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Albaredo per San Marco

Punti di partenza ed arrivo
Tempo necessario
Dislivello in altezza
in m.
Difficoltà (T=turistica, E=escursionistica, EE=per escursionisti esperti)
Albaredo-Dosso Comune-Egolo-Albaredo
2 h e 30 min.
480
E
SINTESI. Saliamo da Morbegno ad Albaredo e, dopo un tornante sx ed uno dx, lasciamo la provinciale per il passo di San Marco prendendo a sinistra e parcheggiando alle Case di Sopra (m. 940). Imbocchiamo il sentiero 2 (Sentiero del Matüsc'). Intercettata una sterrata, prendiamo a sinistra e dopo il ponte sulla Valletta la lasciamo per il secondo sentiero che se ne stacca a destra e sale sul filo di un dosso ai prati del dosso del Serterio. A monte delle baite prendiamo il sentierino che va a destra e porta al centro della Valletta. Qui pieghiamo a sinistra e seguiamo una mulattiera che porta sul limite superiore dei prati del Dosso Comune (m. 1333). Qui intercettiamo una pista sterrata che seguiamo verso destra, salendo alla piazzola con cappelletta sul limite alto dei prati di Egolo (m. 1412). Lasciata la pista, scendiamo sul sentiero che passa a sinistra delle baite, piega a destra, passa per due baite solitarie e scendendo in diagonale sui ripidi prati giunge al limite del bosco, dove si trova una larga mulattiera che scende ad intercettare la pista sterrata sopra Case di Sopra. Di qui ridiscendiamo in breve al parcheggio.


Sentiero sul dosso del Serterio

Sul ripido versante montuoso ad est di Albaredo si aprono alcuni maggenghi collocati in una splendida posizione panoramica. Egolo è il loro baricentro. Visitarli, soprattutto in primavera ed in autunno, regala emozioni e suggestioni a chi ama le escursioni che alternando il respiro chiaroscurale dei boschi alla luminosa apertura dei prati silenti. Il prolungamento della pista sterrata che parte dalla provinciale per il passo di San Marco qualche chilometro a monte di Albaredo ha contribuito a ripopolare le baite, almeno nel finesettimana, ma il versante resta di quelli che non deludono gli escursionisti amanti della pace un po' solitaria.


Apri qui una fotomappa del territorio di Albaredo

Punto di partenza è Albaredo per San Marco, che si raggiunge partendo da Morbegno, cioè imboccando la strada che si trova immediatamente ad est della piazza S. Antonio (poco oltre, per chi procede in direzione di Sondrio). La strada provinciale 8 per il passo di San Marco, superato il bivio per Bema, passa per Arzo, Valle e Campo Erbolo, prima di affacciarsi ad Albaredo. Restando sulla provinciale, non ci dirigiamo verso il centro del paese, ma saliamo superando un tornante sx ed uno successivo dx. Dopo un tratto diritto, vediamo sul lato sinistro la deviazione segnalata per la frazione di Case di Sopra. La imbocchiamo e lasciamo l'automobile dopo un breve tratto al parcheggio sul lato destro della strada (m. 940). Presso il parcheggio si trova anche un pannello che illustra le principali opportunità escursionistiche offerte dalla Valle del Bitto di Albaredo.


Sentiero dul dosso del Serterio

Seguiamo la carozzabile per un tratto, volgendo a destra. Dopo breve tratto la lasciamo per salire su una ripida mulattiera che taglia i prati a monte delle case (cartello giallo che indica il sentiero del Matüsc'). La mulattiera intercetta una pista sterrata, che seguiamo verso sinistra. Ignorata una coppia di cartelli escursionistici, ci portiamo ad un ponte che attraversa la Valletta, che segna il confine fra il territorio di Albaredo e quello di Morbegno. Subito dopo vediamo sulla destra un sentiero che sale nel bosco: potremmo sfruttare anche questo, ma procediamo per qualche decina di metri, fino a trovare la partenza di un secondo sentiero, che risale il filo di un dosso (attenzione a non procedere ulteriormente e salire su un terzo sentiero, più evidente, che passa subito a lato di una baita).


Maggengo sul dosso del Serterio

Il sentiero, come detto, sale rimanendo sul filo del dosso, fra betulle e faggi, in direzione est-nord-est. Stiamo risalendo il dosso del Serterio ed il sentiero esce all'aperto alla parte bassa di un ripido prato, che risale procedendo diritto, fino ad un gruppo di baite del dosso Serterio (m. 1172). Una sosta per tirare il fiato ci permette di ammirare un ottimo colpo d'occhio sul dosso di Bema e, alle sue spalle, sul versante occidentale della Val Gerola, con gli alpeggi a monte di Sacco, Rasura e Pedesina.
Appena a monte delle baite, vediamo un sentierino che volge decisamente a destra. Lo seguiamo. Ad esso si congiunge il sentiero sopra menzionato, come opzione di salita alternativa. Procediamo diritti e, superata la Valletta, ci affacciamo alla ripidissima fascia di prati del Dosso Comune, corredata da poche baite disposte a diversa quota. Quel che colpisce è la pendenza del versante: guardando in basso distinguiamo il campanile della chiesa di San Rocco ad Albaredo, ed abbiamo l'impressione che se dovessimo scivolare ci finiremmo diritti sopra. Con buona pace di Newton, qui la forza di gravità deve essersi concessa qualche licenza.


Dosso Comune

Torniamo sui nostri passi e ripassiamo la Valletta, trovando subito un bivio: qui, senza ripercorrere il sentiero che ci riporta al dosso del Serterio, andiamo a destra ed imbocchiamo un marcato sentiero che sale deciso, corredato da segnavia bianco-rossi, in una bella pecceta, protetto in alcuni tratto da corrimano in legno. Più in alto il bosco cambia aspetto, il sentiero volge a destra e passiamo a lato di un casello dell'acqua con segnavia rosso-bianco-rosso e numerazione 149.


Dosso Comune

Il sentiero ci porta alle baite alte dei prati del Dosso Comune, e prosegue la sua salita fino a raggiungere il punto di arrivo di una teleferica, al culmine dei prati (m. 1333). Di qui abbiamo proprio l'impressione di essere sulla verticale dell'abitato di Albaredo, che sembra appena sotto i nostri piedi. Salendo ancora sul sentiero, intercettiamo una pista sterrata che scende verso sinistra terminando al maggengo del Serterio. Noi però dobbiamo andare in direzione opposta, cioè verso destra (direzione sud-est), raggiungendo una piazzola con una cappelletta (edificata nel 1995) che ospita una Madonnina (la Madonna Regina della Pace), presso le baite alte di Egolo (m. 1412). Siamo dunque al maggengo di Egolo. La pista sterrata prosegue salendo verso sinistra (traversa l'intero versante e si congiunge alla carozzabile che dalla provinciale 8 per il passo di San Marco sale ai Cornelli). Il punto è monto panoramico e lo sguardo raggiunge ad ovest l'alto Lario.


Egolo

Noi però non seguiamo la pista ma imbocchiamo il sentiero che dalla piazzola procede in piano e poi in discesa verso sud (davanti a noi distinguiamo, dai caratteristici tralicci, sul fondo della valle, il passo di San Marco). Pochi metri sopra, alla nostra sinistra, vediamo due paline con cartelli. Il primo segnala un albero classificato come albero monumentale, un vicino acero di monte alto 19 metri, con una circonferenza di 255 cm. Gli altri segnalano la prosecuzione del sentiero del Matusc' (che porta a Gradesc' in 40 minuti, e termina a Baitridana ed all'alpe Piazza). Non seguiamo però queste indicazioni, ma seguiamo in discesa il sentiero, che volge a sinistra e corre fra muretti a secco in direzione delle baite basse di Egolo. Il sentiero piega ancora a destra e raggiunge una baita più bassa, sulla cui facciata vediamo un dipinto di Madonna con Bambino datato 1916, con la scritta “Ravelli Francesco fece per divozione”. Scendiamo ancora tagliando in diagonale il ripido prato e ci portiamo alla baita più bassa, sulle cui pareti troviamo due segnavia bianco-rossi.


Mulattiera per Egolo

Scendendo ancora su deboe traccia in diagonale siamo al limite del bosco, dove con un po' di attenzione troviamo una larga mulattiera che prosegue nella discesa con tornanti regolari in un bosco fiabesco. Nell'ultimo tratto la mulattiera esce dal bosco e si cala ripida, a fianco di un canalino in cemento, ad intercettare la strada sterrata a monte delle case di Sopra. Ci ritroviamo sulla pista a sinistra del ponte che attraversa la Valletta. Procediamo quindi verso sinistra, fino a ritrovare la mulattiera che scende diretta alle Case di Sopra. Dopo un breve tratto sulla carozzabile, raggiungiamo il parcheggio dove abbiamo lasciato l'automobile.

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