SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it):
S. Giulio papa, Zenone

PROVERBI

Abrìl, tüc’ i dì 'n barìl (aprile, tutti i giorni un barile d'acqua - Castione)
Mars pulvarulént, abrìl lúciulént, pòrta paia e furmént
(marzo polveroso ed aprile piovoso portano paglia e frumento - Tirano)
Quénta che la carn l'é frusta, l'anima la se giusta (quando non si possono più gustare i piaceri del mondo, ci si prende cura della propria anima - Sondalo)
No ‘l gh’é dòna bèla se no l’é gavèla e quìle brüte i é gavèle tüte
(non c'è donna bella che non abbia le gambe storte e quelle brutte hanno tutte le gambe storte - Teglio)
Enségnech mìga ai gàt a rampegà (non bisogna insegnare ai gatti ad arrampicare - Teglio)
Al matèn di sciùri e ‘l formài di póär l'è sübbät marü (la figlia dei signori ed il formaggio dei poveri sono subito maturi: la prima si sposa subito, il secondo viene mangiato prima di invecchiare - Villa di Chiavenna)
As ciapa pü preist ün manzongair cu ün zop (si prende prima un bugiardo che uno zoppo - Val Bregaglia)
A viva e laurà inséma al giüta a sa vulè ben (vivere e lavorare insieme aiuta a volersi bene - Poschiavo)

VITA DI UNA VOLTA

Luisa Moraschinelli, nel bel volume "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica" (Alpinia editrice, 2000), scrive:
Allora, la Pasqua era vissuta intensamente, come punto di arrivo dopo una fase di purificazione dell'anima e del corpo. La purificazione dello spirito avveniva con il percorso della liturgia. Un cammino seguito da tutta la popolazione, per usanza e tradizione ma anche per Fede. Incominciava con la quaresima. Oltre al digiuno più o meno praticato, con una serie di funzioni in Chiesa, ricche di significato. Si entrava nell'atmosfera della Passione con la Via Crucis. Seguiva una pausa gioiosa con la domenica delle Palme, in cui, durante la Messa solenne, era distribuito l'ulivo. L'atmosfera penitenziale, riprendeva con la settimana Santa. Nella finzione del mercoledì Santo, i ragazzi battevano i piedi per terra, per ricordare i soldati che andavano a prendere Gesù nel Getzemani. In quell'occasione veniva suonato un cupo strumento (forse la tarantola) che, da quel momento fino al Gloria del Sabato Santo, sostituiva il suono delle campane.
Il Giovedì Santo era dedicato all'Eucarestia. Veniva esposto il Santissimo e la gente faceva, a turno, l'ora di adorazione.
Il Venerdì Santo la Chiesa rimaneva spoglia. Veniva allestito solo un altare dove giaceva il Cristo morto, o Sacro Sepolcro, che poi, nella serata, era portato in processione per la contrada. In quell'occasione le donne addobbavano finestre e balconi con coperte e pizzi e, sui vetri delle finestre, incollavano segni della passione.
Il sabato, di buon mattino, la lunga e solenne funzione della Resurrezione iniziava con la benedizione del fuoco, fuori dalla chiesa e via, via in tutte quelle fasi che la liturgia di allora contemplava, per arrivare, finalmente, alla Gloria della Resurrezione. Funzione che portava la gioia della rinascita, anche se il significato della lunga funzione era intuito più dai segni e dall'intonazione dei canti che dalle parole, visto che come detto era in uso ancora il latino.
Verso la fine della settimana Santa, i confessionali erano sempre occupati. Il precetto «confessarsi almeno a Pasqua», era osservato anche dai più reticenti. Alla Pasqua si doveva arrivare purificati e rinnovati nello spirito, ma anche nella persona e nell'ambiente. A questo scopo era usanza comune mettere sotto sopra tutta la casa, con una pulizia generale. Era messo al sole quanto si poteva, le ragazze andavano al torrente o alla fontana a lucidare il rame e, dove si poteva, si dava una mano di calce alle cucine, annerite dal fumo. Pulito l'interno, si scopava per bene ogni angolo attorno alla casa, e si realizzava il proverbio «Se ognuno scopa fuori della propria casa, tutto il paese è pulito».


Da ultimo ci si dedicava ad una pulizia personale straordinaria. Fin dove si poteva, vista l'assenza di bagni, docce e acqua corrente in casa. L'uomo andava dal barbiere a farsi tagliare i capelli (per le donne non esisteva la parrucchiera, facevano da sole). Chi poteva preparava anche un indumento nuovo per i bambini e per sé, ma erano eccezioni. Era tirato fuori dall'armadio l'unico vestito 'buono' per i nonni e per gli uomini. Per tutti, quel giorno gli indumenti che erano indossati, dovevano essere lavati (non stirati, in quanto non si usava).
Così purificati nello spirito, rinnovati e puliti nella persona, nella casa e anche nel paese, si arrivava alla Pasqua avvolti in un'atmosfera veramente di rinascita, in sintonia con la Resurrezione. Durante la Comunione, cui tutti partecipavano, era distribuita l'immaginetta stampata appositamente. Quella era anche la testimonianza che il Precetto era stato osservato.
Un altro momento importante era la benedizione della casa. Dopo i Vespri, il Parroco, in cotta e stola, accompagnato da un chierichetto e dal sagrestano, passava di casa in casa. Era atteso da tutta la famiglia riunita, che, inginocchiata, seguiva la piccola funzione. Alla fine il Parroco aveva una parola confidenziale per i vecchi e per i bambini. Il sagrestano metteva nel cesto le tre uova che, di solito, trovava in un piattino sul tavolo. Era l'offerta. Alla fine, delle uova raccolte due parti andavano al Parroco e una al sagrestano.
Naturalmente la solennità era caratterizzata anche da un pasto diverso dal solito. Almeno una torta si doveva fare. Si usava anche la colomba, ma più di carta donata dalle Suore, che come dolce, salvo eccezioni. C'erano anche degli ovetti colorati, comperati, chi riusciva ad avere qualche soldino, più che per il cioccolato, che era un velo, per la sorpresa, che poteva essere un anellino.
Chi ha vissuto queste Pasque passate, non può che averne una certa nostalgia. Non per quello che si aveva, che era forse meno del necessario e quindi non è possibile fare paragoni con i giorni nostri, ma per quell'atmosfera di rinascita dello spirito e del corpo, oggi difficilmente realizzabile.”

Luisa Moraschinelli, nel "Dizionario del dialetto di Aprica", Sondrio, 2010, scrive:
"Lündisdì da Pasqua sm. <cun al lündisdì da Pasqua al continua la festa> con il lunedì di pasqua la festa continua. Continuavano le funzioni della festa e l'atmosfera pasquale perdurava a lungo. Per Pasqua la tradizione dell'uovo, come ai giorni nostri, non c'era. Alla bottega, eccezionalmente, i bambini comperavano un ovetto, ma era cianfrusaglia, compreso il contenuto. Avevano più fortuna le colombe; non quelle di oggi, ma piccole fatte in casa o al forno e poi quelle di carta disegnate all'asilo."

STORIA
-

AMBIENTE

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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(Massimo Dei Cas, www.paesidivaltellina.it)

 

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