Apri qui una panoramica dal rifugio Bertacchi

Il pizzo Emet (chiamato Timùn sulle carte svizzere) è la più alta elevazione della lunga dorsale che separa la Val di Lei, ad est, dall'elvetica Val di Niemet e l'italiana Val Scalcoggia, ad ovest. Si tratta di una cima molto ambita e frequentata da alpinisti che in genere si appoggiano al vicino rifugio Bertacchi, ma la sua salita propone un passaggio delicato, che supera le capacità dell'escursionista, per quanto esperto. A titolo di consolazione questi può programmare, in 3 o 4 giorni, una bella escursione ad anello che vi gira attorno, toccando scenari e paesaggi davvero molto belli ed in parte inusuali. In 4 giorni con tutta la calma del caso ma anche in 3, riunendo in una sola giornata, se ben allenati, le prime 2 tappe) possiamo, infatti, da Fraciscio salire al rifugio Chiavenna, traversare il passo dell'Angeloga, percorrere l'intera Val di Lei, scendere ad Innerferrera e risalire per l'intera Val Nieme, rientrare in Italia per il passo di Emet, passare per il rifugio Bertacchi e ridiscendere infine a Fraciscio. L'anello non propone difficoltà tecniche e neppure particolari difficoltà di orientamento: richiede solo, ovviamente, un buon allenamento fisico.


Macolini

ANELLO DEL PIZZO EMET - 4 - RIFUGIO BERTACCHI-FRACISCIO

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in salita/discesa
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Rif. Bertacchi-Madesimo-Motta di Campodolcino-Fraciscio
6 h
200/940
E
SINTESI. La discesa dal rifugio Bertacchi a Macolini avviene sfruttando il classico sentiero di accesso al rifugio, molto frequentato nella stagione estiva. Seguendo i cartelli lasciamo alle spalle il rifugio e scendiamo lungo un ampio dosso erboso verso sud. A quota 2100 pieghiamo leggermente a destra (sud-ovest) e perdiamo quota con diversi tornantini, restando al centro del dosso. Pieghiamo qindi a sinistra e guadiamo il torrentello emissario del lago di Emet. Sul lato opposto del vallone pieghiamo a destra ed iniziamo una lunga ed un po' monotona discesa verso ovest, inanellando diversi tornanti. Dopo l'ultimo tornante sx, a quota 1800, iniziamo un lungo traverso che ci porta sul fondo della Val Scalcoggia. Il sentiero termina confluendo in una pista sterrata, seguendo la quale raggiungiamo in breve il parcheggio di Macolini (m. 1656). Procediamo ora sulla carrozzabile che sale fin qui da Madesimo, con lunga e graduale discesa a Madesimo. Ignorata la deviazione a sinistra per la Motta di Sopra, passaimo per il centro del paese (m. 1538), stando però sempre a sinistra del torrente Scalcoggia. Poco oltre la chiesa parrocchiale seguiamo i cartello che indicano, alla nostra sinistra, la strada che sale alla Motta, e la imbocchiamo. Ad un bivio stiamo a destra (indicazioni per la Motta di Sotto e la Casa Alpina). Giunti alla Motta di Campodolcino, o Motta di Sotto (m. 1747), passiamo accando alla Casa Alpina e proseguiamo diritti, verso sud-sud-est, su pista sterrata, in leggera salita, fino ad un bivio, al quale prendiamo la pista che scende decisa verso destra. Ad un successivo bivio stiamo ancora a destra e dopo alcuni tornanti raggiungiamo la strada che da Fraciscio sale alle Soste. Seguendola verso sinistra, torniamo al parcheggio delle Soste, dove abbiamo lasciato l'automobile.


Lago di Emet

L'ultima giornata dell'anello del pizzo Emet prevede la lunga discesa dal rifugio Bertacchi a Fraciscio, che può avvenire attraverso vie differenti. La più breve segue interamente, dal parcheggio di macolini a Madesimo, strade e piste. La monotonia della discesa è stemperata dalla varietà e panoramicità degli scenari. Dal rifugio Bertacchi scendiamo a Madesimo, risaliamo alla Motta di Campodolcino prima dell'ultima discesa su pista sterrata a Fraciscio.
La discesa dal rifugio Bertacchi a Macolini avviene sfruttando il classico sentiero di accesso al rifugio, molto frequentato nella stagione estiva. Seguendo i cartelli lasciamo alle spalle il rifugio e scendiamo lungo un ampio dosso erboso verso sud. A quota 2100 pieghiamo leggermente a destra (sud-ovest) e perdiamo quota con diversi tornantini, restando al centro del dosso. Pieghiamo qindi a sinistra e guadiamo il torrentello emissario del lago di Emet. Sul lato opposto del vallone pieghiamo a destra ed iniziamo una lunga ed un po' monotona discesa verso ovest, inanellando diversi tornanti. Dopo l'ultimo tornante sx, a quota 1800, iniziamo un lungo traverso che ci porta sul fondo della Val Scalcoggia. Il sentiero termina confluendo in una pista sterrata, seguendo la quale raggiungiamo in breve il parcheggio di Macolini (m. 1656).


Madesimo

Proseguiamo sulla pista e sulla stradina asfaltata che scende verso Madesimo, in direzione sud ed in leggera discesa, passando per le baite di Casone (m. 1646). Qui piega a destra e poi di nuovo subito a sinistra, scendendo gradualmente verso sud e passando appena sotto le baite di Zerbi. Ci approssimiamo al limite settentrionale di Madesimo ed incontriamo alla nostra sinistra la deviazione della stradella che sale verso l'alpe Groppera. La ignoriamo ed incontriamo le prime case di Madesimo (m. 1585).
Proseguendo diritti raggiungiamo il centro del paese, passando per la chiesa parrocchiale dedicata ai santi Pietro e Paolo (m. 1538). Superato il torrente Groppera, stiamo attenti alla nostra sinistra alla partenza segnalata della strada che sale alla Motta (indicazioni per la Motta, il lago Azzurro e la Madonna d'Europa), presso uno degli impianti di risalita delle piste del Groppera. Imbocchiamo la strada e cominciamo a salire verso sud-est, per piegare quasi subito a sinistra e proseguire verso sud. Stando attenti a sinistra della strada, vediamo il sentiero che possiamo seguire in alternativa alla strada: intercetta in più punti la strada e non ci fa risparmiare molto, ma permette una salita più interessante. In ogni caso guadagniamo quota verso sud, in una splendida pecceta.


Pista Motta di Sotto-Fraciscio

Dopo una doppia coppia di tornanti sx-dx, giungiamo ad un bivio: la stradina di sinistra sale alla Motta di Sopra, al lago Azzurro ed alla Madonna d'Europa, ma noi proseguiamo diritti, per la Motta di Sotto o Motta di Campodolcino. La raggiungiamo dopo un breve tratto (m. 1747), e veniamo accolti dalla caratteristica struttura della Casa Alpina.
Siamo di nuovo all'aperto, ed il luogo è luminoso e panoramico. Alla nostra sinistra, oltre duecento metri più in alto, scorgiamo la grande statua dorata della Madonna d'Europa. Lasciamo alle spalle la Casa Alpina e proseguiamo diritti su una pista sterrata che sale leggermente verso sud-sud-est. Alla nostra destra, oltre gli Andossi, i pizzi Ferrè e Tambò si mostrano in tutta la loro eleganza. Dopo un buon tratto di salita siamo ad un bivio: un ramo prosegue diritto, mentre a destra una pista scende decisa verso sud-est. Scendiamo a destra, passando sotto le baite di Monte (m. 1759) e perdendo rapidamente quota. Superando i prati di Monte dell’Avo (m. 1558) raggiungiamo un secondo bivio, al quale andiamo nuovamente a destra.


Pista per Fraciscio e pizzo Stella

Inizia ora una discesa su una pista che a tratti ha un andamento davvero ripido, e regala scorci suggestivi sull'alta Val Rabbiosa e sul pizzo Stella. Alcune aperture della pecceta mostrano Fraciscio, nostra meta. Dopo alcuni tornanti usciamo dalla pecceta e terminiamo la discesa confluendo nella strada asfaltata che passa per le baite più alte di Fraciscio e sale verso le Soste. Seguendola verso sinistra torniamo infine al parcheggio delle Soste (m. 1440), dove recuperiamo l'automobile.


Fraciscio

CARTE DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo (CNS), che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Anche le carte sopra riportate sono estratti della CNS. Apri qui la carta on-line

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