Apri qui una panoramica su Piussogno dalla carrozzabile per Cercino

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Piussogno-Siro-Cercino-Piussogno
1 h e 45 min.
330
T
SINTESI. Lasciamo la ss 38 dello Stelvio allo svincolo di Morbegno ovest e, fra le diverse uscite, imbocchiamo quella che segnala Traona a 2 km. Procediamo per un tratto verso Sondrio, poi pieghiamo a sinistra ed oltrepassiamo su un ponte il fiume Adda, raggiugendo poi la rotonda all'ingresso est di Traona. Qui prendiamo a sinistra e dopo altre due rotonde ci lasciamo il paese alle spalle proseguendo verso ovest fino alla vicina località di Piussogno. Qui lasciamo la strada provinciale Pedemontana Orobica prendendo la prima via a destra. Ci troviamo così subito di fronte alla chiesa di Santa Margherita ed al vicino parcheggio, dove possiamo lasciare l'automobile (m. 202). Ci incamminiamo passando a sinistra della chiesa e confluendo nella strada provinciale 5 che sale a Cercino. Alla prima curva a destra, però, la lasciamo andando a sinistra. Procediamo diritti, passando a sinistra di un rustico con dipinto di Madonna con Bambino, poi pieghiamo a destra, portandoci all'argine orientale del torrente di Siro. Una breve salita verso monte ci porta ad un bivio, al quale prendiamo a sinistra (Via dell'Era), seguendo un cartello escursionistico per Cercino e superando su un ponte il torrente Siro (ramo est). Seguiamo la via in leggera discesa ed alla prima traversa a destra la lasciamo, salendo lungo la via Barossedo. Superato il ramo ovest del torrente Siro, passiamo fra alcune abitazioni ed antichi rustici. Dopo una sequenza di tornanti dx-sx, la stradina porta ad un tornante dx con una cappelletta. Pochi metri oltre ad un bivio andiamo a sinistra, su una pista in cemento, poi con fondo ben acciottolato (nuovo cartello per Cercino). Dopo un tornante dx, saliamo ad un bivio, al quale prendiamo a sinistra. Poco sopra la pista, dopo una valletta, termina, lasciando il posto ad una pista che sale nella selva e propone un bivio, al quale stiamo a sinistra. Più avanti la pista lascia il posto ad un largo sentiero, che prosegue nella selva, passando a destra di una cappelletta, e proponendo ben resto un secondo bivio, al quale prendiamo a destra. Il sentiero passa a sinistra di un muro pericolante (quel che resta di una baita) e, superata una valletta con parapetto in legno, diventa una bella mulattiera che sale con diversi tornanti ed andamento regolare, protetta da muri a secco. Passiamo così a destra di una terza cappelletta. La selva infine si apre e la mulattuera lascia il posto ad una pista che ci porta subito sotto la chiesetta della Madonna della Neve. Alla nostra sinistra, cioè ad ovest, le case di Siro (m. 467). Non ci portiamo verso le case, ma imbocchiamo la mulattiera che parte poco distante dalla facciata della chiesetta e sale diritta nella selva, diventando poi una pista che dopo una svolta a destra si ricongiunge alla carrozzabile che scende da Cercino a Siro. La seguiamo salendo verso destra e subito ci immettiamo in una seconda carrozzabile, in corrispondenza di una cappelletta dedicata alla Beata Vergine delle Grazie. Poco oltre superiamo subito su un antico ponte a schiena d'asino il torrente Siro, per poi traversare alle case del limite occidentale di Cercino, passando sotto il cimitero posto in posizione rialzata. Proseguendo diritti passiamo fra le case del paese, fino alla via San Michele che ci fa scendere, passando a sinistra di una fontana, alla vicina chiesa di San Michele Arcangelo (m. 526), dal sagrato straordinariamente panoramico. Riportiamoci sulla via di accesso, verso il fondo della chiesa, ma, invece di risalire alla via principale, scendiamo a destra, lungo la via San Michele, una pista con bell'acciottolato che parte alle spalle della chiesa e, passando a destra di una cappelletta senza più traccia dei dipinti, scende diritta verso sud-est, confluendo nella carrozzabile Piussogno-Cercino. Sul lato opposto della strada la pista, con fondo erboso, riprende, sendendo sempre verso sud-est, con qualche svolta, fra giovani ulivi, fino ad intercettare per la seconda volta la carrozzabile. Seguiamo ora per breve tratto la strada in discesa verso sinistra, fino al vicino tornante dx, con una cappelletta dedicata a S. Bartolomeo. Qui si stacca dalla strada, a sinistra, una stradina, e, appena sotto, riprende la pista con fondo in erba (riconoscibile per il guard-rail giallo-verde). Riprendiamo quindi la pista volgendo subito a destra e scendendo ad intercettare per la terza volta la carrozzabile Piussogno-Cercino, passando a sinistra dell'ennesima cappelletta con dipinti ormai irriconoscibili. Scendiamo di nuovo a sinistra ed impegniamo il tornante dx, procedendo fino ad una fontana, appena prima della quale ritroviamo la pista che scende a sinistra della carrozzabile. Alla nostra destra, una nuova cappelletta molto degradata. La seguiamo fino alla quarta confluenza nella carrozzabile, in corrispondenza di un tornante dx. Dopo un breve tratto sulla strada, ecco di nuovo alla sua sinistra la pista, che scende diritta ad intercettare la strada. Sul lato oppsoto la pista diventa una stradina (la vecchia Strada Comunale per Cercino), seguendo la quale ci ritroviamo al bivio incontrato salendo, appena prima del ponte sul torrente Siro. Scendendo verso sinistra fra le case di Piussogno ci riportiamo infine al parcheggio di Santa Margherita, recuperando l'automobile.


Le case di Siro

La Valle di Siro (Valènascia), nasce a circa 1700 metri sul versante alto della Costiera dei Cech, sotto la cima della Brusada, scende fino alla frazione di Piussogno, passando appena ad ovest di Cercino. Una camminata alla portata di tutti, raccomandabile in autunno, inverno e primavera, ne percorre entrambi i versanti bassi, salendo da Piussogno a Siro per l'antica mulattiera e scendendo da Cercino a Piussogno per l'antica strada comunale (oggi pista con fondo in buona parte in erba). L'anello è percorribile anche in mountain-bike.
Lasciamo la ss 38 dello Stelvio allo svincolo di Morbegno ovest e, fra le diverse uscite, imbocchiamo quella che segnala Traona a 2 km. Procediamo per un tratto verso Sondrio, poi pieghiamo a sinistra ed oltrepassiamo su un ponte il fiume Adda, raggiugendo poi la rotonda all'ingresso est di Traona. Qui prendiamo a sinistra e dopo altre due rotonde ci lasciamo il paese alle spalle proseguendo verso ovest fino alla vicina località di Piussogno ("Piusùgn" o "Piasogn", l'antica "Plasonio" menzionata in un documento del 1192, erroneamente menzionata come "Bianzonum" negli atti cinquecenteschi della visita pastorale del Vescovo di Como Feliciano Ninguarda; oggi frazione nella quale si concentra una parte significativa degli abitanti di Cercino). Qui lasciamo la strada provinciale Pedemontana Orobica prendendo la prima via a destra. Ci troviamo così subito di fronte alla chiesa di Santa Margherita ed al vicino parcheggio, dove possiamo lasciare l'automobile (m. 202).


Lungo la via Barossedo

Ci incamminiamo passando a sinistra della chiesa e confluendo nella strada provinciale 5 che sale a Cercino. Alla prima curva a destra, però, la lasciamo andando a sinistra. Procediamo diritti, passando a sinistra di un rustico con dipinto di Madonna con Bambino, poi pieghiamo a destra, portandoci all'argine orientale del torrente di Siro. Una breve salita verso monte ci porta ad un bivio, al quale prendiamo a sinistra (Via dell'Era), seguendo un cartello escursionistico per Cercino e superando su un ponte la Val di Mulìn (così chiamata perché in passato alimentava, più a monte, alcuni mulini). Seguiamo la via in leggera discesa, fra le case della contrada Era (denominazione che deriva da "era", vale a dire "stalla adibita anche come deposito di attrezzi") ed alla prima traversa a destra la lasciamo, salendo lungo la via Barossedo, con un ottimo colpo d'occhio su Mantello e l'alto Lario.


Cappelletta sulla mulattiera per Siro

Superato il torrente della Val di Siro, passiamo fra le abitazioni e gli antichi rustici di Barossedo (Baruzée, l'antica "Barozerium"). Dopo una sequenza di tornanti dx-sx, la stradina porta ad un tornante dx con una cappelletta, restaurata nel 2001, con la scritta "Assieme alla famiglia Bettiga De Simoni con figli e figlie posero in anno Domini 1873". Si tratta del "Ciancèt de Fièss (o Scèss)". Pochi metri oltre, in vista delle case più alte di Fiesso (Fièss o Scièss, m. 304), ad un bivio andiamo a sinistra, su una pista in cemento, poi con fondo ben acciottolato (nuovo cartello per Cercino). Dopo un tornante dx, saliamo ad un bivio, al quale prendiamo a sinistra. Poco sopra la pista, dopo una valletta, termina, lasciando il posto ad una pista che sale nella selva e propone un bivio, al quale stiamo a sinistra.
Più avanti la pista lascia il posto ad un largo sentiero (il "sentée de Sir"), che prosegue nella selva, passando a destra di una cappelletta nella quale è raffigurata una Madonna con Bambino. proponendo ben resto un secondo bivio, al quale prendiamo a destra. Il sentiero passa a sinistra di un muro pericolante (quel che resta di una baita) e, superata una valletta con parapetto in legno, diventa una bella mulattiera che sale con diversi tornanti ed andamento regolare, protetta da muri a secco. Passiamo così a destra di una terza cappelletta, nella quale della Beata Vergine delle Grazie, di S. Antonio e di Santa Maddalena resta solo la scritta.


Mulattiera per Siro

La selva infine si apre e la mulattuera lascia il posto ad una pista che ci porta subito sotto la chiesetta della Madonna della Neve (gésa de sìr), dal roseo contorno, presso la quale ci sono due castagni secolari le cui foglie hanno eccezionalmente una tonalità biancastra, che rimanda al miracolo, nel IV sec. d. C., della nevicata su colle Equilino di Roma agli inizi di agosto, là dove poi venne edificata la Basilica di S. Maria Maggiore.
Ma vediamo di saperne di più. La venerazione per la Madonna della Neve, cui sono dedicate diverse chiesette anche in Valtellina, è legata ad un miracolo che risale ai primi secoli del Cristianesimo. Nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni e la sua altrettanto nobile moglie, non avendo figli, decisero di offrire i loro beni alla Beata Vergine Maria, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.


La chiesetta della Madonna della Neve

La Madonna apparve, allora, in sogno ai coniugi, la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, preannunciando un miracolo che avrebbe indicato il luogo nel quale sarebbe dovuta sorgere la chiesa. Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, scoprirono che anche il papa aveva fatto lo stesso sogno. Tutti si recarono, dunque, sul luogo indicato, il colle Esquilino, e lo trovarono coperto di neve, in piena estate romana. Qui, dunque, venne costruita la chiesa, a spese dei coniugi devoti,chiesa denominata ‘Liberiana’, dal nome del pontefice, ma chiamata popolarmente anche “ad Nives”, della Neve.
A questo miracolo si richiama, dunque, anche la chiesetta di Siro, che, tuttavia, non è una chiesetta come molte altre, ma è legata ad un mistero che, secondo la devozione popolare, richiama il miracolo romano. Sulla destra della sua facciata, appena sotto il muraglione del sagrato, si possono notare due grandi castagni. Ebbene, su un ramo di questi castagni le foglie non hanno la normale coloritura verde, ma sono bianche, come a richiamare l'antico miracolo della neve agostana. Non è facile vederle, ma se verrete qui nella prima settimana di agosto, quando si festeggia la Madonna della Neve, troverete qualcuno che, con pazienza, ve le indicherà.
Miracolo? Curiosità naturalistica? Pare essere questa seconda la spiegazione corretta: si parla, infatti, di un raro caso di albinismo vegetale.


Ponte sul torrente Siro

Alla nostra sinistra, cioè ad ovest, le case di Siro (m. 467), frazione di Cercino che cinta oggi 50 abitanti (nel 1807 erano 230).
Non ci portiamo verso le case, ma imbocchiamo la mulattiera che parte poco distante dalla facciata della chiesetta e sale diritta nella selva, diventando poi una pista che dopo una svolta a destra si ricongiunge alla carrozzabile che scende da Cercino a Siro. La seguiamo salendo verso destra e subito ci immettiamo in una seconda carrozzabile, in corrispondenza di una cappelletta dedicata alla Beata Vergine delle Grazie (Ciancèt de Bigiol), con ai lati S. Antonio Abate e S. Carlo Borromeo. Vi si legge"F.F.P.S.D. (cioè "fece fare per sua devozione") fam. Ligari Teobaldo". Anche questa cappelletta è stata, nel 1993, restaurata. Poco oltre superiamo subito su un antico ponte a schiena d'asino il torrente Siro, per poi traversare alle case del limite occidentale di Cercino, passando sotto il cimitero posto in posizione rialzata e sul ponte che scavalca la Val di Mulìn..


Cercino

Proseguendo diritti passiamo fra le case del paese, fino alla via San Michele che ci fa scendere, passando a sinistra di una fontana, alla vicina chiesa di San Michele Arcangelo (m. 526), dal sagrato straordinariamente panoramico. La chiesa è già menzionata nel 1400, ma l'attuale deriva dal rifacimento di quella più antica, e venne consacrata nel 1690. Vi si conserva un'imponente e pregiata ancora in legno intagliato e dorato, disposta su tre piani.
Ottimo da qui il colpo d'occhio, che propone, da sinistra a destra, il versante orobico a monte di Talamona con i monti Pisello e Culino, una buona porzione della Valle di Albaredo, con i monti Lago, Pedena e Azzarini, Bema ed il boscoso pizzo Berro che la sovrasta, il pizzo dei Galli, la Val Lesina, il monte Legnone, la bassa Valtellina e l'alto Lario.


Apri qui una panoramica dal sagrato della chiesa di San Michele Arcangelo

Sul sagrato, oltre al monumento ai Caduti, troviamo anche un ossario sulla cui facciata incombe uno scheletro con bulbi oculari ancora ben vivaci e munito di falce. Un cartiglio recita: "quasi flos egreditur et conteritur". E' una citazione biblica, dal Libro di Giobbe (14,2): "Spunta come un fiore, poi è reciso", un monito sulla fragiità e brevità della vita. Ci sta, dunque, una pausa di riflessione filosofica, prima di iniziare la seconda parte dell'anello, il ritorno a Piussogno sull'antica strada comunale per Cercino.


La chiesa di San Michele Arcangelo

Riportiamoci sulla via di accesso, verso il fondo della chiesa, ma, invece di risalire alla via principale, scendiamo a destra, lungo la via San Michele, una pista con bell'acciottolato che parte alle spalle della chiesa e, passando a destra di una cappelletta senza più traccia dei dipinti, scende diritta verso sud-est, confluendo nella carrozzabile Piussogno-Cercino. Sul lato opposto della strada la pista, con fondo erboso, riprende, sendendo sempre verso sud-est, con qualche svolta, fra giovani ulivi, fino ad intercettare per la seconda volta la carrozzabile. Seguiamo ora per breve tratto la strada in discesa verso sinistra, fino al vicino tornante dx, con una cappelletta dedicata a S. Bartolomeo (con datazione 1776, ma restaurata nel 1994). Qui si stacca dalla strada, a sinistra, una stradina, e, appena sotto, riprende la pista con fondo in erba (riconoscibile per il guard-rail giallo-verde).


Colpo d'cchio su Morbegno dalla vecchia strada comunale Cercino-Piussogno

Riprendiamo quindi la pista volgendo subito a destra e scendendo ad intercettare per la terza volta la carrozzabile Piussogno-Cercino, passando a sinistra dell'ennesima cappelletta con dipinti ormai irriconoscibili. Scendiamo di nuovo a sinistra ed impegniamo il tornante dx, procedendo fino ad una fontana, appena prima della quale ritroviamo la pista che scende a sinistra della carrozzabile. Alla nostra destra, una nuova cappelletta molto degradata. La seguiamo fino alla quarta confluenza nella carrozzabile, in corrispondenza di un tornante dx. Dopo un breve tratto sulla strada, ecco di nuovo alla sua sinistra la pista, che scende diritta ad intercettare la strada. Sul lato oppsoto la pista diventa una stradina (la vecchia Strada Comunale per Cercino), seguendo la quale ci ritroviamo al bivio incontrato salendo, appena prima del ponte sul torrente Siro. Scendendo verso sinistra fra le case di Piussogno ci riportiamo infine al parcheggio di Santa Margherita, recuperando l'automobile.


Scendendo verso Piussogno

CARTA DEL PERCORSO sulla base di Google Earth (fair use)

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