SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it):
S. Chiara, Susanna, Lelia

PROVERBI

La prima acqua d’agóst la mazza püles e mósch (la prima acqua d’agosto ammazza pidocchi e mosche)
Càva la végna da ust, ca t’ha guadàgnat amù ‘l must
(zappa la vigna ad agosto, che guadagni ancora il mosto – Tirano)
Agóst, la marenda di pasturéi la ven dal bósch (agosto, la merenda dei pastorelli viene dal bosco - Poschiavo)
Méi vegní róss prima che smòrt dòpu (meglio arrossire prima che impallidire poi)
Nóma na mòla la masna miga (una sola mola non macina - Sondalo)
In dèl ghè braga, scusàl nu pàga (dove ci sono uomini, le donne non pagano – Val Tartano)
I mai cuma i uè, i uà (le malattie come vengono, vanno - Aprica)
D’agóst gió ‘l sul l’è fósch (ad agosto appena tramonta il sole, fa notte - Chiuro)
Galìna vègia la fa bùn bröö (gallina vecchia fa buon brodo - Ardenno)
L'érbä catìvà la cresc’ (l'erba cattiva cresce in fretta - Villa di Chiavenna)
Ci c'à creanza, la campa, ci ca nu'l à, anca meiar
(chi è educato vive, e chi non lo è vive anche meglio - Val Bregaglia)
Amùr da fradei, amur da curtei (amore di fratelli, amore di coltelli - Poschiavo)

VITA DI UNA VOLTA

Luisa Moraschinelli, nel "Dizionario del dialetto di Aprica", Sondrio, 2010, scrive:
"Malàt sm. ammalato <mal brüt>, era chiamato il cancro. Era tanto brutto che anche solo nominandolo si esorcizzavano dicendo <salvandu mi>. <al s'e malàt a' par i granc' fastidi> si è ammalato anche per i grandi dispiaceri. (In fatto di cancro, grosso modo, mi sembra che ce ne fossero meno dei nostri giorni, oppure morivano prima che il male venisse scoperto. E fortunati quelli, in quanto ricordiamo i pochi palesi, nella contrada, che soffrivano dolori inimmaginabili, da sentirli gridare per la strada. Non c'erano comunque le cure di oggi, come chemio ecc. che poi, a mio parere allungano dì un paio d'anni la vita con tutti i disagi conosciuti e poi... Tanto? Appena si sente che uno è colpito, già gli si applica l'etichetta <al gh'à da murì> rendendogli i giorni che rimangono, in bilico fra la terra e la tomba. Ma noi ci domandiamo se tutti gli altri non devono morire. E... da un giorno all'altro, senza eccezione di scampo).
<mal cadüch>,
In ogni paese c'è sempre qualche persona colpita da questo male, così anche da noi. E' una vera piaga per loro, ma anche per la famiglia, che l'accetta quasi come una vergogna e fatica a domare la persona colpita durante le crisi. Tragico era quando <al mal> come lo chiamavano, lo prendevano in chiesa. Ma non era male da interpellare il medico. Ricordiamo da bambini che alla donna colpita, portata fuori dalla chiesa, le mettevano una grossa chiave in bocca (dicevano, per non morsicarsi la lingua). Quando veniva colpita sul bosco, evidentemente da sola, se ne accorgevano in quanto graffiava, con le dita il terreno circostante.


<mal da cör>
il cuore, anche ai tempi era un organo che lavorava ininterrottamente e quindi soggetto a malattie. Diventava un male cronico con l'età quando <al uignìa miga al fiàt> quando faticavano a respirare. Allora era in uso due gocce di coramina e se si aggravavano, e solo allora, ricorrevano al dottore e poi, rassegnarsi a <das pas> ossia prendere la vita con tranquillità e rassegnazione con rispetto per quel cuore, che faticava a battere il ritmo. <mal da crapa> male di testa, abituale per le donne, ma si sa il perché. Nessuno cercava le cause. Usavano la ormai solita camomilla – per digerire -, se il caso O mettere delle fette di patate crude sulla fronte o fare impacchi di aceto e poi fasciarla e <bütas gió>, coricarsi.
<mal da dec'>, male di denti. Molto comune nei grandi. Causato da denti guasti (non si conosceva né dentifricio, né dentista), ma poteva anche essere procurato dal freddo e dall'umidità. Se il dente era guasto, quando incominciava a <trabalà>, se lo facevano estrarre, con la tenaglia da una persona che ne aveva il coraggio. E poi? Si dice <fo al dét, fo al dulór>. Se invece erano altre cause, fasciavano la faccia, dal mento alla testa, con una pezza riscaldata alla fiamma del focolare o alla stufa. In caso di estrazione, pochi sostituivano con la dentiera, per mancanza di denaro, ma anche per diffidenza. (ancora oggi deridono le straniere che le usano da tempo e non si accorgono quanto sia più ripugnante la persona sdentata).
<mal da fidagh> fegato in disordine. Le cause sono: per malattia naturale, per eccesso del bere, per chi prende la vita con troppa apprensione. <al sa mangia al fidàgh>, per il troppo lavoro, per i figli che non sempre rispondono alle aspettative; per la difficoltà a <tirà an sema disnà e scena.>. I rimedi erano pochi, oltre a pazientare e, il più delle volte, la morte era la conclusione.
<mal da la preda>
prostata. Malattia degli uomini. Suppongo che ci fosse l'intervento del dottore, ma ne parlavano in sordina, come del resto tutte le malattie che colpivano le parti intime come se fosse un male da colpevolizzare.


<mal da öc'>,
male agli occhi e annessi. Gli occhi erano esposti a sole e freddo e a ogni fatica senza protezione. Pochissimi potevano permettersi occhiali, non dico da sole, ma nemmeno della vista. Anche il vecchio che eccezionalmente li teneva sul tavolo, li aveva certo ereditati da qualche antenato, salvo eccezioni. In caso di bruciori, usavano fare impacchi con la camomilla e quando calava la vista, per l'età, le donne l'ago se lo facevano infilare dai ragazzi e la rara lettera che arrivava o un'occasionale lettura, se la facevano leggere dai nipoti. Poi, tiravano avanti guardando dove mettevano i piedi per non cadere.
<mal da oss>, male alle ossa non considerata una malattia vera e propria, ma rientrava in quei mali inevitabili legati all'età. Il rimedio migliore era sopportare, ma non era materia da dottore. In questo termine entrava sicuramente l'osteoporosi, reumatismi e infatti le dita si piegavano. Il rimedio era di <untà sii> ungere: grappa, o qualche altro medicamento consigliato e poi, caldo fin che era possibile.
<mal da scagnei> visto l'area, in fondo alla schiena, e senza specificazione medica, si può supporre che interessasse diversi organi di quella zona come: i reni, l'anca, l'ernia al disco, la sciatica, i calcoli o semplicemente
<mal da fadighi>.
Tutti mali non specifici anche perché gli esami clinici non erano generalizzati come oggi. La maggior parte cresceva e moriva senza mai aver provato la pressione, senza sapere i valori del suo colesterolo ecc. facevano solo nel caso di una palese grande malattia. Per il resto facevano <di necessità virtù> come si suole dire, ma anche per amor proprio verso chi stava vicino che tacciava di piaga chi si lamentava o metteva in mostra i propri malanni. E nei casi concreti, per es. con problemi d'anca, si rassegnavano a zoppicare per il resto della vita.


<mal da schina>
Male di schiena. Le cause erano tante, ma per i contadini era: portare la gerla carica, fin da bambini; stare a lungo chinati sul campo e poi il freddo, l'umidità, la stalla ecc... Ma non c'erano le assicurazioni di malattia e invalidità. Tiravano avanti con qualche rimedio di impacchi, di pezze calde. A un certo punto sono arrivati i cerotti che davano un poco di sollievo e poi, pian piano, incominciavano a curvarsi fino a usare il bastone.
<mal da stómach>,
era una costante delle persone anziane che faticavano a digerire. Allora la solita camomilla o un caffè con la grappa e poi pancotto. Ma, <mal al stómach> (mammelle) era anche quello della donna dopo il parto, quando non procedeva bene l'allattamento. Soffrivano grandi dolori al seno, con altrettanti disagi per il piccolo.
<mal da tripa>
Il mal di pancia era all'ordine del giorno, per qualche cibo avariato o per troppi latticini come nell'occasione del <cagià>, ma anche per erbe sconosciute. In quel caso si lamentavano col dire: <che sturgiüdi da mal da tripa!>. Il rimedio era bere la tipica camomilla e poi aspettare che passasse. Tanto usavano dire che <i mai cuma i uè, i uà>. (Di recente ho avuto modo di leggere la stessa espressione in S. Teresa d'Avila, quindi anche tanti secoli fa la pensavano così). Solo in tempi più recenti, il mal di pancia, se non era legato al ciclo mensile, era sinonimo di appendicite. Allora incominciarono, a ragione o torto, le operazioni che a quei tempi era già una grande operazione.
<mal dal
gróp> difterite. Colpisce la gola, molto temuto sia nei grandi che nei piccoli. Poteva portare alla morte e era considerata infettiva specialmente fra i bambini."

STORIA
-

AMBIENTE

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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