CARTA DEI PERCORSI - GALLERIA DI IMMAGINI - ALTRE ESCURSIONI A TORRE DI S. MARIA

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La Val Torreggio (Val del Turéc') dal sentiero Bosio-Piasci

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Ciappanico-Alpi Son, Acquabianca, Serra ed Airale-Rif. Bosio
6 h
1110
E
SINTESI. A Torre di S. Maria passiamo a sinistra della chiesa parrocchiale di S. Maria e proseguiamo a destra, attraversando, su un ponte, il torrente Torreggio; ignorata una successiva deviazione a destra saliamo, con qualche tornante, il primo tratto del fianco settentrionale della bassa Val Torreggio (Val del Turéc'). Raggiunta Ciappanico, che si trova a 2,7 km da Torre, possiamo proseguire, per un tratto, su una pista sterrata, che si stacca, sulla sinistra, dall’ultimo tratto della strada asfaltata e porta, in breve, ad una piazzola, dove parcheggiamo l’automobile. Da Ciappanico alta ci incamminiamo verso ovest (segnavia rosso-bianco-rossi), cominciando a salire in direzione dell’alpe Son e tagliando, in diversi punti, la pista sterrata, che prosegue fino alla medesima alpe. Raggiunta la parte alta dei prati dell'alpe Son (m. 1385) proseguiamo verso ovest (ignoriamo la deviazione a sinistra che sale ai Piasci) fino a raggiungere i prati dell’alpe Acquabianca, a 1563 metri. Anche qui portiamoci, seguendo l’indicazione per la Bosio segnata su un grande masso, alla parte alta, di sinistra, dell’alpe, dove, con un primo tratto un po’ nascosto dalla vegetazione, il sentiero riprende, assumendo la direzione nord ed inerpicandosi, dopo aver attraversato una radura, in un bellissimo bosco di conifere. Alla fine della salita si congiunge con il sentiero (ora pista agro-silvo-pastorale) che, dal pianoro dell’alpe Lago di Chiesa, si inoltra in Val Torreggio (Val del Turéc'). Percorrendo il sentiero verso sinistra passiamo leggermente a monte dell’alpe Serra (m. 1927), usciamo dal bosco, giungendo in vista dei Corni Bruciati, che chiudono la valle ad ovest, attraversiamo i prati dell’alpe Airale (m. 2097) ed infine, attraversato il Torreggio sul nuovo ponte in legno costruito nel 2000 dai cacciatori, raggiungiamo il rifugio Bosio-Galli (m. 2097). Il ritorno sfrutta il sentiero Bosio-Piasci (Alta Via della Valmalenco, triangoli gialli) che procede in direzione est, sul lato destro della valle, nel primo tratto a ridosso del torrente Torreggio. Superato un corridoio, scende all'alpe Palù (m. 1971), si porta sul lato opposto, supera una macchia di pini mughi e larici ed un'ampia radura, supera un ponticello in legno e procede fra macchie e brevi radure, fino ad un versante segnato da smottamenti, dove perde rapidamente quota, per poi piegare a destra (sud-est) ed affacciarsi al limite settentrionale dei prati dei Piasci (m. 1700). Qui ci portiamo all'ampio poggio sul limite di nord-est dei prati, raggiungiamo la croce in legno del Giubileo del 1950 e scendiamo al limite del bosco di larici dove parte la mulattiera che dopo diversi tornanti scende (andamento nord-nord-ovest e nord) al fondovalle. Qui un ponte in legno sul Torreggio ci permette di raggiungere il limite meridionale dei prati dell'alpe Son (m. 1385). Prendendo a destra, torniamo a Ciappanico ripercorrendo la prima parte del sentiero di salita.

I Piasci

La Val Torreggio (Val di Turéc), tributaria occidentale della Valmalenco, prende il nome dal torrente che la percorre e che nasce dal ghiacciaio della Cassandra, torrente che in passato aveva una grande importanza economica, alimentando nella sua parte terminale numerosi mulini. La valle, di straordinaria bellezza, è percorsa da una interessante rete di sentieri, che consentono diversi anelli escursionistico. Uno dei più interessanti e completi ha come punti ai partenza ed arrivo Ciappanìco (Ciapanìch, m. 1034), graziosa frazione di Torre (Tór).
La si raggiunge percorrendo la strada che attraversa Torre, lascia a destra la chiesa parrocchiale di S. Maria e prosegue prendendo a destra (si ignora, invece, la deviazione a sinistra con la segnalazione per i rifugi alpini), attraversando, su un ponte, il torrente Torreggio, ignorando una successiva deviazione a destra e risalendo, con qualche tornante, il primo tratto del fianco settentrionale della bassa Val Torreggio (Val del Turéc'). Raggiunta Ciappanico (Ciapanìch nöf), che si trova a 2,7 km da Torre, possiamo proseguire, per un tratto, su una pista sterrata, che si stacca, sulla sinistra, dall’ultimo tratto della strada asfaltata e porta, in breve, ad una piazzola, dove possiamo lasciare l’automobile.
Qui troviamo, sulla parete di un’antica casa, la scritta “Benvenuti a Ciappanico alto” (Ciapanìch véc'), e, su un pannello arrugginito, l’indicazione “Sentiero Roma”, che si giustifica considerando che l’ultima tappa del celeberrimo sentiero alto prevede la traversata dalla Valle di Preda Rossa alla Val Torreggio (Val del Turéc'), con discesa finale a Chiesa Valmalenco oppure a Torre, passando appunto per Ciappanico. Il paesino, già citato in un documento del 1415 nella forma "giapanicho", deve forse il suo nome al curioso etimo che significherebbe "non prendi nulla", forse in riferimento alla natura piuttosto ripida dei terrazzamenti con prati e seminativi oggi incolti. I suoi abitanti venivano chiamati "néca". Il piccolo nucleo ha un fascino del tutto particolare: vi si osservano ancora l’edificio della vecchia scuola elementare, un po’ staccato dalle case, la Scöla de Ciapanìch, costruita nel 1934 ed utilizzata come edificio scolastico fino all'anno scolastico 1984-85. Il primo piano dell'edificio era adibito a latteria. Notiamo anche una graziosa chiesetta, la Gésa de Ciapanìch, dedicata alla Madonna del Rosario, costruita probabilmente nel 1838 e rifatta nel 1973. Vi si conserverebbero le reliquie dei santi Donati e Clemente ed il 5 novembre raccoglie i fedeli per la celebrazione della festa dei santi protettori.


Alpe Son

La mulattiera, segnalata da qualche segnavia rosso-bianco-rosso, comincia a salire, dopo un interessante tratto rialzato rispetto alla superficie dei prati (al Dòs), in direzione dell’alpe Son, tagliando, in diversi punti, la pista sterrata che prosegue fino alla medesima alpe. Nella salita possiamo osservare alla nostra sinistra il fianco meridionale della bassa Val Torreggio (Val del Turéc'), segnato da un imponente movimento franoso, mentre alla nostra destra si comincia a mostrare la dirupata formazione rocciosa nota come “Rocca di Castellaccio” (m. 1777), sede, secondo un’antica leggenda, di una feroce banda di predoni che scendevano nottetempo a depredare ed uccidere gli sventurati viandanti solitari nei pressi di Ciappanico. Alle nostre spalle, infine, si vede in primo piano l’aspra e scoscesa valle Dagua, dominata dal pizzo Palino (m. 2686), a sinistra, e dal monte Foppa (m. 2444), a destra, sulla dorsale che separa la Valmalenco dalla Val di Togno.


Apri qui una panoramica dell'alpe Son

Superato un primo gruppo di baite, a quota 1284, raggiungiamo il bel dosso dei prati dell’alpe Son (sun, 1364 metri). Si tratta di un maggengo diviso in due nuclei di baite, inferiore e superiore ("a la porta"), già citato in un documento del 1592 ("de campo in barco de sono"), caricato in primavera ed autunno da pastori di Ciappanico.

Val Torreggio (Val del Turéc'): la piana presso il rifugio Bosio-Galli

Ignoriamo la deviazione a sinistra segnalata dal cartello che indica il rifugio Cometti e l’Alta Via, portiamoci alla parte alta dei prati e riprendiamo a salire, fino a raggiungere i prati dell’alpe Acquabianca, a 1563 metri.
Anche qui portiamoci, seguendo l’indicazione per la Bosio segnata su un grande masso, alla parte alta, di sinistra, dell’alpe, dove, con un primo tratto un po’ nascosto dalla vegetazione, il sentiero riprende, assumendo la direzione nord ed inerpicandosi, dopo aver attraversato una radura, in un bellissimo bosco di conifere. Alla fine della salita si congiunge con il sentiero che, dal pianoro dell’alpe Lago di Chiesa, si inoltra in Val Torreggio (Val del Turéc') tagliandone il fianco settentrionale. Percorrendo il sentiero verso sinistra passiamo leggermente a monte dell’alpe Serra (m. 1927), usciamo dal bosco, giungendo in vista dei Corni Bruciati, che chiudono la valle ad ovest, attraversiamo i prati dell’alpe Airale (m. 2097; localmente: "i Rai"; nel 1924 vi venne aperto un rifugio privato, la capanna Airale, poi dismesso) ed infine, attraversato il Torreggio sul nuovo ponte in legno costruito nel 2000 dai cacciatori, raggiungiamo il rifugio Bosio-Galli (m. 2097), dopo circa tre ore e mezza di cammino.


Il rifugio Bosio-Galli

Il rifugio Bosio-Galli (m. 2086) è posto al centro della Val Torreggio (Val del Turéc') (Torre di S. Maria, Valmalenco), su un poggio di verdi micascisti in un'incantevole piana dominata a nord dai Corni di Airale e ad est dai Corni Bruciati. La piana, sbarrata dal fronte di un'antica morena, ospitava un tempo un lago, di cui sono rimaste ora scarse tracce in un terreno di natura torbosa. Il rifugio, costruito da privati nel 1924 ed originariamente chiamato Capanna Airale, fu acquisito e dedicato nel 1934 dal CAI di Desio al cavalier Carlo Bosio, suo primo presidente, e dal settembre 1997 anche a sua figlia Anna Bosio Galli.
Fu gestito per molti anni, insieme al rifugio Desio, dalla famiglia di Egidio Mitta, mentre attualmente è gestito dalla famiglia Lotti di Chuesa in Valmalenco. Un locale invernale più recente è dedicato a Dino Galimberti. Il rifugio è aperto dai primi di giugno fino alla fine di settembre, dispone di 50 posti letto in camerette e cameroni. Punto di arrivo della I tappa e punto di partenza della II tappa dell'Alta Via della Valmalenco, è punto di appoggio di numerose altre interessanti traversate. Ulteriori informazioni si possono trovare alla pagina web http://www.caidesio.net/joomla254/la-sezione/rifugi/rifugio-bosio-galli.


Piana presso il rifugio Bosio-Galli

Il rifugio riposa su un poggio di verdi micascisti al centro di una bella conca di origine glaciale, sbarrata dalla morena frontale di un antico ghiacciaio, che originò un lago di cui ora resta, come unica traccia, il terreno di torbiera nei pressi del rifuio, dove il torrente Torreggio scorre pigro, fra enormi blocchi di serpentino che, sullo sfondo dei Corni Bruciati, conferiscono allo scenario una singolare ed arcana bellezza.


Apri qui una fotomappa della Val Torreggio (Val del Turéc')

Il ritorno sfrutta il sentiero che congiunge il rifugio all'alpe Piasci, percorrendo il fianco meridionale della media Val Torreggio (Val del Turéc'). Si tratta di una delle varianti della prima tappa dell'Alta Via della Valmalenco, per cui ci accompagnano i caratteristici triangoli gialli. Il sentiero scende ad un ponticello in legno, procede diritto in direzione est, leggermente alto su un corridoio di prati alla sua sinistra, poi piega leggermente a destra seguendo il corso del torrente Torreggio, che corre più in basso, alla sua sinistra. Si infila quindi in un curioso corridoio e ne esce in vista della spianata dell'alpe Palù, che raggiunge dopo una breve discesa (m. 1971).


Il sentiero Bosio-Piasci

Passiamo a destra di quattro baite costruite una a ridosso dell'altra e di una fontana e ci portiamo al limite opposto dei prati, entrando in una macchia di pini mughi e larici. Superiamo poi una nuova fascia di prati ed un secondo ponticello in legno, da sinistra a destra, salendo leggermente fra radi larici e brevi radure. Splendido lo scenario che si disegna alle nostre spalle: un quieto tappeto di boschi sembrano seduti sovranamente i due Corni Bruciati, veri signori di questa valle, di cui chiudono l'orizzonte ad ovest.


L'alpe Palù

Raggiunto un versante battuto da slavine ed interessato da smottamenti, perdiamo rapidamente quota, per poi volgere a destra e, con ampio arco verso sud-est, fra radure e miti larici, passiamo per il cartello della Comunità Montana di Sondrio, che segnala, nella direzione dalla quale proveniamo, il rifugio Bosio. Poco più avanti raggiungiamo il muretto a secco che segna il limite nord-occidentale dell'ondulata conca dei prati deiPiasci (ciaasc', m. 1720). Il maggengo, costituito da un'ampia fascia di prati con una conca in mezzo, è costituito da diversi nuclei che ricevono il nome dal soprannome della famiglia dei proprietari o dalla posizione.


I Piasci

Lo sguardo verso nord raggiunge i giganti della testata della Valmalenco, i pizzi Roseg, Scerscen, Bernina, Argient, Zupò e Palù, che occhieggiano alle spalle del cupo massiccio del Sasso Nero. Ci accoglie una chiesetta (Gésa di Ciàasc'), dedicata alla Madonna Regina della Pace ed inaugurata il 19 settembre 1943. Fu voluta dai valligiani per ottenere la grazia che avessero fine le stragi di tutte le guerre. Alla nostra sinistra, in posizione rialzata, vediamo il rifugio Cometti-Grandi (Maréni, m. 1742), a gestione privata (tel.: 0342 452810). Il rifugio, di proprietà di Marino Cometti e dei suoi discendenti, venne aperto nel 1937 e nel secondo dopoguerra venne chiamato Capanna Grandi, ospitando famiglie acliste coordinate da Achille Grandi. Attualmente è aperto nei mesi di luglio ed agosto e dispone di 30 posti letto.


La mulattiera Piasci-Son

Poi dobbiamo trovare la bella mulattiera che dai prati torna sul fondovalle. Punto di riferimento è una grande croce in legno che si trova sul poggio erboso al limite opposto dell'alpe, quello nord-orientale. Si tratta di una doppia croce in legno, su cui è incisa la scritta "ANNO 1950 SANTO". Poco più in basso si trova la partenza del sentiero (che poi diventa larga mulattiera) che ben presto si immerge in un bosco di larici e scende, con direzione nord-ovest e poi nord e con diversi tornanti, al fondovalle della Val Torreggio (Val del Turéc'). Qui un bel ponte in legno ci permette di scavalcare il torrente Torreggio. Sul lato opposto il sentiero sale ad intercettare quello principale che proviene da Ciappanico, poco a monte dell'alpe Son (m. 1385). Prendendo a destra, in breve torniamo a quest'alpeggio e, ripercorrendo a rovescio la prima parte dell'escursione, ridiscendiamo a Ciappanico, chiudendo, dopo circa 6 ore di cammino, l'anello della Val Torreggio (Val del Turéc').


I Corni Bruciati visti dal sentiero Bosio-Piasci

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

Mappa del percorso - particolare della carta tavola elaborata da Regione Lombardia e CAI (copyright 2006) e disponibile per il download dal sito di CHARTA ITINERUM - Alpi senza frontiere

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