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Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Provinciale della Val Gerola-Lago di Dossa-Arighetti-Bagni dell'Orso-Provinciale della Val Gerola
4 h e 30 min.
750
E
SINTESI. Lasciata la ss 38 dello Stelvio alla prima rotonda all'ingresso di Morbegno (per chi proviene da Milano), prendiamo a destra e ad una successiva rotonda ancora a destra. Superato il torrente Bitto su un ponte, imbocchiamo la vicina provinciale della Val Gerola, salendo per un lungo tratto a destra e parcheggiamo allo slargo subito dopo il primo tornante sx (m. 468). Ci incamminiamo attraversando la strada ed imboccando la stradina che se ne stacca a destra (indicazione per Lago di Dossa). Superiamo su un ponte il Rio Cosio (Fiöm de Cöss), poi, ad una coppia di tornanti sx-dx, un secondo e, prima di raggiungere il ripiano (una conca che ospitava un lago oggi estinto) del Lago di Dossa, passiamo per un ponticello che scavalca un terzo corso d'acqua: qui lasciamo la strada per imboccare un mulattiera che, alla nostra sinistra, comincia a salire in una selva di castagni, verso destra, in direzione ovest-sud-ovest. Ignoriamo alcune deviazioni e ci teniamo sulla mulattiera principale, che ci porta ai prati della Malanotte (m. 709), nome poco augurale per una località quasi nascosta e malinconica. Proseguiamo, poi, seguendo la medesima direttrice, fino ad intercettare una pista sterrata che dalla parte alta della località Arighetti scende alle baite più basse. Seguendo la sterrata, che volge a sinistra (sud-est), il maggengo, posto ad 830 metri di quota. Lasciate alle spalle le ultime baite, un tratto in discesa ci porta ad intercettare la strada che da Canleggia e Piantina sale ai Bagni dell’Orso. La seguiamo salendo. Guardando a monte, vedremo la partenza di una mulattiera che sale per via più diretta fra i castagni prima, in una pecceta poi: seguendola tagliamo più volte la strada, il cui fondo diventa sterrato e raggiungiamo la piazzola con l'edicola del Parco delle Orobie Valtellinesi, appena sotto il Doss del Tiun (m. 1155), attrezzato come area di sosta. La pista si restringe ed usciamo all'aperto. Passiamo a sinistra di un singolare edificio e, ignorata la deviazione a destra per Masonaccia ed Erdona, passiamo appena a monte di alla pozza dei Bagni dellOrso (m. 1206).


Pozza ai Bagni dell'Orso

Sul versante orobico a monte di Regoledo di Cosio, ai piedi del Dosso dei Galli, fra le valli del Rio Cosio, ad est, e del Rio Piagno, ad ovest, si stende un'ampia fascia di prati, chiamata localmente “Munt del Taià” e sulle carte Alpe Tagliata. La parte inferiore di questa fascia, laddove comincia la pecceta, è chiamata “Bagni dell'Orso” (Bagn de L'Urs, m. 1160), con evidente memoria al tempo in cui di orsi in questi boschi ne giravano parecchi (così fino alla fine dell'Ottocento, quando la caccia sistematica li sterminò; ora qualche raro esemplare si riaffaccia alla Valtellina, con ampia risonanza mediatica). Del resto, non molto lontano da qui, la mulattiera che sale in Val Lésina fu scenario di un epico scontro fra un toro ed un orso, in un tratto esposto sopra un dirupo: pare che il toro abbia infilzato l'orso, schiacciandolo contro la parete e sia rimasto così immobile, per tenercelo inchiodato. L'orso morì, ma anche il toro rimase immobile fino alla morte. Meno chiaro il riferimento ai Bagni, che forse si spiega con la presenza di una pozza.


Malanotte

Ai Bagni dell'Orso possiamo salire in automobile, previo acquisto di pass giornaliero. Lasciata la ss 38 dello Stelvio alla prima rotonda all'ingresso di Morbegno (per chi proviene da Milano), prendiamo a destra e ad una successiva rotonda ancora a destra. Superato il torrente Bitto su un ponte, raggiungiamo piazza Cappuccini dove alla pasticceria Dolce Forno (o al bar alla rotonda di Regoledo) possiamo acquistare il pass. Imbocchiamo quindi la vicina provinciale della Val Gerola, salendo per un lungo tratto a destra. Dopo il primo tornante sx, saliamo ancora per qualche centinaia di metri, fino a trovare, a destra, la partenza della stradina che dalla località Canleggia sale ai Bagni dell'Orso (che raggiungiamo dopo 6,3 km da Canleggia), passando per Piantina.
Se vogliamo invece salire a piedi, possiamo procedere così. Imboccata in automobile la provinciale della Val Gerola, parcheggiamo allo slargo subito dopo il primo tornante sx (m. 468). Ci incamminiamo attraversando la strada ed imboccando la stradina che se ne stacca a destra (indicazione per Lago di Dossa). Superiamo su un ponte il Rio Cosio (Fiöm de Cöss), poi, ad una coppia di tornanti sx-dx, un secondo e, prima di raggiungere il ripiano (una conca che ospitava un lago oggi estinto) del Lago di Dossa, passiamo per un ponticello che scavalca un terzo corso d'acqua: qui lasciamo la strada per imboccare un mulattiera che, alla nostra sinistra, comincia a salire in una selva di castagni, verso destra, in direzione ovest-sud-ovest.


Arighetti

Ignoriamo alcune deviazioni e ci teniamo sulla mulattiera principale, che ci porta ai prati della Malanotte (m. 709), nome poco augurale per una località quasi nascosta e malinconica. Proseguiamo, poi, seguendo la medesima direttrice, fino ad intercettare una pista sterrata che dalla parte alta della località Arighetti scende alle baite più basse. Seguendo la sterrata, che volge a sinistra (sud-est), attraversiamo la località, uno splendido maggengo, luminoso e ridente, posto ad 830 metri di quota. Lasciate alle spalle le ultime baite, ci attende un breve tratto in discesa, che ci porta ad intercettare la strada che da Canleggia e Piantina sale ai Bagni dell’Orso.
La seguiamo salendo. Guardando a monte, vedremo la partenza di una mulattiera che sale per via più diretta fra i castagni prima, in una pecceta poi: seguendola tagliamo più volte la strada, il cui fondo diventa sterrato e raggiungiamo ila piazzola con l'edicola del Parco delle Orobie Valtellinesi, appena sotto il Doss del Tiun (m. 1155), un modesto poggio boscoso (tiùn è voce dialettale che significa pino silvestre) attrezzato come area di sosta. La pista si restringe ed usciamo all'aperto.


Pozza ai Bagni dell'Orso

Passiamo a sinistra di un singolare edificio e, ignorata la deviazione a destra per Masonaccia ed Erdona, passiamo appena a monte della pozza dei Bagni dell'Orso (m. 1206); poco più in basso, alla nostra sinistra, c'è il Baitùn (m. 1170). Da qui, guardando verso nord, dominiamo la Costiera dei Cech, mentre a sinistra fa capolino solo la sezione più orientale del Gruppo del Masino, con il monte Disgrazia ed i Corni Bruciati. La pista sterrata prosegue risalendo l'intera alpe Tagliata, la fascia di alpeggi che si apre luminosa sopra di noi, fino ad una quota di quasi 1600 metri. Con pochi ultimi sforzi proseguiamo sulla pista fino al tornante sx. Sul lato della pista si trova la baita chiamata “Mascarpéra”, con l'evidente riferimento alla produzione della mascarpa. Procedendo poco oltre la baita, verso ovest, lo sguardo raggiunge la bassa Valtellina e le Lepontine.
Dai Bagni dell'Orso, seguendo la pista fino al suo termine, si può salire all'alpe Piazza ed all'omonimo bivacco Alpe Piazza, oppure traversare, per la pista sopra citata, alla Masonaccia e ad Erdona per poi scendere ad Andalo, o, infine, salire per un tratto sulla pista, fino a quota 1490, ed imboccare il sentiero che traversa ad est la Valle del Rio Cosio, immettendosi quasi al centro della valle in una pista sterrata che termina alle Tagliate a monte di Sacco.


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Il ritorno può ripercorrere i passi della salita oppure seguire la carozzabile che scende fino a Canleggia, passando per diverse località, fra cui Piantina (m. 879), appena prima del Rio Cosio, dove troviamo una chiesetta. A Canleggia ci immettiamo sulla provinciale della Val Gerola, percorrendola in discesa verso sinistra, fino al tornante dove recuperiamo l'automobile, chiudendo un anello che richiede circa 4 ore e mezza di cammino (il dislivello approssimativo in salita è di 750 metri).


Piantina

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