Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Rifugio Branca-Rifugio-albergo dei Forni-Rifugio Stella Alpina-Rifugio Berni
5 h
650 (600 in discesa)
E
SINTESI. Dal rifugio Branca (m. 2487) imbocchiamo la pista sterrata che costituisce la via normale di accesso al rifugio medesimo e la utilizziamo per scendere con andamento regolare (dopo un primo tratto che propone una discesa ripida) verso la piana che precede il rifugio-albergo Ghiacciaio dei Forni (m. 2187). Dal rifugio dei Forni scendiamo sulla carozzabile al rifugio ristoro Stella Alpina (m. 1960), che vediamo a sinistra della strada. Qui lasciamo la carozzabile per scendere al torrente Frodolfo e portarci sul lato opposto (occidentale) della Valle di Forni. Prendiamo a destra e su sentiero segnalato (sentiero 525) cominciamo gradualmente a salire sul basso versante settentrionale del pizzo Tresero, procedendo in direzione sud-ovest e superando il dos di Laràsc' ed il solco della Val Ceréna, dove possiamo trovare i resti delle slavine anche a stagione inoltrata. Superata una seconda e meno pronunciata valle (dalla quale scende il rin da Ciosc), ignoriamo sulla nostra destra il sentiero denominato "della Romantica" e proseguiamo diritti. Dopo una discesa sui pascoli del Pian da li Marmòta, raggiungiamo i prati del dosso o alpe Tresero (m. 2370), entrando nella valle del Gavia. Qui il sentiero volge a sinistra ed assume l'andamento sud, procedendo quasi in piano. Procedendo sempre verso sud, con qualche saliscendi, supera altre vallette e viene raggiunto da destra dalla vecchia mulattiera usata dai mercanti veneziani. Guadagna quindi quota, fino al Baitìn da li Corona (m. 2446), o Baitin dei Pastori. Procedendo sempre verso sud, superiamo, con qualche saliscendi, altri corsi d'acqua e cengioni fino al Ponte di Pietra (pont da Preda), che ci permette di scavalcare il Rio del Dosegù allo sbocco della Val da Dosegù. Procedendo diritti, in salita, passiamo sul limite del Pian Bormino (pian Bormìn), pieghiamo a destra, saliamo ad intercettare una carrareccia e ci portiamo al ponte sul torrente Gavia. Una breve risalita sul lato opposto della valle ci porta infine al rifugio Berni (m. 2545), posto sulla strada che sale al passo del Gavia.


Versante settentrionale del pizzo Tresero, su cui si sviluppa la traversata al rifugio Berni

La quarta tappa del Sentiero Italia Lombardia nord, V settore, che coincide con la settima tappa dell'Alta Via della Magnifica Terra, prevede la traversata dalla Valle dei Forni, e precisamente dal rifugio Branca, al rifugio Berni, sulla strada che sale al passo del Gavia.
E' probabilmente la meno entusiasmante fra le tappe del Sentiero Italia, ma riveste elementi di interesse e soprattutto tocca luoghi quasi sconosciuti agli escursionisti e di grande pregio panoramico. Ha inoltre il pregio non disprezzabile di essere poco faticosa.
La prima parte ha come scenario la discesa della Valle dei Forni. Segue una lunga traversata che taglia i versanti nord-occidentale ed occidentale di una delle icone della Valfurva, il pizzo Tresero.


Rifugio-albergo Ghiacciaio dei Forni

Dal rifugio Branca (m. 2487) imbocchiamo la pista sterrata che costituisce la via normale di accesso al rifugio medesimo e la utilizziamo per scendere con andamento regolare (dopo un primo tratto che propone una discesa ripida) verso la piana che precede il rifugio-albergo Ghiacciaio dei Forni (m. 2187), molto affollato in periodo estivo anche perché raggiunto da una carozzabile che sale da Santa Caterina Valfurva. Proprio questa carozzabile ci serve per l'ulteriore discesa, che ci porta, in località Campécc', al rifugio-ristoro Stella Alpina (m. 1960), che vediamo a sinistra della strada.


Rifugio-ristoro Stella Alpina

Qui lasciamo la carozzabile per scendere al torrente Frodolfo e portarci sul lato opposto (occidentale) della Valle di Forni. Prendiamo a destra e su sentiero segnalato (sentiero 525, chiamato localmente troi da Treséir) cominciamo gradualmente a salire sul basso versante settentrionale del pizzo Tresero, procedendo in direzione sud-ovest e superando il dos di Laràsc' ed il solco della Val Ceréna, dove possiamo trovare i resti delle slavine anche a stagione inoltrata. Superata una seconda e meno pronunciata valle (dalla quale scende il rin da Ciosc), ignoriamo sulla nostra destra il sentiero, denominato "della Romantica", che scende a Santa Caterina Valfurva, e proseguiamo diritti. Dopo una discesa sui pascoli del Pian da li Marmòta, raggiungiamo i prati del dosso o alpe Tresero (m. 2370, di proprietà del comune di Valfurva), il punto più panoramico della traversata, che ci permette di affacciarci alla Valle del Gavia.


Versante sul quale si sviluppa l'ultima parte della traversata al rifugio Berni

Qui il sentiero volge a sinistra ed assume l'andamento sud, procedendo quasi in piano. Procedendo sempre verso sud, con qualche saliscendi, supera altre vallette e viene raggiunto da destra dalla vecchia mulattiera usata dai mercanti veneziani. Guadagna quindi quota, fino ad intercettare, a quota 2446, il sentiero utilizzato per la salita alla cima del pizzo Tresero, in corrispondenza del Baitìn da li Corona, o Baitin dei Pastori. Procedendo sempre verso sud, superiamo, con qualche saliscendi, altri corsi d'acqua e cengioni modellati dai ghiacciai nel quaternario, detti localmente corona. Ci portiamo così al Ponte di Pietra (pont da Preda), che ci permette di scavalcare il Rio del Dosegù allo sbocco della Val da Dosegù, poco a monte della sua confluenza nel torrente Gavia.
Procedendo diritti, in salita, passiamo sul limite del Pian Bormino (pian Bormìn), pieghiamo a destra, saliamo ad intercettare una carrareccia e ci portiamo al ponte sul torrente Gavia. Una breve risalita sul lato opposto della valle ci porta infine al rifugio Berni al Gavia (m. 2545), posto sulla strada che sale al passo del Gavia.


Rifugio Berni al Gavia

CARTA DEL PERCORSO sulla base della Swisstopo, che ne detiene il Copyright. Ho aggiunto alla carta alcuni toponimi ed una traccia rossa continua (carrozzabili, piste) o puntinata (mulattiere, sentieri). Apri qui la carta on-line

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