SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it): S. Francesco d'Assisi

PROVERBI

C(h)ì é par l’aüt fè caschtégn (con l’aiuto di molti si raccolgono molte castagne – Samolaco)
Tüti i salmi i van in glòria, tüti i fèst in paciatòria
(tutti i salmi finiscono in gloria, tutte le feste in baldoria - Chiavenna)
Venardì come al fa a la domén, al fa tùt al dì (venerdì, come fa al mattino, fa tutto il giorno - Sondalo)
Al busch al früta sémpru vargùte ‘l völ mài andrée mài nigùt
(il bosco dà sempre qualche frutto e non chiede in cambio nulla - Tirano)
Védua rispusàda peniténsa rinuàda (vedova risposata penitenza rinnovata - Tirano)
A cumandà i è bun tücc (tutti sono capaci di comandare - Sacco, Valgerola)
L'è cink róop che l'ha da temè l'om: la giüğtizia di Dìo, al sasc pendéent al föch ardéent, l’acqua corénta e l’òm potéent (sono cinque cose che deve temere l'uomo: la giustizia di Dio, il sasso pendente, il fuoco ardente, l'acqua corrente e l'uomo potente - Villa di Tirano)
La roba par al corp porta dilet, ma l'om nu viv doma da pan sulet. La part pü nobla ch'è en al se dadent, voi armonia, ca fa i cor cuntent (ciò che serve al corpo porta diletto, ma l'uomo non vive di solo pane: la parte più nobile che è dentro di noi vuole armonia, che fa felice il cuore - Val Bregaglia)
Tre budan sa cuménza ai vedé, quatru budan 'na famiglia i fan
(tre piccoli si cominciano a notare, quattro fanno una famiglia - Poschiavo)



VITA DI UNA VOLTA

Nell'opera di Bassi, Ercole, “La Valtellina (Provincia di Sondrio)” (Milano, Tipografia degli Operai, 1890), leggiamo le seguenti notizie su alcune coltivazioni cerealicole e non nella Provincia di Sondrio sul finire dell'Ottocento:
La fraina o grano saraceno è pure un prodotto importante per la Valtellina, e fa stupore come alla Prefettura ora non se ne tenga conto cogli altri dati statistici. Essa si coltiva in quasi tutti i comuni della provincia, ma nella parte più elevata sostituisce completamente il granturco, il. frumento e la segale. La canape si coltiva pure generalmente, ma in piccola quantità per famiglia; il lino in pochi comuni; in Valle Malenco e a Bormio. L'orzo, il miglio e il panico specialmente nella bassa Valtellina, ove si consuma in minestra dai contadini. I legumi, le rape, le zucche, i cavoli, si coltivano generalmente, come si disse, nei campi di granturco, ed anche frammezzo alle viti, difficilmente da soli, e formano un prodotto non indifferente per i contadini, che ne consumano ogni giorno nella loro cucina. Belle, saporite e molto grosse sono le rape, massime in qualche località, come a Delebio. Rinomate sono le rape di Livigno per la loro squisitezza. Ivi se ne insaccano, e si disseccano per mangiarsi d'inverno.”

In Scuffi, Sergio (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca troviamo questa interessante scheda sulla lavorazione della vite a Samolaco:
Da noi viti se ne sono sempre lavorate. Bisogna subito precisare che le conoscenze ed i metodi di lavorazione erano ben lontani da quelli della vicina Valtellina, da tempo molto più avanzata in questo settore.
La viticoltura era una delle attività che componevano gli svariati impegni delle nostre famiglie, protese a fare il possibile per essere autosufficienti, ed i risultati, in questo come in altri campi, erano piuttosto modesti, soprattutto in relazione alla qualità del prodotto.
Quanto alla scelta dei vitigni, prevaleva la mericàna, perché individuata come pianta rustica, bisognosa dì cure minime e resistente all'attacco di diverse malattie: tuttavia il vinello che se ne ricavava (meri-cane!), per quanto gradevole al palato se bevuto fresco, specialmente ai crotti, era di gradazione alcolica molto bassa, soggetto a guastarsi ed inacidirsi facilmente.
I più volonterosi si industriavano quindi ad introdurre (anche attraverso innesti) numerose varietà, di cui alcune molto pregiate…. Purtroppo, però, le uve ottenute non venivano vinificate separatamente, ma versate in un unico tino, ottenendone quindi un prodotto di qualità mediocre, tanto più scadente e deperibile quanto maggiore era la percentuale di uva americana contenuta.
L'impianto della vigna, per la quale si sceglievano i pendii nelle immediate adiacenze degli abitati. era sostenuto da semplici muretti a secco…. Le piante venivano interrate lungo dai fossati… preventivamente scavati e purgati da tutto il pietrame, utilizzando anche dei grossi setacci…. Si piantavano poi, lungo ogni fossato, dei robusti sostegni in legno di castagno…, a qualche metro uno dall'altro, e vi si ponevano sopra dei grossi pali (pertegóon, sempre di castagno). A congiungere queste strutture, fra loro parallele, vi si sovrapponeva poi, trasversalmente, una serie di pali e di grossi fili di ferro zincato, lungo i quali si facevano correre, adeguatamente legati, i getti… delle viti: si era così formata la pèrgula. Per tenere unita tutta la struttura, si usavano prevalentemente legacci ricavati dai rami di salice (salésc), mentre rametti più piccoli (salescìn) servivano per assicurare le viti a questi supporti.
A fine inverno si procedeva alla potatura e successiva legatura… ai pali di sostegno…. Portate via tutte le ramaglie… che sarebbero poi finite nel fuoco, si procedeva a ripulire il prato sottostante col rastrello…, trascinando gli scarti ed il fogliame sopra la terra dei fossati; vi si aggiungeva una abbondante concimazione a base di letame, faticosamente trasportato sulle spalle dentro i sgéerl, contenitori in vimini intrecciati. A questo punto si vangava attorno alle piante, per tutta la lunghezza dei fossati, interrando il concime naturale.
Durante la primavera e l'estate si effettuavano diversi interventi a base di zolfo in polvere…, soffiato con una apposita macchina portata a spalla, e si facevano dei trattamenti contro la peronospora irrorando le foglie con la poltiglia bordolese, costituita da verderame disciolto nell'acqua…. Per chi possedeva vigne fuori mano, e lontane dai corsi d'acqua, ciò comportava dei faticosi trasporti sulle spalle, al punto che molti si organizzavano posizionando nei pressi delle vecchie botti, o altri contenitori di recupero, per immagazzinare l'acqua piovana, aiutandosi magari con delle lamiere o semplici canalizzazioni.
In determinati periodi si procedeva pure a levare un certo numero di foglie… per liberare i grappoli in formazione, consentendo loro di ricevere aria e sole, di svilupparsi adeguatamente e preservarsi da funghi o altri malanni. Altri rischi erano costituiti dalla grandine, che poteva abbattere al suolo in pochi minuti buona parte del raccolto.
Giunto il periodo della vendemmia… l'operazione impegnava per giorni tutta la famiglia, chi a cogliere l'uva (anche con scale sulle alte pergole), chi a pulirla dalle parti rovinate o dagli acini acerbi… chi a trasportarla nei tini con la brénta. A raccolto terminato, si procedeva alla pigiatura… regolarmente fatta con i piedi
.”

STORIA

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AMBIENTE

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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