SANTI (clicca qui per aprire la pagina relativa a questo giorno dal sito www.santiebeati.it): S. Teresa del Bambin Gesù

PROVERBI

Chi che nas de utùra iè matt de tütt’i ura (chi nasce in ottobre è sempre matto - Montagna in Valtellina)
A la sira ‘l canta ‘l luch, a la dimà ghe pia negút (alla sera canta l’allocco, alla mattina non c’è più nulla)
La gatta malfidénta quel che la fa la pensa (la gatta malfidente quel che fa pensa - Montagna in Valtellina)
A fas agnèl al lüf ta fa la pèl (a chi si fa agnello il lupo fa la pelle - Tirano)
`N brùta notizia l'è sémpre véra (una brutta notizia è sempre vera - Sacco, Valgerola)
An tüti i ròbi gh’è ‘l so bée e ‘l so mal (in tutte le cose c'è un aspetto positivo e negativo - Tirano)
Quand le pien el porcèll se pò travacà anca el sidèll
(quando il maiale è pieno, si può rovesciare anche il sechiello - Sacco, Valgerola)
Chi va a spuus trùa ‘l murùs (chi va ad un matrimonio trova il fidanzato)
'l Signur l’è andà 'n ciél, ma i rimedi i ha lasà 'n tèra
(il Signore è salito al cielo, ma i rimedi li ha lasciati sulla terra)
L’è mèi en rat en buca al gat che ‘n cristiàn en màa a l’aucàt
(è meglio un ratto in bocca ad un gatto che un cristiano in mano ad un avvocato - Rogolo)
A chi ga plas li beli e a chi li brüti, inscì li fèmi li sa marìdan tüti
(a chi piacciono belle e a chi brutte, così le donne si sposano tutte - Poschiavo)
La fèma chi mena l'anca, o l'è üna da quili, o poch ga manca
(una donna che ancheggia o è una poco di buono o poco ci manca - Poschiavo)
Guardat da li saeti, dai tron e da li fèmi chi va par om
(guardati da saette, tuoni e donne che corron dietro agli uomini - Poschiavo)



VITA DI UNA VOLTA

Nel calendario contadino ottobre era il mese in cui tutte le bestie scendevano al piano. Si raccoglievano castagne e rape. Si vendemmiava.
Nell'opera di Bassi, Ercole, “La Valtellina (Provincia di Sondrio)” (Milano, Tipografia degli Operai, 1890), leggiamo le seguenti notizie sulla situazione delle selve (castagneti) nella Provincia di Sondrio sul finire dell'Ottocento:
Viene poi il castagno, le cui selve si innalzano sino ad 800 e 900 metri sul livello del mare, e il cui prodotto fornisce un alimento importante pel contadino. Quantunque in Valtellina vi sieno castagne o marroni assai saporiti, questa pianta è lasciata quasi senza cura, meno l'innesto. Si fa eccezione del comune di Castello dell'Acqua, e della plaga vicina ove il castagno costituisce uno dei principali redditi.
Là il castagno è irrigato e concimato: non lo si priva per lo meno del prezioso concime delle sue spoglie, foglie e ricci, come nelle altre parti della valle si usa. È degno di nota il sistema invalso pel raccolto di questo frutto. Ogni castagneto è ben delimitato con muretti o siepi. Ogni possessore raccoglie le castagne cadute entro i confini del proprio fondo, da qualunque albero siano cadute. L'epoca del raccolto è fissato dal municipio, sentito il parere dei principali possidenti ed è soggetto a penalità colui che incominciasse prima. Questa regola non soffre eccezione che nel caso di minaccia di neve. Allora si dà mano alle campane come all'imminenza di un disastro e tutti si affrettano al raccolto.
Là non si usa il barbaro sistema di bacchiare gli alberi, ma si attende a raccogliere le castagne quando mature sono cadute.

Da "Lombardia" (nella collezione almanacchi regionali diretta da R. Almagià), Paravia, Milano, Torino, Firenze, Roma, 1925:

STORIA

Mello fu teatro, durante la seconda guerra mondiale, di uno dei più cruenti scontri fra nuclei della resistenza partigiana e forze fasciste, passato alla storia, appunto, come battaglia di Mello o battaglia di S. Antonio. I reparti fascisti, per disperdere le formazioni partigiane che formavano la Prima Divisione Garibaldi, appostate nella zona di Mello, decisero un'azione militare, che scattò alle otto di mattina della domenica del primo ottobre 1944: un'ottantina di uomini da Morbegno, attraversato il ponte di Ganda passando per S. Croce, salirono verso Mello, con il probabile intento di raggiungere Poira, sede del Comando di Brigata. I partigiani non furono colti di sorpresa, avendo avuto notizia dell'azione grazie ad una soffiata (un drappo colorato apposto ad una finestra a Morbegno), e tentarono di bloccare la colonna operando un'imboscata prima che raggiungesse il paese, senza però riuscirci. La colonna, giunta a Mello, diede fuoco a diverse case; alcuni militi piazzarono una mitragliatrice sul campanile della chiesa di S. Giovanni di Bioggio, per tenere sotto tiro i reparti partigiani. Altri 140 fascisti si aggiunsero agli 80 salendo da Cino e Cercino, ed aggirarono i reparti partigiani salendo ai prati di Aragno.

Verso mezzogiorno la battaglia divampò in tutti i settori. I reparti partigiani erano sempre più inferiori per numero di uomini ed armi, dal momento che nuove forze fasciste affluivano dal fondovalle, e cercavano di resistere dividendosi in gruppetti di 10-15 unità e sfruttando la tattica della mobilità. Gli scontri, che ebbero come baricentro il tempietto di S. Antonio, sull'attuale pista che congiunge Mello a S. Giovanni di Bioggio, investirono anche dell'abitato di Mello. Alle 20 i fascisti decisero di ritirarsi, dopo aver comunque portato a termine la distruzione e l'incendio di molte case. I partigiani,  lasciati i morti nel cimitero di Mello ripiegarono verso Poira. Si chiuse così la tragica giornata della battaglia di Mello, alla quale parteciparono, tra gli altri, i partigiani Giulio Spini della XL Brigata Matteotti, Renzo Cariboni (Tarzan), Giuseppe Giumelli (Camillo); Ortensio Camero, Rinaldo Soldati, Lino Pellegatta, Giacomo Camero,  Angelo Barcaiolo, Felice Pedranzini, Angelo Bigiolli, Renzo carboni. I partigiani caduti durante la battaglia nella quale morirono anche più di 40 militi fascisti) sono commemorati in una lapide presso la Chiesetta di S. Antonio (sulla pista che congiunge il centro di Mello al poggio della chiesa di S. Giovanni di Bioggio): Grandi Enrico (Orfeo), Ronconi Renato (Nato), Iori Enrico (Nino), Ortolani Arcangelo (Iazio), Fornè Annuzio (Guerra), Croce Pierino (Rino), Alberti Rocco, Braccesco Vittorio, Contessa Lorenzo, Scamoni Achille, Salivari Ventura, Baraiolo Abbondio, Ghislanzoni Franco (Athos), Pedranzini Felice, Salvetti Isidoro (Carnera), Panera Pietro, Masotta Bruno, Della Nave Igino, Tarabini Dino e Gaggini Tersilio. A fine novembre un secondo rastrellamento delle forze fasciste costrinse, però, i partigiani a lasciare anche il presidio di Poira ed a varcare il confine per rifugiarsi in territorio Svizzero.

AMBIENTE

 

© 2003 - 2017 Massimo Dei Cas | Template design by Andreas Viklund | Best hosted at www.svenskadomaner.se

I PROVERBI SONO IN GRAN PARTE TRATTI DAI SEGUENTI TESTI:

Gaggi, Silvio, "Il volgar eloquio - dialetto malenco", Tipografia Bettini, Sondrio, 2011
Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996)
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003
Pier Antonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996
Pier Antonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999
Pier Antonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Pier Antonio Castellani, "Detti e citazioni della Valdidentro", I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Luigi Godenzi e don Reto Crameri, "Proverbi, modi di dire, filastrocche raccolti a Poschiavo, in particolare nelle sue frazioni", con la collaborazione di alcune classi delle Scuole di Avviamento Pratico, Tip. Menghini, Poschiavo (CH), 1987
Lina Lombardini Rini, "Favole e racconti in dialetto di Valtellina", Edizioni Sandron, Palermo-Roma, 1926
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)


Utilissima anche la consultazione di Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001

[Torna in testa alla pagina]

PRINCIPALI TESTI CONSULTATI:

Laura Valsecchi Pontiggia, “Proverbi di Valtellina e Valchiavenna”, Bissoni editore, Sondrio, 1969
Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino" (Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca comunale di Grosio)
Dott. Omero Franceschi, prof.ssa Giuseppina Lombardini, "Costumi e proverbi valtellinesi", Ristampa per l'Archivio del Centro di Studi Alpini di Isolaccia Valdidentro, 2002
Tullio Urangia Tazzoli, "La contea di Bormio – Vol. III – Le tradizioni popolari”, Anonima Bolis Bergamo, 1935;
AA.VV. "A Cà Nossa ai le cünta inscì", a cura della Biblioteca Comunale di Montagna in Valtellina, Piccolo Vocabolario del dialetto di Montagna con detti, proverbi, filastrocche e preghiere di una volta (1993-1996);
Giuseppina Lombardini, “Leggende e tradizioni valtellinesi”, Sondrio, ed. Mevio Washington, 1925;
Lina Rini Lombardini, “In Valtellina - Colori di leggende e tradizioni”, Sondrio, Ramponi, 1950;
Glicerio Longa, "Usi e Costumi del Bormiese”, ed. "Magnifica Terra", Sondrio, Soc. Tipo-litografica Valtellinese 1912, ristampa integrale nel 1967 a Bormio e II ristampa nel 1998 a Bormio a cura di Alpinia Editrice;
Glicerio Longa, "Vocabolario Bormino”, Perugia, Unione Tipografica Cooperativa, 1913;
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – La nascita e l'infanzia” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2000);
Marcello Canclini “Raccolta di tradizioni popolari di Bormio, Valdisotto, Valfurva, Valdidentro e Livigno – Il ciclo della vita – Fidanzamento e matrimonio” (Centro Studi Storici Alta Valtellina, 2004);
Luigi De Bernardi, "Almanacco valtellinese e valchiavennasco", II, Sondrio, 1991;
Giuseppe Napoleone Besta, "Bozzetti Valtellinesi", Bonazzi, Tirano, 1878;
Ercole Bassi, “La Valtellina (Provincia di Sondrio) ”, Milano, Tipografia degli Operai, 1890;
"Ardenno- Strade e contrade", a cura della cooperativa "L'Involt" di Sondrio;
"Castione - Un paese di Valtellina", edito a cura della Biblioteca Comunale di Castione, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Sondrio;
don Domenico Songini, “Storie di Traona – terra buona”, vol. II, Bettini Sondrio, 2004;
don Domenico Songini, “Storia e... storie di Traona – terra buona”, vol. I, Bettini Sondrio, 2001;
Scuola primaria di Sirta: calendari 1986 e 1991 (a cura dell'insegnante Liberale Libera);
Luisa Moraschinelli, “Uita d'Abriga cüntada an dal so dialet (agn '40)”;
Giovanni Bianchini e Remo Bracchi, "“Dizionario etimologico dei dialetti della Val di Tartano”, Fondazione Pro Valtellina, IDEVV, 2003;
Rosa Gusmeroli, "Le mie care Selve";
Cirillo Ruffoni, "Ai confini del cielo - la mia infanzia a Gerola", Tipografia Bettini, Sondrio, 2003;
Cirillo Ruffoni, "Chi va e chi resta - Romanzo storico ambientato in bassa Valtellina nel secolo XV", Tipografia Bettini, Sondrio, 2000;
Cirillo Ruffoni, "In nomine Domini - Vita e memorie di un comune della Valtellina nel Trecento", Tipografia Bettini, Sondrio, 1998;
Mario Songini (Diga), "La Val Masino e la sua gente - storia, cronaca e altro", Comune di Val Masino, 2006;
Tarcisio Della Ferrera, "Una volta", Edizione Pro-Loco Comune di Chiuro, 1982;
"Parla 'me ta mànget - detti, proverbi e curiosità della tradizione comasca, lecchese e valtellinese", edito da La Provincia, 2003;
Massimiliano Gianotti, "Proverbi dialettali di Valtellina e Valchiavenna", Sondrio, 2001;
Associazione Archivio della Memoria di Ponte in Valtellina, "La memoria della cura, la cura della memoria", Alpinia editrice, 2007;
Luisa Moraschinelli, "Come si viveva nei paesi di Valtellina negli anni '40 - l'Aprica", Alpinia editrice, 2000;
Aurelio Benetti, Dario Benetti, Angelo Dell'Oca, Diego Zoia, "Uomini delle Alpi - Contadini e pastori in Valtellina", Jaca Book, 1982;
Patrizio Del Nero, “Albaredo e la via di San Marco – Storia di una comunità alpina”, Editour, 2001;
Amleto Del Giorgio, "Samolaco ieri e oggi", Chiavenna, 1965;
Ines Busnarda Luzzi, "Case di sassi", II, L'officina del Libro, Sondrio, 1994;
aa.vv. “Mondo popolare in Lombardia – Sondrio e il suo territorio” (Silvana editoriale, 1995) Pierantonio Castellani, “Cento proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1996 Pierantonio Castellani, “Cento nuovi proverbi, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 1999 Pierantonio Castellani, “Cento altri, detti e citazioni di Livigno” I Libri del Cervo, Sondrio, 2000
Cici Bonazzi, “Detti, proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese”, ed. Museo Etnografico Tiranese, Tirano, 2000
Luisa Moraschinelli, "Dizionario del dialetto di Aprica", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Tarcisio Della Ferrera, Leonardo Della Ferrera (a cura di), "Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto", Comune di Chiuro ed IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2008 (cfr. anche www.dialettochiuro.org)
Giovanni Giorgetta, Stefano Ghiggi (con profilo del dialetto di Remo Bracchi), "Vocabolario del Dialetto di Villa di Chiavenna", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2010
Luigi Berti, Elisa Branchi (con contributo di Remo Bracchi), "Dizionario tellino", IDEVV (Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca"), Sondrio, 2003
Pietro Ligari, “Ragionamenti d’agricoltura” (1752), Banca Popolare di Sondrio, Sondrio, 1988
Saveria Masa, “Libro dei miracoli della Madonna di Tirano”, edito a cura dell’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano” (Società Storica Valtellinese, Sondrio, 2004)
Sergio Scuffi (a cura di), "Nü’n cuštümàva – Vocabolario dialettale di Samolaco", edito nel 2005 dall’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco e dall’Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca. Giacomo Maurizio, "La Val Bargaia", II parte, in "Clavenna" (Bollettino della Società Storica Valchiavennasca), 1970 Gabriele Antonioli e Remo Bracchi, "Dizionario etimologico grosino", Sondrio, 1995, edito a cura della Biblioteca Comunale di Grosio.
Silvana Foppoli Carnevali, Dario Cossi ed altri, “Lingua e cultura del comune di Sondalo” (edito a cura della Biblioteca Comunale di Sondalo)
Serafino Vaninetti, "Sacco - Storia e origini dei personaggi e loro vicissitudini degli usi e costumi nell'Evo", Edizioni Museo Vanseraf Mulino del Dosso, Valgerola, 2003
Sito www.fraciscio.it, dedicato a Fraciscio
Sito www.prolocodipedesina.it, dedicato a Pedesina
Massara, Giuseppe Filippo, "Prodromo della flora valtellinese", Sondrio, Della Cagnoletta, 1834 (ristampa anastatica Arnaldo Forni Editore)
Galli Valerio, Bruno, "Materiali per la fauna dei vertebrati valtellinesi", Sondrio, stab. tipografico "Quadrio", 1890

[Torna in testa alla pagina]

La riproduzione della pagina o di sue parti è consentita previa indicazione della fonte e dell'autore
(Massimo Dei Cas, www.paesidivaltellina.it)