SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it):
SS. Tito e Timoteo, S. Paola

PROVERBI

Gené e febré, la néf ai pé
(gennaio e febbraio, la neve ai piedi)
Chi ga un vécc in cà, l’è sciur e nu la sa (chi ha un vecchio in casa è signore e non lo sa)
Mangia pòch e va a lèt prést, se te vö campà bén vécc
(mangia poco e vai a letto presto se vuoi campare bene da vecchio)
Ginè, ginerìn, spaza i scrign e i masùn (gennaio, gennarino, spaza scrigni e magioni - Traona)
L’è püsée fàcil ciapà ‘n büsàdru che ciapà ‘n zop (è più facile prendere un bugiardo di uno zoppo - Tirano)
L’è sémpri l’ültim bicér che fa ‘nciucàs (è lultimo bicchiere che fa ubiacare - Tirano)
Se meen cativä no prent la ca [la tèrrä] la rent
(se mano disonesta non la prende, la casa [la terra] restituisce ciò che si è perso - Villa di Chiavenna)
La fam l’é 'l migliùr cöch (la fame è il miglior cuoco - Poschiavo)
In témp da carestia al sa marìda tüta la purcarìa (in tempo di carestia si sposano tutti - Poschiavo)

VITA DI UNA VOLTA

Dalla prefazione di Remo Bracchi al “Dizionario etimologico grosino”, di Gabriele Antonioli e Remo Bracchi (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio), leggiamo:
"Il carnevale iniziava ufficialmente nella festa di sant'Antonio Abate (17 gennaio), con la sfilata del bestiame adornato di nastri colorati per la benedizione. Faceva parte dei riti agricoli della morte dell'inverno e dell'inizio della bella stagione. Il legame tra morti e fecondità è sottolineato da Eliade (Eliade, Storia 363). A Grosio era in vigore l'antica pratica del caserada di mòrt con preghiere di suffragio per i defunti. Il rituale dell'uccisione dell'inverno si svolgeva con numerosi falò di rovi e sterpaglie, in qualche parte ancora con il rogo del pupazzo che personifica il carnevale. Nella sfilata folcloristica gro­sina, le maschere tipiche sono al Carnevàl Véc', la Magra Quarésma, la Bernarda bimembre, mezza vecchia e mezza neonato, al Tòni e l'Órs. Come si è visto prima, l'orso entra sempre nei riti dell'inverno. I giovanotti di Tiolo avevano l'uso di strofinare sul volto delle ragazze una stoffa bianca macchiata di nerofumo. A Le Prese e Mondadizza la tinteggiatura è definita come darghe la papa e viene significativamente accompagnata dalla lotta per la conquista dell'aratro. Le giovani potevano replicare allo scherzo soltanto nell'anno bisestile.
Probabilmente lo stesso tingersi il volto risponde a rituali molto arcaici, dei quali si è perduto il significato, ma che si possono riannodare a funzioni apotropaiche, istituite per allontanare dal villaggio gli spiriti del male. Il gros. mascherèr "sporcare con nerofumo" va col borm. maskarón (gros. cascarùm) e dimostra un nesso etimologico arcaico, non più ravvisabile nell'it. maschera.
La gioventù è protagonista del carnevale, una specie di tempo fuori della storia, alla ricerca dell'eterna giovinezza, del momento che non fugge.
Le feste di inizio di un tempo nuovo prendevano il nome di calénda. A Ravoledo l'organizzazione competeva ai giovani di leva, detti per questo calendón, e venivano quindi ad intrecciarsi con le cerimonie ormai scordate dell'iniziazione.
A Le Prese il giovedì grasso è il giorno degli spazzacamini e in molte parti si puliscono le catene del focolare, trascinandole sui selciati con grande strepito. Anche il fuoco entra nel simbolismo del rinnovamento.
Al carnevale erano originariamente collegate le manzòli "schiacciate di farina bianca e nera impastate con fettine di formaggio", a Bormio li manzòla "chiacchiere di carnevale". Come sembra svelare il nome, dovevano essere a forma animale (di manzette), e rispondere quindi a cerimoniali di offerta propiziatoria, forse per favorire l'abbondanza dei parti nel bestiame, come momento particolare delle celebrazioni annuali della fertilità rinnovata."


Colloquio con sorella neve

Che vuoi, Neve? Dal buio
della gran notte, timida t'affacci
al finestrino della baita chiusa,
che ultimo brilla per la sparsa pieve.
Hai freddo? O t'impaura
la tormenta che mugola fra i ghiacci
cavernosi dell'aspro Emet e rompe
agli irti picchi del Soretta? O Neve,
io qui stanotte volli
restar per te. Lontana ormai è la balda
mia comitiva. Io chiesi all'alpigiano
di coricarmi sulle pietre quadre
della sua stufa antica,
che una tacita torba entro riscalda;
io ti guardo di qui, come giacendo
sul grembo della mia montagna madre.
Tra questo angusto asilo
che s'oscura al morire lento del lume,
e la gran notte che all'esterno, quasi
riversata dai monti, incombe greve,
tu sola ti palesi
accennata in un pallido barlume.
Rechi forse per me qualche segreto
della montagna? Vuoi ch'io t'apra, o Neve?
Ma tu, varcato appena
l'uscio, morresti, e scioglierti non puoi
dal tuo silenzio. Lascia ch'io ti ascolti
con questi miei fedeli occhi d'amore!
Guardarti, è come udire
note campane, e salutar fra noi
l'Umil disceso a nevicar di fede
le vie del mondo. A questo esule cuore
sì, tu lo rechi un dono,
come la dolce Epifania l'offriva
a me fanciullo. La natura, o bianca
figlia, ti manda sul mio passo breve
perch'io la senta intorno
ritessere la sua trama nativa
di rispondenze e di memorie antiche,
a consolarmi della vita, o Neve.

(Giovanni Bertacchi, Madesimo 23 gennaio 1933)

Renato Sozzani, nel bel volumetto "Castione - Un paese di Valtellina" (a cura della Biblioteca Comunale), scrive:
"I porcini sono di casa in Valtellina e molti sostengono siano i migliori del mondo. Ebbene quelli di Castione hanno il pregio di nascere per primi e la loro raccolta di durare fino ad autunno inoltrato. Contorno delizioso a piatti di carne, e perché no, anche di pesce, (squisite le trote del Boco lasciate a marinare nel vino e cotte poi con funghi trifolati) sono condimento meraviglioso a tagliatelle confezionate con farina di segale, che abbonda nella zona. Possono essere poi, sostanzioso sotitutivo a qualsiasi carne in umido su polente gialle e nere.
I boschi tuttora rigogliosi, hanno sempre dato abbondante selvaggina, per la gioia di nobili e contadini.
Una antica ricetta, usata una volta per francolini e, ora che sono proibiti, per galli e coturnici, che una gentile signora mi ha rivelato, mi ha confermato che la "nouvelle cuisine", non ha inventato nulla o quasi. In questo piatto il sapore dolce della cioccolata e del ginepro, si sposano perfettamente con quella acre e forte del selvatico e crea un insieme di sapori e profumi autunnali.
Autunno che segna come per il resto della valle, con selvaggina, funghi, formaggi portati in basso dalle malghe, frutti, o carne di manzo macellata, il momento magico di questa terra. I macellai di Castione sono famosi e la loro abilità nella preparazione degli insaccati, non conosce rivali. Splendidi salami fatti con budello culato. sono messi a stagionare negli invòlt, e saranno mangiati a tarda primavera con fichi fioroni i cui alberi crescono negli angoli delle vigne.
"

STORIA
-

AMBIENTE

Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890:


 

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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