Fra le molteplici possibilità escursionistiche offerte dalla Val di Tartano quelle legate ai numerosi alpeggi sui suoi versanti sono meno conosciute, ma non per questo meno interessanti.
 

La salita in Val di Tartano è permessa da una strada molto panoramica: ecco come appaiono l'imbocco della Val Masino,
 
















il Culmine di Dazio
 















e la bassa Valtellina immersa nella foschia determinata dall'alta pressione di un gennaio polare.
 













Dopo 10 km, siamo a Campo Tartano (m. 1066), splendido punto di osservazione sulla bassa Valtalina. Proseguiamo verso Tartano: oltrepassato il cimitero














troviamo la frazione di Case, presso una sella erbosa che costituisce una sorta di belvedere sulle montagne di Val Masino.
 















Un paio di chilometri più avanti,
 














incontriamo il ponte sulla val Vicima, sospeso sull'imopressionante forra della bassa valle ominima, e, poco oltre, uno spiazzo con due tavolini in legno: da qui parte, sulla sinistra della strada, a circa 1160 metri,
 














un largo sentiero
 














che sale verso nord
 














sul largo dosso che conduce all'alpe Barghett.
 













Superata un'immaginetta sacra, il sentiero conduce ad un bivio: se si prende a destra, si raggiungono e risalgono due bei prati. Nel primo si trova una baita solitaria,
 














mentre salendo al secondo 
 














se ne trovano due.
 















Alle loro spalle il sentiero rientra nel bosco, congiungendosi con il ramo che sale da sinistra.
 














Comincia a questo punto
 














una diagonale verso sinistra
 













che porta alla pineta che riveste il lato settentrionale del dosso. Qui si incrocia una larga mulattiera che sale dal lato sinistro del dosso,
 















e giunge al limite inferiore
 














dell'alpe Barghett (m. 1627).
 














Mentre la mulattiera prosegue sul margine sinistro dei prati, un sentiero permette di risalire i prati attraversando i bei nuclei di baite.
 











Il panorama verso la Valtellina mostra, oltre il Culmine di Campo, le cime della Costiera dei Cech e della valle di Spluga. Se si vuole salire alle baite superiori, bisogna seguire scrupolosamente le tracce di sentiero, per non rovinare l'alpe.
 










A sinistra di un gruppo di baite un sentiero scende alla mulattiera che, fiancheggiati i prati, prosegue attraversando il fianco meridionale della val Vicima e portando all'alpe omonima, dalla quale si può scendere alla strada della Val di Tartano.
 














Se invece si sale ulteriormente si trova, a fianco di un gruppo di baite,
 














un sentiero che, dirigendosi verso destra, si inoltra nel bosco, perdendosi però ben presto.
 














Non bisogna, quindi, imboccarlo, ma salire ancora, raggiungendo la sommità dei prati:
 















qui un sentiero segnalato si inoltra nel bosco,
 















iniziando
 















una traversata verso l'alpe Torrenzuolo.
 














A metà circa della traversata
 














attraversiamo
 














un'ampia radura,
 















dove si trova una baita ancora ben conservata.














Ancora un tratto
 














nel bosco di larici,
 












e ci ritroviamo sul ciglio del fianco di sud-ovest della val Castino: il sentiero scende per un buon tratto, fino a raggiungere il cuore della valle ed a risalire sul versante opposto.
 










Raggiungiamo, così, l'agriturismo Torrenzuolo (m. 1794), nel cuore dell'alpe omonima. Prima di imboccare il sentiero che scende a Tartano, e che parte sul limite inferiore del prato sottostante, prendiamoci mezzora di tempo per visitare l'alpe.
 















Per farlo, dobbiamo salire in direzione di una baita più alta, verso destra,
 
 














proseguendo poi, in uno scenario di grandiosa bellezza,
 














fino















ad un piccolo dosso con una croce in legno:












qui troveremo, sulla destra, la partenza del sentiero che compie la traversata all'alpe del Gerlo, sul fianco di nord-est della Val Lunga (il ramo orientale dei due in cui si divide la Val Tartano).
Il tempo di gustare lo stupendo scenario retico, e ci incamminiamo sulla via del ritorno, imboccando il sentiero che, sotto l'agriturismo, attraversa la pineta del versante montuoso sopra Tartano. Sul sentiero troveremo diverse indicazioni che ci permettono di riconoscere le specie vegetali che fanno la vita di questi splendidi boschi.















Scendiamo, così, alle frazioni più alte sopra Tartano,















proseguendo poi per le contrade Càneva
e














Gavazzi.














Raggiunta Tartano, nei pressi dell'albergo-ristorante La Gran Baita,














percorriamo un tratto in leggera salita per visitare la chiesa parrocchiale di S. Bàrnaba, consacrata nel 1624 ed ampliata nel 1874.















Non ci resta, infine, che incamminarci sulla strada asfaltata,











in direzione di Campo Tartano, per recuperare, dopo circa tre chilometri, l'automobile. Questo incantevole anello, che comporta il superamento di poco meno di 800 metri di dislivello in altezza, richiede circa tre ore di cammino.

 

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