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MADESIMO 1 , 2


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ITINERARIO CARDUCCIANO MADESIMO-LAGO AZZURRO

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Madesimo-Motta di Sopra-Lago Azzurro-Madesimo
3-4 h
340
T
SINTESI. Saliamo in Valchiavenna lungo la SS 36 dello Spluga, all'ultima rotonda di Chiavenna imbocchiamo la seconda uscita, a sinistra, e proseguiamo salendo in Valle Spluga. Superata San Giacomo-Filippo, attraversiamo Campodolcino ed all'uscita dal paese lasciamo a sinistra la strada per Isola e proseguiamo diritti salendo sugli arditi tornanti della strada che, dopo un'ultima galleria, esce a Pianazzo. Superato il paese, lasciamo a sinistra la strada che scende ad Isola e prendiamo a destra la strada per Madesimo. Superata una breve galleria, ci affacciamo alla piana del paese, passando a destra del lago, e parcheggiamo appena sotto la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo (m. 1538). Saliamo quindi al sagrato della chiesa e proseguiamo verso destra, imboccando la Via per Motta, che, dopo 2,5 km, ci porta alla Motta di Sotto (m. 1720). In alternativa, possiamo seguire il sentiero della Cappelletta, che parte lasciandola verso destra al primo tornante sx della strada e procede a lato della stessa (a destra e sinistra, tagliandola in alcuni punti). Dirigiamoci verso il punto di partenza della pista di sci denominata “Motta-Serenissima” e proseguire fino al piazzale dell’Albergo Bucaneve. Alla sua destra, appena a sinistra di un campo di bocce, parte un sentierino che risale i prati, poco a destra degli impianti di risalita. Il panorama è già stupendo: sulla sinistra, quasi alle nostre spalle, il pizzo Tambò, più a destra il gruppo del Suretta, davanti a noi il monte Mater. Superato un recinto in legno, ci immettiamo in una pista sterrata che diventa quasi subito stradina asfaltata e porta al nucleo del Mot di Castegna di Motta Alta (m. 1850). La stradina passa a destra, leggermente rialzata rispetto ai nuclei di baite di Motta Alta. Giunti a due cartelli che, sulla nostra destra, segnalano la deviazione per la capanna Chiavenna all’Angeloga (un’ora e 10 minuti) ed il pizzo Stella (4 ore e 30 minuti), proseguiamo ancora per breve tratto, fino ad indovinare, sulla destra (d’estate ci aiuterà il “traffico” dei villeggianti) il sentierino che porta alla conca nascosta del lago Azzurro (m. 1853), circondato da una macchia di conifere. Torniamo poi sui nostri passi e, se vogliamo proseguire lungo l'itinerario prendiamo a destra, fino al ponticello sull'emissario del lago Azzurro, mentre se vogliamo, con un "fuori-programma", visitare la Madonna d'Europa, imbocchiamo la deviazione, sulla sinistra, per l’alpe Angeloga e la capanna Chiavenna. Ci incamminiamo, così, su una pista minore, che lasciamo prendendo a destra, su debole traccia di sentiero, in corrispondenza di un paletto con segnavia rosso-bianco-rosso. La traccia porta alla stazione d’arrivo-partenza degli impianti di risalita nel tratto Serenissima-Colmenetta. Oltrepassato l’impianto, proseguiamo nella graduale salita, sempre su debole traccia. Alla fine raggiungiamo la grande statua della Madonna d'Europa o Nostra Signora d'Europa (m. 2000). Torniamo indietro fino alla pista dalla quale si stacca il sentierino per il lago Azzurro e proseguiamo diritti passando a destra delle baite di Motta di Sopra e raggiungendo il ponticello sull'emissario del lago Azzurro, dove ci ricongiungiamo con l'itinerario carducciano. Appena oltre il ponte siamo ad un bivio: una stradina scende a sinistra verso Madesimo, confluendo nella Via per Motta (potremmo anche sfruttarla per salire fino a qui per via più breve, tagliando fuori la Motta di Sotto; si stacca sulla sinistra della Via Per Motta dopo la terza ed ultima coppia di tornanti sx-dx della strada), mentre una seconda prosegue diritta, verso nord-est. Possiamo ora scegliere di tornare a Madesimo seguendo la stradina di sinistra, oppure proseguire diritti, verso nord-est, tornando con un largo giro che passa a valle degli alpeggi di Groppera. In questo secondo caso prosgeuiamo diritti fino ad una pista di sci ed ai relativi impianti, imboccando qui la stradella che si stacca a sinistra e la taglia, per poi traversare al torrente della Val Groppera, superato il quale lasciamo a destra una struttura degli impianti di risalita e scendiamo diritti verso sinistra (nord-ovest), su una pista che ci ricongiunge alla stradella che dall'alpe Groppera scende alle baite di Pianello. La seguiamo e, dopo tre coppie di tornanti sx-dx, siamo alle baite di Pianello (m. 1743). Restando sulla stradella e, dopo una nuova coppia di tornanti sx-dx, priseguiamo per un tratto diritti e, tagliato un nuovo impianto di risalita, la lasciamo imboccando il sentiero che scende diritto lungo i prati alla nostra sinistra, verso sud-ovest. Giunti di nuovo in prossimità dell'impianto di risalita, pieghiamo a destra e proseguiamo nella discesa diretta, per prati, con qualche tornante, tornando alle case di Madesimo. Percorsa la via principale verso sinistra, ci riportiamo alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo ed al sottostante parcheggio, dove abbiamo lasciato l'automobile.

Graditissimo ed illustre ospite di Madesimo fu, per quindici estati, dal 1881 al 1905, il poeta Giosuè Carducci, che amava le passeggiate nelle pinete ed al lago Azzurro e le serate alla caratteristica Osteria Végia.
A Madesimo dedicò uno degli idillii alpini:
"Sant´Abbondio", da "Rime e Ritmi", 1898
"Nitido il cielo come in adamante
D´un lume del di lá trasfuso fosse,
Scintillan le nevate alpi in sembiante
D´anime umane da l´amor percosse.
Sale da i casolari il fumo ondante
Bianco e turchino fra le piante mosse
Da lieve aura: il Madesimo cascante
Passa tra gli smeraldi. In vesti rosse
Traggono le alpigiane, Abbondio santo,
A la tua festa: ed é mite e giocondo
Di lor, del fiume e degli abeti il canto.
Laggiú che ride de la valle in fondo?
Pace, mio cuor; pace, mio cuore. Oh tanto
Breve la vita ed é si bello il mondo!
"


Motta di Sopra o di Madesimo e gruppo del Suretta

Il celebre poeta fu anche vittima di uno scherzo che passò agli annali. Erano note le sue simpatie per la regina Margherita, che ispirarono una burla in grande stile: gli venne fatto credere che la regina sarebbe giunta in visita a Chiavenna nel primo pomeriggio del 14 agosto 1891. Il poeta non esitò e scese in carrozza sulla via dello Spluga, trovando la città degnamente preparata per i festeggiamenti regali, con tanto di banda musicale, archi trionfali e bandiere del Regno d'Italia. Attese, dunque, fiducioso e trepidante, che giungesse la carrozza ferroviaria con la regale ospite, che però era in tutt'altra parte d'Italia affaccendata, e né quel pomeriggio, né mai fu vista in quel di Chiavenna. Il poeta abbozzò; pare, solo, che abbia mormorato, a denti stretti, "E' uno scherzo calciabile", come dire: vi prenderei tutti a calci... Si può ben credere, comunque, che si sia presto consolato sorseggiando, in quel di Madesimo, il buon vino di cui fu entusiasta cantore.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Madesimo

Forse anche per risarcirlo di questo scherzo, sicuramente per celebrarne con gratitudine la memoria, il comune di Madesimo ha attrezzato con pannelli illustrativi un percorso che segue l'itinerario per cui tante volte salì dal paese all'amato lago Azzurro. Una bella passeggiata, alla portatata di tutti, fra luoghi che si fanno amare (in quella Madesimo che deve il nome proprio al latino "amatissimus") per la bellezza e la panoramicità.


L'abete carducciano
Saliamo in Valchiavenna lungo la SS 36 dello Spluga, all'ultima rotonda di Chiavenna imbocchiamo la seconda uscita, a sinistra, e proseguiamo salendo in Valle Spluga. Superata San Giacomo-Filippo, attraversiamo Campodolcino ed all'uscita dal paese lasciamo a sinistra la strada per Isola e proseguiamo diritti salendo sugli arditi tornanti della strada che, dopo un'ultima galleria, esce a Pianazzo. Superato il paese, lasciamo a sinistra la strada che scende ad Isola e prendiamo a destra la strada per Madesimo. Superata una breve galleria, ci affacciamo alla piana del paese, passando a destra del lago, e parcheggiamo appena sotto la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo.
Saliamo quindi al sagrato della chiesa e proseguiamo verso destra, imboccando la Via per Motta. Passeremo accanto ad una targa che ricorda il giardino in cui sorgeva
Villa Adele, dove il Carducci soggiornò nelle sue villeggiature a Madesimo, scrivendo "Il luogo è bellissimo, l'aria stupenda, ho una stanza ottima...". Si trattava di una pensione gestita da Bartolomeo Pollavini, che fu distrutta nel 1973 per far posto all'attuale palazzina. Una targa ricorda anche il grande abete che fu piantato dal poeta nel 1890.
Proseguiamo sulla Via per Motta, portandoci al punto di partenza degli impianti di risalita. Sta a noi ora scegliere se rimanere sulla stradina asfaltata che sale con pochi tornanti a Motta di Sotto (o Motta di Campodolcino) oppure percorrere la mulattiera che sale in prossimità della stessa, nella splendida cornice di un lariceto (il cosiddetto sentiero della Cappelletta, che prende il nome da una santella che si incontra salendo). La strada, superato il torrente Groppera, sale per breve tratto a sinistra degli impianti di risalita, poi volge a destra e li attraversa, proseguendo diritta (propone solo una coppia di tornanti sx-dx poco prima del ponticello sull'emissario del lago Azzurro) fino alla Motta di Sotto (m. 1720), che raggiunge dopo 2,5 km (45 minuti circa di cammino). Prima di giungere alla Motta di Sotto incontriamo una deviazione a sinistra: una stradina sale direttamente alla Motta di Sopra, e possiamo sfruttarla se vogliamo abbreviare di un'oretta l'itinerario.

Variante ancora più breve: dopo la seconda coppia di tornanri sx-dx della Via Per Motta, proprio sul tornante dx, troviamo la partenza di un sentiero che sale nella pecceta, taglia una pista di sci, volge a destra e sale diritto ad intercettare la stradella che si stacca dalla Via per Motta e sale alla Motta di Sopra.
Alla Motta di Sopra possiamo salire anche per il segnalato sentiero della Cappelletta. Lo imbocchiamo lasciando la Via Per Motta verso destra poco dopo gli impianti di risalita, cioè al primo tornante sx della strada e procedendo a lato della stessa (a destra e sinistra, tagliandola in alcuni punti). Alla fine torniamo sulla Via Per Motta che seguiamo nell'ultimo tratto diritto fino alla Motta di Sotto.
Ma vediamo come procedere per il più largo giro. Alla Motta di Sotto (o Motta di Madesimo) troviamo la chiesetta di S. Ermagora e la Casa Alpina della Motta (m. 1725).


Casa Alpina della Motta

Portiamoci ora verso il punto di partenza della pista di sci denominata “Motta-Serenissima” e proseguire fino al piazzale dell’Albergo Bucaneve. Alla sua destra, appena a sinistra di un campo di bocce, parte un sentierino che risale i prati, poco a destra degli impianti di risalita. Il panorama è già stupendo: sulla sinistra, quasi alle nostre spalle, il pizzo Tambò, più a destra il gruppo del Suretta, davanti a noi il monte Mater. Superato un recinto in legno, ci immettiamo in una pista sterrata che diventa quasi subito stradina asfaltata e porta al nucleo del Mot di Castegna di Motta Alta o Motta di Sopra o di Madesimo (m. 1850).


Apri qui una panoramica da Motta Alta

La stradina passa a destra, leggermente rialzata rispetto ai nuclei di baite di Motta Alta. Giunti a due cartelli che, sulla nostra destra, segnalano la deviazione per la capanna Chiavenna all’Angeloga (un’ora e 10 minuti) ed il pizzo Stella (4 ore e 30 minuti), proseguiamo ancora per breve tratto, fino ad indovinare, sulla destra (d’estate ci aiuterà il “traffico” dei villeggianti) il sentirino che porta alla conca nascosta del lago Azzurro (m. 1853), circondato da una macchia di conifere.
Il lago è davvero una perla di raro valore, soprattutto nella cornice del monte Mater, che chiude lo scenario a nord-est. Un sentierino ci permette di fare il periplo del lago, sorprendendone la bellezza da differenti prospettive. Bellezza che colpì particolarmente un grande appassionato di Madesimo, il celebre poeta Giosuè Carducci, il quale ad essa volle dedicare una sua lirica. Un pannello nei pressi della riva la riporta. Eccola.


Il lago Azzurro

Lago Azzurro

Né con un raggio di sole, né timida un’anima d’aura
rincrespa il velo puro de l’acque.
S’odea quando a quando lento tinnire
il campan de le vacche sparse nel pascol raro fra larici, alto.
Quando divenni io qui? Sospese già l’ora il suo passo?
O io già vissi, spirito errante, qui?

La lirica è datata 12-13 ottobre 1888. Vi traspare quel senso fortissimo di smarrimento temporale e di deja-vu che si accompagna ad una passeggiata solitaria presso le sue rive.
Dalla poesia alla prosa: il lago rappresenta anche un piccolo mistero geologico. Non si vedono torrenti che lo alimentino, e le sue acque sono in gran parte costituite dalla fusione primaverile delle nevi, per cui lo specchio d'acqua si forma in primavera e si riduce drasticamente in autunno. Nel 2005 e 2006 sparì, e già il FAI l'aveva inserito nella lista dei luoghi di cui serbare la memoria, quando nell'estate del 2007, complici abbondanti precipitazioni, tornò a mostrare la sua bellezza.


Il lago Azzurro

L'itinerario carducciano prevede ora il ritorno a Madesimo, per la medesima via di slita o per un più largo giro che passa ai piedi dell'alpe Groppera, ma prima di chiuderlo vale la pena di visitare un altro grande monumento, questa volta umano, vanto di questi luoghi, la già citata statua della Madonna d’Europa.
La possiamo raggiungere facilmente tornando sui nostri passi ed imboccando la deviazione già menzionata, sulla sinistra, per l’alpe Angeloga e la capanna Chiavenna (si tratta di una traversata interessante e poco nota, che taglia gli scoscesi fianchi sud-orientali del pizzo Groppiera, prima di scendere all’amena conca dell’Angeloga ed al rifugio Chiavenna). Ci incamminiamo, così, su una pista minore, che lasciamo prendendo a destra, su debole traccia di sentiero, in corrispondenza di un paletto con segnavia rosso-bianco-rosso. La traccia porta alla stazione d’arrivo-partenza degli impianti di risalita nel tratto Serenissima-Colmenetta. Alle nostre spalle, splendido è il panorama sulla Motta, nell’incomparabile cornice delle più belle vette della Val San Giacomo, dai pizzi Piani, sulla sinistra, al Ferrè ed al Tambò, dal gruppo del Suretta al monte Mater. Oltrepassato l’impianto, proseguiamo nella graduale salita, sempre su debole traccia, sotto lo sguardo per nulla turbato del pizzo Groppera, che si mostra con elegante nonchalance alla nostra sinistra.


La Madonna d'Europa sullo sfondo del Pizzo Stella

Alla fine eccola, la grande statua dorata, come una gemma di luce in un deserto verde. Si tratta infatti di una statua metallica, con rivestimento in lamine d’oro, alta 13 metri, del peso di 4 tonnellate, che sormonta un vero e proprio santuario all’aperto, sede del Centro Ecumenico Europeo per la Pace, a circa 2000 metri di altezza. Interessante la storia della sua realizzazione, dovuta all’iniziativa del Gruppo Alpini di Casatenovo Brianza e dell'amico don Luigi Re (fondatore della struttura della Casa Alpina), che convinse lo scultore Egidio Casagrande, di Borgo Valsugana, a farsi artefice della gigantesca opera, inaugurata al 15 ottobre 1957. Dopo poco più di un anno si decise di trasportarla alla Motta di Madesimo, dove fu messo in opera anche il rivestimento aureo. Dal recinto del santuario il panorama sull’intera valle di San Giacomo è grandioso. In particolare il pizzo Stella, ad est, sembra quasi sorgere, come da oceano d’erbe, dai pascoli silenti.


La Motta di Sopra vista dal sentiero per la Madonna d'Europa

Torniamo indietro fino alla pista dalla quale si stacca il sentierino per il lago Azzurro e proseguiamo diritti passando a destra delle baite di Motta di Sopra e raggiungendo il ponticello sull'emissario del lago Azzurro (m. 1850), dove ci ricongiungiamo con l'itinerario carducciano.
Appena oltre il ponte siamo ad un bivio: una stradina scende a sinistra verso Madesimo, confluendo nella Via per Motta (potremmo anche sfruttarla per salire fino a qui per via più breve, tagliando fuori la Motta di Sotto; si stacca sulla sinistra della Via Per Motta dopo la terza ed ultima coppia di tornanti sx-dx della strada), mentre una seconda prosegue diritta, verso nord-est.
Possiamo ora scegliere di tornare a Madesimo seguendo la stradina di sinistra, oppure proseguire diritti, verso nord-est, tornando con un largo giro che passa a valle degli alpeggi di Groppera. In questo secondo caso prosgeuiamo diritti fino ad una pista di sci ed ai relativi impianti, imboccando qui la stradella che si stacca a sinistra e la taglia, per poi traversare al torrente della Val Groppera, superato il quale lasciamo a destra una struttura degli impianti di risalita e scendiamo diritti verso sinistra (nord-ovest), su una pista che ci ricongiunge alla stradella che dall'alpe Groppera scende alle baite di Pianello. La seguiamo e, dopo tre coppie di tornanti sx-dx, siamo alle baite di Pianello (m. 1743).


Madesimo

Restando sulla stradella e, dopo una nuova coppia di tornanti sx-dx, priseguiamo per un tratto diritti e, tagliato un nuovo impianto di risalita, la lasciamo imboccando il sentiero che scende diritto lungo i prati alla nostra sinistra, verso sud-ovest. Giunti di nuovo in prossimità dell'impianto di risalita, pieghiamo a destra e proseguiamo nella discesa diretta, per prati, con qualche tornante, tornando alle case di Madesimo. Percorsa la via principale verso sinistra, ci riportiamo alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo ed al sottostante parcheggio, dove abbiamo lasciato l'automobile.

Carta del percorso sulla base di Google Earth (fair use)

CARTE DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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