SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it): S. Mauro abate, Ida

PROVERBI

San Màuro al va a la comandàa, sant’Antónni al va a la töó, san Baš-cèn al va a la pagàa
(s. Mauro va a comandare, s. Antonio a prendere, s. Sebastiano a pagare la neve - Villa di Chiavenna)
El geniér l'è bianc, el febriér l'è pien de vént
(Gennaio è bianco, febbraio è pieno di vento)
A metà ginée, metà fenée (a metà gennaio è cosumato metà del fieno - Tirano)
Néf en giné, gràn a sté (neve a gennaio, grano a staia - Teglio)
Dìu me ‘n sàlve d’en bèl giné (Dio mi salvi da un bel mese di gennaio - Teglio)
San Màur mercant de la néf (san Mauro mercante di neve)
Chi sgiùga de tèsta, paga de bórsa (chi agisce per orgoglio, la paga - Sondalo)
La farina dal diaval la va in crüsca (la farina del diavolo va in crusca - Val Bregaglia)
L'om l'e la testa da la famiglia e la fema l'e al col chi la fa gira par ogni quisquiglia
(l'uomo è la testa della famiglia e la donna è il collo che la fa girare per ogni quisquilia - Poschiavo)
Cur ca la pensum cumpàgn, ghi sempri resòn mi; cur ca 'l ghe divergénzi, la ga resòn lei
(quando la pensiamo allo stesos modo, ho ragione io, quando ci sono divergenze, ha ragione lei - Poschiavo)

VITA DI UNA VOLTA

Dal saggio di Riccardo Scotti sull’evoluzione del clima valtellinese nei secoli XVI-XIX (in aa.vv., “Economia e Società in Valtellina e nei contadi nell’Età moderna”, tomo II, Sondrio, Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, 2007), leggiamo, su alcuni aspetti di quella lunga fase di raffreddamento del clima che durò dalla seconda metà del Cinquecento alla prima metà dell'Ottocento, chiamata Piccola Età Glaciale (PEG):
"La breve, ma intensa, fase calda e secca si chiude nel '26 per lasciare posto, dall'anno successivo, a un virulento triennio di opposte ragioni (1627-1629), quelle del freddo, delle incessanti piogge e delle implorazioni ai santi per chiederne la fine.
Noioso, ma chiarificatore, l'elenco dei fatti: Inverni: 1627 molto nevoso; 1628 nevoso a dicembre; 1629 freddissimo sino al 20 gennaio, piovoso e nevoso dopo; Primavere: 1627 piovosissima, a tratti rigida, valanghiva in quota; 1628 forti piogge a marzo e "memorie di disgrazia uniforme" a quella di un decennio prima (1618); 1629 piovosissima; Estati: 1627 fredda e piovosa nella prima parte; 1628 "tempestosa"; Autunni: 1627 piovoso con inondazioni; 1629 grandi piogge. A livello stagionale, impressionante l'infilata di quattro primavere umidissime, con le strade, e non solo quelle valtellinesi, incessantemente attraversate dalle acque e dalle processioni degli infreddoliti fedeli.
Nel suo insieme, invece, drammatico l'andamento del 1627, ininterrottamente piovoso e percorso da ricorrenti ondate di gelo... Gli esiti di questa fase di macroscopico peggioramento, non solo a rispetto degli anni immediatamente precedenti, sono probabilmente enormi, seppure offuscati da quelli, ancor più tragici, della peste. Dopo un biennio di grave carestia, i disgraziati raccolti del '29, causati dalle infinite piogge, segnano il punto di non ritorno della crisi alimentare. Resta da chiarire se e in che misura l'epidemia di peste, nei suoi devastanti esiti sulla mortalità (non certo sui processi di diffusione), trovò un campo ben "arato" da un triennio almeno di grave sottoalimentazione
."

Pietro Ligari, nei “Ragionamenti d’agricoltura”, trattatello che risale alla metà del settecento (1752, edito oggi dalla Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988), descrive in questi termini i lavori che un buon contadino deve porre in atto nel mese di gennaio per curare la sua vite:
"In questo mese poco si può fare quando la neve abbia preso il solito suo posesso, ma se avete occasione di far roncare nelle costiere e di far spezzare grossi sassi con mine o con guccie, sarà questo bonissimo impiego per questo tempo; e nella luna crescente di detto mese potete anche far podare le viti di costiera soliva. Ancora far muri, trasportare sassi, ganda et altro simile materiale."

Dal bel volumetto "Ponte", edito a cura della Biblioteca Comunale (Bonazzi, Sondrio, 1983), trascriviamo alcune ricette tradizionali del paese per cucinare alcune gustose minestre:

"Minestra di orzo
Alcune manciate di orzo ("duméga'') - verdure (patate, fagioli, carote, sedano, coste o erbette, prezzemolo, verze e porri) - un osso di maiale o alcune cotiche.
Si ricoprono gli ingredienti con abbondante acqua e sale e si cuociono per due o tre ore (nel determinare le dosi si andava un po' ad occhio: era importante non lesinare sulla quantità perché la minestra doveva servire per più giorni quindi la si continuava a riscaldare secondo necessità: non era infrequente il caso che risultasse sufficiente anche per tre, quattro giorni).

Minestra di ortiche

Una manciata di cimette di ortiche - 1 litro e mezzo di acqua - cinque manciate di riso - sale e burro.
Si porta l'acqua a ebollizione e vi si butta il ; riso, dopo alcuni minuti si aggiungono le ortiche."

Nella “Guida escursionistica della Valchiavenna” (edizioni Rota, Chiavenna, 1986), leggiamo la seguente ricetta:
“Gordona. La tipica focaccia in coltura.
Mettere nel mezzo della farina l'uovo, la polenta sbriciolata, il sale, lo zucchero e impastare il tutto con il latte leggermente tiepido e mischiare con un cucchiaio di legno (palma). Impastare fino ad ottenere una pasta liscia e consistente.
Spruzzare la piòta con acqua per vedere se è sufficientemente calda,  quindi toglierla dal fuoco e passare uno straccio sulla parte dove va applicata la pasta. Cospargere la piòta con della farina gialla: se la farina brucia immediatamente facendo fumo significa che la piòta è troppo calda; se invece la farina tosta lentamente, il calore della piòta è giusto per la cottura.
Ripulire quindi la piòta dalla farina gialla e stendere sopra la pasta con un matterello ad uno spessore di circa 1cm; spalmare leggermente la pasta spianata con un goccio di olio o acqua e spolverarla di zucchero.
Mettere la piòta quasi verticalmente di fronte al fuoco e, man mano che la pasta si colora, girare la piòta in modo che la pasta cuocia in tutti gli angoli. Cuocere a fuoco vivo, tenendo però la piòta a circa 30/40 cm dal fuoco stesso. Quando la pasta ha il colore dorato, la cottura è ultimata; togliere la focaccia dalla piòta sollevandola con la "paluta" in un angolo: se cotta bene, si staccherà facilmente dalla piòta.
Nel caso ci fosse qualche angolo non cotto bene, rovesciare la focaccia direttamente vicino alla brace in modo da ultimare la cottura degli angoli. Ungere quindi la focaccia calda con del burro. Ottima da mangiare con salame, formaggio o con marmellata.
Se si aggiunge dell'uva sultanina e lievito di birra sciolto in acqua leggermente tiepida, lasciando riposare la pasta per almeno due ore, si ha la focaccia levèda. Stendere sulla piòta ad uno spessore di circa cm 1,5 e spalmare con acqua fresca e mai con olio. Questa focaccia è più soffice e di spessore più alto.”

STORIA
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AMBIENTE

Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890:


 

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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