SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it): S. Martino, S. Silvia, Giusto

PROVERBI

I pòr mòrt i protégen el bes-ciàm kontra ogni malànn
(i poveri morti proteggono le bestie contro ogni malanno - Valfurva)
Cùra ta ‘ndée ta tùrnat pü ‘ndrée (quando muori, non torni più indietro - Tirano)
I dulú de vedov i è cume qui de gumbet: fòrt al mument e pöpòch u niént
(i dolori del vedovo sono come quelli del gomito, forti al momento, e poi poco o niente - Morbegno)
Per vif san e sc’campà vècc al ghe völ tre robba: tanta pappa, poca pippa e niente pèppa (per vivere sani fino alla vecchiaia ci vogliono tre cose: tanto cibo, poco tabacco e nessuna donna - Montagna in Valtellina)
A strasà de giùan, sa vée a patì de vècc (chi sciupa da giovane, soffre da vecchio - Tirano)
L’amùur al tira brütti šchéerz (l'amore fa brutti scherzi - Villa di Chiavenna)
A parlà pòch se sbaglia mai (a parlare poco non si sbaglia mai)
Sa inciö è bel temp, sci nu spaciär duman ca la furtüna nu't füdg or di man
(se oggi è bel tempo, non aspettare domani, perché la fortuna non ti sfugga dalle mani - Val Bregaglia)
Chi a 15 ann nu ga n'ha, a 30 nu l'e da s'an speità
(da chi a 15 anni non ha senno, non lo si può aspettare a 30 anni - Poschiavo)
Budan mucanùs, giùan meravigliùs (piccolo con il muco, giovane meraviglioso - Poschiavo)



VITA DI UNA VOLTA

Da Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008:
"Màrna (màrni) - sf. cassone in legno.
Contenitore di legno rettangolare lungo solitamente più di un metro e profondo circa 30 cm, con le sponde inclinate verso l’esterno (come una culla), la màrna veniva portata di casa in casa dal norcino che macellava il maiale delle varie famiglie; in essa era posta la carne tritata e impastata con i vari ingredienti per fare salsicce e salami. Di dimensioni più piccole era usato anche durante la lavorazione del formaggio."

Tullio Urangia Tazzoli, ne "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari” (Anonima Bolis Bergamo, 1935), scrive:
Rientriamo con l'anima popolare nella concezione della morte e degli spiriti nel mondo dell'oltre tomba cristiano. Non vi è bisogno di un grande sforzo psicologico per comprendere come in realtà il culto pei morti sia, in una misura più o meno accentuata e più o meno larvata, determinato da due sentimenti: la paura e l'egoismo. Le affettuose ed anche paurose credenze sui morti accentuano questi due sentimenti nell'anima bormiese giacchè rientrano nella psicologia di un popolo già preparato ed ambientato alle credenze più superstiziose. Oltre all'amarlo il montanaro, sopratutto, teme i morti come tutto ciò che fa parte di un mondo che sfugge alla sua percezione sensibile, il "mondo dell'al di là„ di cui non comprende nè l'essenza nè l'estensione. Solo egli sa, perché la religione glielo insegna, di una esistenza di premio o di castigo dopo morto a seconda delle azioni che esso ha compiuto in vita. I morti suoi, i pór mórt ‑ i  kàr mórt, serviranno ad aiutarlo ed in questa vita e nel momento del trapasso. Così, in fondo, nel culto dei morti ivi è un senso di egoismo personale e di attaccamento alla vita.
A Bormio si dice: un De Profundis ai por mórt perchè i me giùten ! In Valfurva: kàr mort ejdé dum (aiutatici). A Livigno: Se i m'ésan bricia (il brisa bolognese) ejdé i bon mort....
Tali ed altre espressioni consimili nelle vallate bormine rivelano l'aiuto richiesto ai trapassati: aiuto richiesto non pei soli cristiani ma anche pel bestiame il quale, coi figli, e forse più di essi, è necessario al montanaro per la sua modesta e rude esistenza. La paura del "mondo dell'al di là„ pieno di mistero conduce i più a fuggire i cimiteri specie se si è soli e di notte, vecchie paure comuni ovunque ma quassù forse più sentite. È ancora vivo in Bormio (quando il cimitero era raccolto intorno alla chiesa arcipretale dei S.S. Gervasio e Protasio) la scommessa, vecchio motivo che si ritrova ovunque, di una giovane di piantare il fuso che si impigliò alle vesti per cui la misera fu presa da tale terrore, strémizi, che morì di colpo, de mort séka.
Anche la supposizione di rivedere dei morti redivivi nelle anime semplici e timorate incute quassù molto spavento. Si racconta di una strana processione (tradizione ripetuta dai vecchi in altri tempi) che presso l'antichissima Chiesa di S. Gallo (già parrocchiale di Premadio in Valdidentro ove esisteva un convento) "una strana processione di morti passava, salmodiando, dalla vecchia chiesa alla grande Croce che allora sorgeva presso la frazione di Molina Valdidentro. Si trattava di spiriti puri e felici giacche vestiti tutti di bianco mentre i dannati vestono un colore rosso cupo... „. Ora è naturale che nel popolo sono i morti in pena, quelli cioè più o meno colpevoli più o meno puniti ed in espiazione della Divina Giustizia, che possono assumere atteggiamenti o forme paurose nell' ingenua e superstiziosa anima popolare, (i dannati sono appunto vestiti in rosso cupo) e, logicamente, sono codesti morti i più bisognosi della preghiera dei vivi. Queste anime possono essere tranquille e quasi serene nella loro espiazione come "i pallidi morti che in processione risalivano la Valdisotto da Tola a Cepina nelle notti fonde„. Secondo la popolare leggenda di Valdisotto quegli spiriti erano in espiazione giacché, salmodiando, tenevano ognuno una candela accesa prescritta dal rito funebre per la eterna salvezza. Una volta una vecchia trovavasi su quella strada e fu pregata da uno di quegli spiriti di accendergli la candela spentasi improvvisamente per influenza di uno spirito maligno! La donna non fu pronta ad accendere la candela, il corteo passò, la donna non ebbe più pace. Ma il più vecchio del paese, che sapeva di molte arcane cose, le suggerì di attendere un'altra notte la processione degli spiriti con un gatto nero innanzi e la candela accesa nella destra. Così nella notte seguente la pia donna nello stesso punto poté consegnare al suo morto la candela e liberarlo dalla lunga e pesante catena che gli era stata avvinta al piede come punizione della sua trascuratezza!”

STORIA
-

AMBIENTE

[Torna ad inizio pagina]

© 2003 - 2017 Massimo Dei Cas | Template design by Andreas Viklund | Best hosted at www.svenskadomaner.se

I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

[Torna in testa alla pagina]

PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

[Torna in testa alla pagina]

La riproduzione della pagina o di sue parti è consentita previa indicazione della fonte e dell'autore
(Massimo Dei Cas, www.paesidivaltellina.it)