SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it): SS. Silvano e Nereo, S. Gottardo, S. Porfirio prete, Ada, Floriano, Tiziano

SANTI PATRONI: S. Gottardo (Spriana)

PROVERBI

Mac sciüt, gran par tüc’ (grano asciutto, grano per tutti - Poschiavo)
Quant al ciòf al dì de l'Ascénsa per quaranta dì an sè minga sénza

(quando piove il giorno dell'Ascensione per quaranta giorni non siamo senza - Castione)
Se ‘l més de macc' al fa cinch dì de bun, sa pö amò dì che l’è stacc an galantùm
(se il mese di maggio fa cinque giorni di bel tempo, si può ancora dire che è stato galantuomo - Tirano)
A seminar lìn al prim de venerdì de macc o che l vegn tot lin o tot stopàcc
(a seminare lino il primo venerdì di maggio o viene tutto lino, o tutta stoppa)
Se'l fa désc dì de bel a màc’, l'é un greè mac’
(se fa dieci giorni di bel tempo a maggio, è un bel maggio - Sondalo)
Val püsé un amis che dés parént (vale di più un amico che dieci parenti)
L'essar ingrato nu è mai unur, gnì par ün povar om, gni par ün sciur
(essere ingrato non è mai un onore, né per un pover'uomo, né per un signore - Val Bregaglia)
A füria da picà int la testa, anca i plü teston gl'impàran
(a furia di sbatterci contro la testa anche i più testoni imparano - Poschiavo)

VITA DI UNA VOLTA

Nella “Guida escursionistica della Valchiavenna” (edizioni Rota, Chiavenna, 1986), leggiamo:
“In occasione del battesimo, la madrina del bambino che veniva battezzato per primo dopo la benedizione dell'acqua del sabato santo offriva un capretto vivo ornato di nastri rossi all'arciprete e regalava un fazzoletto ricamato per asciugare la testa del bambino.”

Da Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008:
"Fìca (fìchi) - sf. dispetto, scherzo: fa fìchi = fare dispetti | fach la fìca al bàu = far dispetto al diavolo (rimanda all’abilità di chi riesce a levare la buccia di una patata o di un frutto qualsiasi senza staccare il coltello e, principalmente, senza rompere la buccia stessa, in modo che, alla fine, la stessa, accostata adeguatamente, possa simulare il frutto intero, “ingannando il diavolo”)."

Maggio, tempo dei primi incontri propiziati dalla fragranza della primavera inoltrata, dei primi amori o degli amori innamorati, di promesse e fidanzamenti. Glicerio Longa, in "Usi e Costumi del Bormiese” (ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice), scrive, in proposito:
I due giovani, col permesso... dei genitori, han promessodi sposarsi, salvo... disgrazie. L'unico dono di fidanzamento è un marengo o uno scialle (Bormio).
Il giovanotto della Valfurva dà alla sua ragazza un pegnodella fedeltà della sua parola: il pegno consiste sempre in un fazzoletto da testa (panét rós o celèst) o in danaro (dalle cinque alle cento lire).
La fidanzata è tenuta a ritornare il pegno, raddoppiandolo, qualora ella mancasse alla fede giurata. Se il fidanzamento si rompe per volontà dell'uomo,questi e rimette il pegno e... il contratto è sciolto.
Il fidanzamento è tenuto rigorosamente nascosto, perché i giovanotti del paese — se appena riescono a venirein sentore di qualche cosa — congiungono, nel più profondodella notte, le case dei due innamorati, con una striscia di segatura di legno che vien tolta alle segherie (stornar al sternùm; i gh'én sternù 'l kernùm, sternere lo strame; hanno disteso per terralo strame agli amanti). Se il tragitto è vicino, la striscia ècontinua e piuttosto grossa; se lungo, è fatta a chiazze. Ai due capi vien fatto solitamente un mucchio di segatura, che sidirama e si innalza fino a coprire le scale esterne, i davanzali dellefinestre e tutti gli ingressi. Gli autori riescono sempre a farla francae chi ci rimette qualche cosa sono... il padrone della segheria e...gli innamorati che si vedono ormai scoperti da tutti e dovranno raddoppiar di prudenza!
A Cepina, dopo il fidanzamento, i due giovani usano tenere insieme un bambino a battesimo. Non si va mai — in mercoledì, né in venerdì — a trovare la morósa. Quando una ragazza fa bucato, se è bel tempo si dice che le vuol bene l'amante; se è brutto tempo vuol dire che la odia.
Anche a Livigno si usa dare un pegno, in danaro, alla fidanzata (dér la kapàra). Un rivale si attende, la notte, e si butta giù in un abbeveratojo a mogliér!
Ir a tramàz, a tràglia, a mignót, a màta, a morósa: ecco altrettante frasi livignasche che significano tutte "fare all'amore”!…
Durante il tempo che precede il matrimonio il giovane bormino usa dare alla fidanzata, di tanto in tanto, un regalo: orologio, catenella, orecchini, fermagli, scialletti, eccetera. La giovane però non dà nulla di nulla e non prepara pel fidanzato altro che la camicia per il dì dello sposalizio.
Per sé prepara un po' di corredo: alcune camicie, alcune paja di mutande ed abiti che le servano per tre o quattr'anni. La sposa, di solito, non porta in dote nulla fuorché i suoi abiti personali.
In Valfurva il corredo nuziale della sposa è a carico dell'uomo, che acquista anche qualche capo di vestiario ai membri della famiglia della sposa (la quale fa altrettanto per quelli dello sposo), capo di vestiario che viene indossato il giorno delle nozze.
Nel giorno della prima pubblicazione in chiesa (dir ó in géfa), i due promessi, in compagnia di qualche amico oparente, girano al largo per non... arrossire e si recano apassare la giornata sui monti. I forbaschi hanno unbizzarro modo di dire per significare che hanno pubblicato dal pulpito: i èn sklapà la kràpa, sci própi!, il che, tradotto letteralmente, vorrebbe dire: hanno spaccato la testa fidanzati, sì proprio!”

Nel bel volume di Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina" (Jaca Book, 1982), si legge questa testimonianza relativa alla frazione di Marveggia (Torre S. Maria, Valmalenco):
Le feste religiose erano tutte partecipate: la festa principale era il 4 maggio: S. Gottardo, il patrono della chiesa, si facevano festoni. Quelli dei nostri che erano un po' lontani venivano sempre per il S. Gottardo. La chiesa era tutta addobbata. Si faceva la lotteria sulla piazza con l'aiuto del prete, della maestra.
Le ragazze delle famiglie che noi conoscevamo come brave ragazze andavano in giro a Sondrio per farsi dare roba, perché qui ce n'era poca.
Il giorno di S. Gottardo si faceva una mostra dei regali, poi si comperavano i biglietti, era fatto tutto dalle maestre, io ero la principale, ma lo facevo volentieri.
C'erano due o tre messe, veniva un predicatore di fuori, si faceva la processione intorno alle case. Si portava il S. Gottardo e tutti gli stendardi, le ragazze e le donne andavano in processione col velo, col tulle. Le donne sposate col fazzoletto bianco speciale, il grembiule nuovo della festa, il foulard al collo in seta o in lana: si mettevano i panni migliori. Quella era la divisa delle donne in processione. Si portava la statua del S. Gottardo in giro, davano la benedizione con la statua davanti alla chiesa e poi la cerimonia era finita. Tutta la gente andava, venivano da tutte le frazioni.”

Da "Lombardia" (nella collezione almanacchi regionali diretta da R. Almagià), Paravia, Milano, Torino, Firenze, Roma, 1925:

STORIA
-

AMBIENTE

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I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

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PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

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