CARTA DEL PERCORSO - GALLERIA DI IMMAGINI

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Passo d'Eira - Crap de la Pare
45 min.
190
T
SINTESI. Valicato il passo del Foscagno, scendiamo a Trepalle e raggiungiamo il passo d'Eira, dove parcheggiamo nell'ampio pazzale sulla destra della strada (m. 2210). Qui parte una pista (segnalazione) che sale verso nord. Ad un trivio stiamo al centro ed al successivo bivio proseguiamo sul sentiero che sale verso nord, poco sotto il crinale del monte Crapene (m. 2430). Il sentiero poi volge leggermente a sinistra e si porta sul filo del crinale; procedendo verso nord-ovest raggiunge la grande croce del Crap de la Parè (m. 2393).


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Il Crap de la Parè (m. 2393) è uno splendido poggio panoramico che si eleva immediatamente a sud del lago di Livigno ed a nord del passo d’Eira. E proprio dal passo d’Eira può essere facilmente raggiunto con una passeggiata di modesto impegno (45 minuti per un dislivello approssimativo di 190 metri), consigliabilissima, dunque, a quanti sono in difetto di allenamento oppure vogliono impegnare un ritaglio di tempo per gustare scenari di forte suggestione.
Per chi da Bormio sale a Livigno il passo d’Eira segue il più noto passo del Foscagno (dogana) e l’incantevole conca di Trepalle, affacciandosi alla Valle di Livigno. Prima che inizi la discesa a Livigno, possiamo, dunque, parcheggiare l’automobile agli ampi spiazzi sulla destra della strada. Troveremo, oltre ad un pannello con carta escursionistica del comprensorio, l’indicazione della pista che sale sul dosso erboso alle spalle di un bar. Un cartello escursionistico dà il Crap de la Marè a 45 minuti.

 


Valle di Livigno

Saliamo su una pista sterrata tracciata nel dosso erboso chiamato Somp Eira, passando a valle di un grande ripetitore ed incontrando quasi subito una grande croce in legno. Si tratta della VII stazione della Via Crucis. Le successive stazioni accompagneranno il resto dell’escursione. La pista poi volge a destra e porta ad un trivio: qui, seguendo il cartello del sentiero 134, proseguiamo diritti (al centro). La salita prosegue: in effetti quasi tutto il dislivello viene superato nella prima parte della camminata, perché la seconda procede quasi in piano. Dobbiamo prestare attenzione ai bikers in discesa, perché la pista è frequentata anche da loro.
Lasciato il ripetitore alle nostre spalle, proseguiamo guadagnando quota, mentre alla nostra sinistra il panorama sulla valle di Livigno si fa via via più ampio e suggestivo. Dopo un secondo bivio (cartello del percorso 134), la pista si restringe a largo sentiero, che procede con dolci saliscendi. Il versante erboso alla nostra destra culmina nella poco pronunciata cima del monte Crapena (m. 2430).
Vediamo al termine del lungo dosso su cui procediamo la grande croce che sovrasta la meta. Poco prima di raggiungerla ci portiamo sul crinale, passando per un punto panoramico con una comoda panchina in legno. Si apre alla nostra destra uno splendido colpo d’occhio sul lago di Livigno. Pochi passi ancora e siamo al poggio terminale, il Crap de la Parè, con la grande croce sulla quale si proietta, di notte, la luce di una batteria di fari.
Straordinario il panorama. A sud-ovest la lunga valle di Livigno, chiusa dal caratteristico profilo del monte Vago. Ad ovest un interessante spaccato della Val Federia, con il pizzo di Cassana ed il monte Cassana, a destra dell’omonimo valico. In primo piano, a nord, le solitarie e selvagge Val Saliente e Val Cantone, dominate dal profilo regolare e puntuto del monte Saliente, che fa capolino alle spalle di un immenso versante erboso. Ma l’occhio è attratto, alla sua destra, da un grande dente di roccia, la cima del Fopèl, alle cui spalle si eleva la più sfumata punta dell’Acqua. Ed a proposito di acqua, ecco di nuovo, a nord, il lago di Livigno, alla cui destra si propone, perentorio, il massiccio versante della Cassa del Ferro e del pizzo del Ferro. Procedendo in senso orario, ad est vediamo il solco della Valle Alpisella, alla cui destra il monte Pettini si mostra con un profilo insolitamente affilato e sfuggente. A sud-est una nuova valle, la Val Pila, che confluisce nella conca di Trepalle ed è dominata dalla punta di Lago Nero. A sud il passo di Foscagno, la conca di Trepalle e la Vallaccia, alla cui destra distinguiamo facilmente il lungo crinale che ospita gli impianti di risalita del Mottolino.
Il ritorno avviene, tranquillo, per la medesima via di salita.

ELABORAZIONE SU ESTRATTO DELLA CNS (COPYRIGHT DATI: SWISSTOPO, CONSULTABILE ON-LINE ALL'INDIRIZZO http://map.geo.admin.ch)

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