SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it):
S. Serafino da Montegranaro

PROVERBI

Piena la tina, vöida la casina
(pieno il tino, vuoto il fienile - un tempo asciutto favorisce la vendemmia ma non la fienagione - Mello)
Più se ghe n'à e più se'n volerìa (più se ne ha, più se ne vorrebbe - Sondalo)
Soldi fa soldi, piöc’ fa piöc’ (i soldi fanno soldi, i pidocchi pidocchi - Sondalo)
In gió al va ànche i vàchi màrsci (in discesa vanno anche le mucche più vecchie – Grosio)
El dìs sant’Abràm: che bèla ròba che l’é la fàm; el respónt sant’Ambrös: per chi che ghe n’ha de tös (dice san'Abramo: che bella cosa è la fame; risponde sant'Ambrogio: per chi poi ha da mangiare - Teglio)
Ci ca voi, väda, e ci ca nu voi, manda (chi vuol fare, vada di persona, chi non vuole, mandi - Val Bregaglia)
Ci ca manc spend, plü spend (chi meno spende, più spende - Val Bregaglia)
Prima da spusà 'na matèla guarda sa la sa druà gügia e padèla!
(prima di sposare una ragazza, guarda se sa usare ago e padella - Poschiavo)

VITA DI UNA VOLTA

La cronaca di Stefano Merlo annota il 12 ottobre del 1515 un avvenimento quantomeno singolare: "Nota come alli 12 ottobre 1515 venne una pioggia, che propriamente pareva sangue, rimase il segno sopra le foglie".

Giorno di fiera e Tirano e Bormio. Annota, infatti, Giuseppe Romegialli, nella sua “Storia della Valtellina” (1834): “È fiera in Bormio li 12, 23, 24 ottobre. In Chiavenna il 1, 2, 3 dicembre. In Delebio li 16, 17, 19 ottobre. In Tirano li 10, 11, 12 di detto mese. Vi è mercato a Sondrio ogni sabbato. A Bormio il 18 ottobre: a Berbenno il 19 marzo: a Chiuro dal 30 novembre al 3 dicembre: a Chiavenna li 19 marzo, e il 3 ottobre ed il 30 novembre: alle Fusine il 10 agosto ed il 30 novembre: a Grosio il 19 marzo: a Morbegno ogni sabbato: a Novate il 29 settembre: a Tirano alla Pentecoste per 3 giorni, e dal 28 al 31 ottobre: e finalmente in valle S. Giacomo li 25 giugno.”

STORIA

Nel 1617, a Basilea, viene pubblicata l'opera "Pallas Rhaetica, armata et togata" di Fortunat Sprecher von Bernegg, podestà grigione di Teglio nel 1583 e commissario a Chiavenna nel 1617 e nel 1625; vi si legge (trad. di Cecilia Giacomelli, in Bollettino del Centro Studi Storici dell’Alta Valtellina, anno 2000): "Nell'aprile del 1515 la neve cadeva su Traona: la gelata successiva danneggiò le viti al punto tale che si poté produrre il vino necessario al fabbisogno della vallata per un solo mese. Si trattava inoltre di vino di pessima qualità. Nel maggio di quello stesso anno, alla fine di un temporale, vennero avvistate delle tracce di sangue sul fogliame delle viti e il 12 ottobre questo fatto si ripeté in tutta la Valtellina."

Guido Montalto, nel capitolo “Una costante nella storia dell’economia valtellinese: il vigneto”, in “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (aa. vv., Silvana editoriale, 1995), così descrive la distribuzione delle colture vitivinicole nella Valtellina dell’età moderna:
“L'estimo del 1531 si rivela una fonte importantissima per conoscere la distribuzione della coltura della vite in Valtellina nell'epoca grigiona. Nei 24 comuni del terziere inferiore la coltivazione della pianta della vite occupava all'incirca una superficie di 12.035,9 pertiche valtellinesi. In genere le vigne erano presenti nella maggior parte dei comuni occupando delle porzioni di terreno non molto rilevanti. I comuni che presentavano la maggior superficie vignata erano: Morbegno con pertiche 1294,11, il cui estimo era stimato in circa lire 2859, che corrispondevano a circa 2859 condi di vino, tra vigne e torchi; Traona con pertiche 1489,5, il cui estimo era di lire 2631, che corrispondevano a 2568,3 condi di vino, i torchi in questo comune erano 12; infine Ardenno con pertiche 1576, il cui estimo era di lire 2430.
Nel terziere di mezzo, costituito da circa 19 comuni e contrade, ben 8 comuni presentavano una superficie vignata superiore alle 1000 pertiche. Albosaggia aveva 1293 pertiche coltivate a vigneto; Chiuro: 1749,21; Ponte: 2830,10; Tresivio: 1615,10; Castione: 1811; Berbenno: 1195; Sondrio aveva addirittura 3166 pertiche; Montagna: pertiche 2713,13. La superficie totale dell'intero terziere era di ben 20.545,20 pertiche. L'estimo del comune di Sondrio, riguardante i vigneti, era calcolato in 6068 condi di vino relativi alle vigne e ben 132 condi in rapporto ai torchi.
La comunità di Teglio aveva una superficie vignata di pertiche 4299,21 e l'estimo calcolato in rapporto alle vigne era di lire 7883,6; in relazione ai torchi la stima era di 170 condi di vino, corrispondenti a lire 170.
Il terziere superiore, formato da 11 comunità, presentava una superficie svignata di pertiche 8167,4 con solo Tirano, Villa di Tirano e Bianzone che superavano le 1000 pertiche di terreno coltivate a viti. Nel comune di Tirano era abbastanza vasta la superficie di terreno dedicata al vigneto: pertiche 2304,6, e l'estimo relativo era calcolato in 4128,2 condi di vino, tra vigne e torchi, che corrispondeva a circa lire 4128 ". I vigneti migliori erano distribuiti principalmente nel territorio del comune di Sondrio e generalmente occupavano la fascia costiera posta sul versante retico della valle.

Nella seconda metà del Cinquecento iniziò un nuovo ciclo climatico, una «piccola glaciazione» in cui si registrò l'espansione dei ghiacciai e di conseguenza le temperature medie si abbassarono. Diminuì così l'altitudine massima a cui era possibile coltivare i cereali, gli alberi da frutta, ma soprattutto la vite. L'espansione verso i territori siti in montagna o prossimi alle alture, che era avvenuta nel secolo IX, fu gradualmente ridimensionata. La vite veniva coltivata in Valtellina dal confine con il lago di Como fino a Grosio e fino ad una altezza di circa 800 metri. La Valtellina del XVI secolo presentava una netta divisione tra il versante retico, esposto a sud e coperto di vigneti, ed il versante orobico esposto a nord, coperto di boschi e castagneti che scendevano fino a valle (alcune zone in prossimità dei fianchi laterali esposti a sud erano coltivate a viti).
Una prima descrizione particolareggiata dell'estensione della vite in Valtellina fu quella elaborata da Giovanni Guler Von Weineck nel 1616, dopo che aveva rivestito la carica di governatore grigione della Valle per il biennio 1587-1588. Secondo la descrizione di Guler la vite era diffusa, risalendo la valle, fino a quasi nel Bormiese e, scendendo verso il Lario, sino al confine con lo Stato di Milano. Si coltivava su entrambe le sponde dell'Adda, ma il versante di destra (retico) essendo più soleggiato era più produttivo e quindi più indicato per la coltura della vite. I tralci della vite venivano appoggiati a «tastolli» di legno, o direttamente alle rocce. Il Guler notava che nelle zone dove il terreno sembrava meno adatto alla coltivazione, per la natura pietrosa del terreno, i contadini portavano della terra affinché le viti potessero farvi radice.

Il vino che veniva prodotto in Valtellina, continuava nella sua descrizione Guler, era bianco e rosso ma il vino bianco non era molto diffuso. Le qualità di vino valtellinese erano molte e varie, a seconda delle viti e delle posizioni dove crescevano, nonché in relazione alle differenti coltivazioni e lavorazioni. Guler citava ad esempio una sorta di malvasia che era fabbricata con grappoli scelti e posti in botticelle lasciate poi all'aperto e alla luce. Nominava anche un vino, che veniva chiamato «vino-passito», che era fabbricato lasciando i grappoli a seccare sulla paglia prima di essere pigiati (probabilmente si trattava dello «sforzato» che si produceva specialmente a Tirano). Infine Guler raccontava che presso Castione si innalzava una collina denominata «Grisoni» che produceva il vino migliore di tutta la valle 3. Durante il periodo in cui Guler era governatore raccolse inoltre il maggior numero di informazioni sull'esportazione del vino. Le testimonianze raccolte da Guler indicavano che, durante gli anni di buon raccolto, si esportava una media quotidiana corrispondente a 100 some (circa 35.000 some all'anno). Gli Statuti delle singole comunità imponevano numerose e rigide disposizioni circa la coltura della vite, le quali confermavano l'importanza che aveva assunto la coltivazione nell'economia valtellinese. La maggioranza delle zone vignate di una certa importanza era esattamente individuata negli Statuti e ne veniva regolamentato severamente l'accesso. Il cap. 27 degli Statuti di Grosotto del 1544 imponeva che le vigne fossero «tense», cioè protette, per tutto il periodo dell'anno e che gli eventuali danneggiatori fossero puniti con il pagamento di un'ammenda".
I Capitoli, o Statuti, di Tirano del 1606 regolamentavano gli Incanti ed i Tensi (parti del territorio soggette a determinati vincoli). Questi ultimi coprivano quasi tutta la fascia della costiera ed erano tutti coltivati a vigna e situati sulla costa del Masuccio. Il vincolo principale era quello che impediva l'accesso alle vigne alle persone. Affinché queste disposizioni fossero rispettate, fu istituita la
figura dell'arbostaro (cap. 98-99 degli Statuti di Tirano). Gli arbostari, o guardie dell'uva, venivano eletti contrada per contrada e dovevano vigilare affinché nessuno, nemmeno i proprietari, andasse nelle vigne, a partire dalla metà di agosto e fino al periodo della vendemmia, senza permesso. Per preservare le uve da possibili furti gli arbostari erano certe volte costretti a rendere inaccessibili gli imbocchi delle strade che portavano alle vigne, con tutti i mezzi possibili ed immaginabili: “Et che sia lecito a tali arbostari cominciando al detto tempo di poter sbarar o far sbarar qualunque strada, viali et sentieri delle dette vigne con cese o porte o altra sorte di impeimenti, et questo a spesa delle contrate dove si faranno tali sbarre [cap. 99 degli Statuti di Tirano].”

AMBIENTE

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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