora possiamo vedere la rossa struttura del bivacco Suretta. Possiamo salire puntando direttamente il bivacco (sud-est) oppure stare a sinistra (est), giungere sul limite della cupola e piegare a destra (sud) verso il bivacco. In entrambi i casi alla fine con un po' di fatica ma senza eccessivi problemi raggiungeremo il bivacco Suretta (m. 2748).



Apri qui una fotomappa del percorso dal passo dello Spluga al bivacco Suretta

L'anello dei laghi della Valle Spluga orientale parte dal passo dello Spluga (m. 2115) e tocca due splendidi laghetti che occupano altrettanti ripiani adagiati sull'ampio versante occidentale del gruppo del Suretta. Si tratta del Bergseeli, in territorio elvetico, e del lago Azzurro, in territorio italiano. La prima parte dell'escursione, infatti, si articola intorno al confine fra i due stati.


Il passo dello Spluga (clicca per ingrandire l'immagine)

Saliti da Chiavenna al passo dello Spluga (m. 2115), parcheggiamo l'automobile nei pressi del casello sul confine italiano e varchiamo a piedi la frontiera. Pochi passi oltre il confine, sulla destra, troviamo, accanto ad una carta della Rheinwald elvetica, una serie di cartelli, uno dei quali indica la partenza dell'evidente sentiero che sale al lago Bergseeli (30 minuti) ed al lago Azzurro (un'ora). Diciamo subito che le indicazioni di tempo possono funzionare per il primo laghetto, mentre per il secondo sono decisamente ristrette, perché se il dislivello è contenuto, il terreno sul quale si procede è una scorbutica ed impegnativa pietraia.


Il passo dello Spluga (clicca per ingrandire l'immagine)

Comunque fino al Bergseeli il sentiero è largo, anche se, dopo il primo tratto, diventa abbastanza ripido e risale con serpentine il versante erboso ad oriente del passo, in direzione est-nord-est. Ci accompagnano i segnavia svizzeri, bianco-rosso-bianchi. La monotonia della salita è stemperata dall'ottimo colpo d'occhio sulla Valle Spluga elvetica e sulle pallide cime che sovrastano il nucleo di Splügen. Nell'ultimo tratto il sentiero propone alcuni passaggi esposti, ma con la dovuta attenzione procediamo sicuri. Ci avviciniamo così alla soglia dell'ampio ripiano del Bergseeli, ma prima di accedervi dobbiamo superare uno scorbutico passaggio su un breve corpo franoso, piccola anticipazione di quanto ci attende nella salita dal Bergseeli al lago Azzurro. Intanto alle nostre spalle emerge imponente, alto sopra il passo dello Spluga dal lato opposto rispetto al nostro, il pizzo Tambò (m. 3279), massima elevazione della Valle Spluga, mentre alto davanti a noi comincia a profilarsi il pizzo Suretta.


Il lago Berseeli (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Dopo un tratto in piano, ecco su un masso l'indicazione del lago Bergseeli (m. 2309), che pochi passi più avanti si fa finalmente vedere, con la sua forma arrotondata e l'aspetto tranquillo. Neppure l'insistente sguardo del Suretta sembra scomporlo. Il sentiero passa nei pressi della sua riva meridionale e l'invito ad una sosta è forte. Guardando verso nord, vediamo le pallide cime che sovrastano Splügen, lo Steilerhorn, l'Alperschellihorn, i pizzas d'Annarosa e il piz Béverin. Più a destra vediamo lo scuro profilo degli Schwarzhörner (Corni Neri), che si connettono con la cresta del Suretta. A sud-est vediamo poi il versante franoso che precede la soglia al più alto ripiano del lago Azzurro.


Il lago Berseeli (clicca qui per ingrandire l'immagine)

Proseguendo sul sentiero, scopriamo ben presto che questo tende a dileguarsi. Restano i segnavia, che suggeriscono il percorso più razionale fra i massi caotici che occupano il lato destro del versante. Procediamo verso sud-est e poi sud, avvicinandoci al fianco destro del vallone, presso un nevaietto. Si sale usando anche un po' il naso, e con la massima attenzione, perché a tratti che propongono un'agevole scalinatura si alternano tratti in cui ci si deve muovere con cautela, per evitare di svicolare e finire con caviglia e gamba in qualche buco. Un episodio curioso che ho avuto modo di osservare conferma l'insidia del percorso. Giunto a metà della salita, sento alle mie spalle dei guaiti. Due escursionisti procedevano, più in basso, con due bei cani neri, di taglia media. Uno di questi aveva cominciato a guaire impaurito; se ne stava arroccato su un masso, tentando timidamente di procedere, ma desistendo ad ogni tentativo. Il padrone gli allungava le mani per aiutarlo, ma questo non ne voleva sapere. Così i due se ne sono tornati a valle. L'ultima parte della salita è la più ostica, perché ci muoviamo fra roccette talora un po' esposte ed anche bagnate. Un traverso a sinistra su una modesta cornice un po' esposta e bagnata ci porta al limite di un nevaietto che risaliamo diritti per pochi metri, prima di toccare finalmente la soglia del ripiano del lago Azzurro (m. 2429).
Ci accoglie un grande masso con un ometto e l'indicazione di un bivio. Va a destra il sentiero C15, che contorna la riva destra (occidentale) del lago e scende a Montespluga. Andando a sinistra, invece, seguiamo il percorso per il bivacco Suretta. Procediamo dunque a sinistra.
Stiamo rientrando in Italia, ed un cippo di confine (sul lato opposto, alla nostra destra) ce lo ricorda. In breve giungiamo in vista dello splendido lago Azzurro (m. 2429), che occupa buona parte dell'ampio pianoro ai piedi del versante occidentale degli Schwarzhörner (Corni Neri), nel gruppo del Suretta. Tocchiamo la sua riva settentrionale, ed il luogo sembra davvero favorire un'ampia pausa di riposo e meditazione. Mentre alla nostra sinistra sono sempre i cupi Schwarzhörner, nel gruppo del Suretta, ad affermare la loro signoria su questi luoghi, a destra il pizzo Tambò mostra tutto il suo splendore. A sinistra del pizzo vediamo una larga gobba di roccette che pare insignificante. In realtà si tratta di un pizzo (non lo si direbbe davvero da qui), il pizzo della Casa, che, visto da Montespluga, appare un aspro torrione che sovrasta, appunto, la “Casa” per eccellenza, la Cantoniera dello Spluga.


Apri qui una fotomappa del percorso dal lago Azzurro al bivacco Suretta

Ora dobbiamo procedere prestando la massima attenzione ai segnavia (bandierine rosso-bianco-rosse e bianco-rosse, bolli rossi) ed agli ometti, perché la traversata al bivacco Suretta avviene su percorso senza traccia di sentiero (in caso di scarca visibilità questo può costituite un problema). Il percorso non si avvicina alla riva sinistra del lago, ma attacca il versante a nord dello stesso, costituito da placche e blocchi. Procediamo verso est, salendo verso una specie di selletta a destra di un cocuzzolo di rocce scure, facilmente riconoscibile. Saliamo verso est, lungo una sorta di largo canalone, appena accennato, stando dapprima sul lato sinistro, poi zigzagando fra blocchi e nevaietti. La salita ci porta ad un ripiano, a quota 2580, dove in una conca vediamo il laghetto che sulle carte non ha nome. Sulla sua verticale, a nord-est, il profilo cupo della Hinner Schwarzhorn (m. 2984), il più meridionale dei Corni Neri, nel gruppo del Suretta.


Apri qui una videomappa della salita dal lago Azzurro al laghetto di quota 2580

Pieghiamo ora a destra e passiamo oltre il laghetto, procedendo verso sud-est, in direzione della crestina sud-occidentale della Hinner Schwarzhorn. E' questa la parte più delicata della traversata, perché tagliamo un diagonale un ripido versante roccioso, con l'ausilio di qualche corda fissa e scala metallica. Procediamo in leggera salita e, raggiunte le roccette della crestina in corrispondenza di un ometto (m. 2640 circa), le superiamo con l'ausilio di corde fisse. Ci affacciamo così all'ampio bacino morenico che si apre a sud delle cime centrali del gruppo del Suretta (Punta Nera, m. 3027, e Punta Rossa, m. 3024), in vista del ghiacciaio del Suretta.
Piegando a sinistra scendiamo leggermente verso est, portandoci al centro di una specie di conca-corridoio morenico, occupata parzialmente da un nevaietto. Lo percorriamo interamente per poi piegare a destra e salire su un piccolo cordolo morenico, oltre il quale traversiamo diritti, su nevaio, in direzione dell'ampia cupola morenica in cima alla quale ora possiamo vedere la rossa struttura del bivacco Suretta. Possiamo salire puntando direttamente il bivacco (sud-est) oppure stare a sinistra (est), giungere sul limite della cupola e piegare a destra (sud) verso il bivacco. In entrambi i casi alla fine con un po' di fatica ma senza eccessivi problemi raggiungeremo il bivacco Suretta (m. 2748).


Scavalcando la crestina della Schwarzhorn

Su terreno morenico verso il bivacco Suretta

Il bivacco, di proprietà del CAI di Valle Spluga, è stato realizzato su progetto dell'architetto Silvano Molinetti e collocato qui nel 1983. Nel mini-locale di 3,60 per 2,60 metri trovano posto nove brande, con materassi e coperte, un tavolo con due panche, un fornelletto, stoviglie e cassetta di pronto soccorso. L'energia elettrica è assicurata da un pannello fotovoltaico. Si chiede a chi ne fruisce di lasciare in una cassetta apposita 5 Euro e 3 se socio CAI.
Alle sue spalle, a nord, le cime del gruppo del Suretta (da sinistra, le Cime Cadenti, la Punta Nera, la Punta Rossa, la più facile da riconoscere per il suo profilo svelto e regolare, e la Punta Adami). Procedendo in senso orario, l’ampio crinale scende al pizzo Ursareigls (o Orsareigls, o Ursaregls, m. 2845), alla cui destra si apre l’ampia sella del passo Suretta, bella finestra dietro la quale si pavoneggia il pizzo di Emet (o Timùn, m. 3208). Guardando a sud vediamo, quasi sovrapposte, le cime del monte Mater (m. 3023), del pizzo Stella (m. 3163), di cui occhieggia appena la punta, e del monte Groppiera (m. 2948), che sovrasta Medesimo. Sul fondo, da sud ad ovest, ecco lo scenario che abbiamo già descritto dalla sella della cascata: monte Legnone, cime della val Garzelli, pizzi Quadro, Piani, Ferrè e Tambò. A destra del pizzo Tambò si apre anche una breve finestra sulle alpi svizzere.
Il gruppo del Suretta sorveglia il lato nord-orientale dell’alta Valle Spluga (o Val di San Giacomo, localmente detta anche, con orgoglio, val di giüst, perché in passato mai vennero qui confinati malfattori): lo vediamo, sulla destra, salendo la ss 36 dello Spluga fino a Montespluga, appena sotto il valico.


Il gruppo del Suretta dal bivacco Suretta

Giovanni De Simoni nel suo bel volumetto “Toponimia dell’alta valle Spluga” (CCIAA, Sondrio, 1966), ci offre le seguenti interessanti informazioni su questo gruppo, sulla breve valle e sull’alpe che si stendono ai suoi piedi:
Surèta (alp de); Surèta (Vedrècc' de); Surèta (el).
L'alpe si estende non soltanto sulla zona indicata dall'IGM ma anche sulla parte qui sopra delimitata, a sinistra dell'aval de surèta e fino al confine con l'alpe Andossi. Altra parte, comprese le principali baite, è stata sommersa nel lago artificiale. Nella parte più elevata stanno il ghiacciaio e la corona di vette del Pizzo che gli alpinisti hanno provveduto a distinguere battezzandole (da O a E) Cime Cadenti, Punta Nera, Punta Rossa, Punta Adami. Da el surèta per antonomasia, ossia dal pizzo, scende verso N NE una bella vallata - omonima - che confluisce nel Reno in prossimità de paese di Sur (ted. Sufers); non è perciò facile stabilire se questa famiglia di toponimi ha preso origine dalla vallata renana o dal versante abduano, tanto più che in antico i due versanti erano abitati dalle stesse genti.


Il bivacco Suretta

Etimologicamente, penso col Sertoli (contra Olivieri) ad una derivazione da super, però nella forma superlativa: soprana. Il Ghié spiega la valdostana valsorèi come «la vallée d'en haut», da un lat. superatam, e vi associa espressamente lo splugano Suretta e l'engadinese Suvretta. La versione Saretta (Scheuchzer, anno 1716) potrebbe tuttavia far pensare ad una derivazione da «savoretta», nome che ritroviamo negli antichi inventari di Bormio e negli Stat. bosch., pure bormimi, per indicare il Sobretta (sóbréta), usato come qualificativo di una zona di pastura sàpida, ma di enti oggi non ho trovato nè ricordo nè traccia.”
Alpe e gruppo del Suretta sono, dunque, nel segno dell’elevazione o del gusto? È lecito attribuire al loro nome entrambi i significati.
Così come è ben meritato il riposo dopo questa prima giornata dell'anello dei laghi della Valle Spluga orientale.


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CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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